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Tre sinistre, tre destre e il caos della politica italiana

La politica italiana sembra ormai bloccata in una perenne indecisione. Da un lato, il PD si divide tra strategie incerte e leadership instabili, dall’altro, la destra ondeggia tra contraddizioni e alleanze fragili. Sullo sfondo, la guerra in Ucraina e le tensioni globali evidenziano l’incapacità del sistema politico di offrire risposte chiare e univoche.

di Raffaele Romano | 16 Marzo 2025

Forse oggi qualcuno se ne renderà conto che aver seguito le “Tricoteuses” assetate di sangue sotto la ghigliottina durante il periodo del terrore di Robespierre a Parigi e quello di “Tangentopoli” a Milano del Di Pietro ci ha portati al “NULLA” di oggi. Dopo essere passati, per via della rivoluzione del ’92, dal quarto posto mondiale per Reddito pro-capite all’attuale ventottesimo ci tocca scrutare gli arzigogolamenti della sedicente classe politica attuale in riferimento allo choc geopolitico che sta avvenendo nel mondo. Mi riferisco all’Ucraina, all’UE, agli USA, alla Russia e alla Cina. Premetto che rifuggo dal tifo paranoide che affligge stampa, tv ed italioti di ogni razza e genere che, come al solito, ci sguazzano a meraviglia nell’appoggiare pregiudizialmente questo o quello. Nella confusione più totale l’Italia si pone in mezzo al guado: senza decidere. Si assiste all’ormai storica e perenne “spaccatura interna” al Pd che, dalla sua fondazione il 14 ottobre del 2007, ha visto alternarsi ben 11 segretari politici in ordine: Veltroni, Franceschini, Bersani, Epifani, Renzi, Orfini, di nuovo Renzi, Martini, Zingaretti, Letta e Elly Schlein. Undici in soli 18 anni fa una media di sopravvivenza di 19 mesi cadauno. Come sia possibile pensare di governare un Paese cambiando segretario e linea politica ogni anno e mezzo è pura italica follia. Non avviene in nessuna parte del mondo. Nella vicenda relativa alla guerra in Ucraina e che determinerà, nel bene e nel male, le prossime generazioni per decenni l’unica certezza che viene fuori dal Pd è il “dubbio” oltre alla conclamata e certa “incapacità di decidere”.

Sull’altro versante vige la stessa identica regola “l’incapacità di decidere” in cui si sono distinti Berlusconi in primis, seguito a ruota da Fini, Casini, Bossi, Formigoni, Mastella, Buttiglione, Dini, Follini, Alfano, Meloni ecc. che, pur avendo ottenuto a volte grandi maggioranze elettorali, si sono incartate molte volte da soli.

Al parlamento europeo alla votazione del ReArm Europe abbiamo assistito alla spaccatura del Pd che, avendo chiesto di entrare a suo tempo nei socialisti europei senza esserlo e senza mai pensare di diventarlo, ha visto una parte del suo gruppo votare a favore mentre l’altra si è astenuta come aveva ordinato la Schlein. Nel centro destra si è avuta la totale adesione di FdI e FI contraria, invece, la Lega che si è trovata in compagnia dei 5 Stelle con cui ha governato pavidamente e Avs. Capire gli italiani per gli altri 26 Paesi UE è notoriamente, da 30 anni in qua, cosa impossibile. Come se non bastasse ieri ci sono state a Roma ben 3 manifestazioni sul tema Europa in cui la confusione è ancor più aumentata. Come al solito sono stati dati numeri non veritieri sull’effettiva presenza ma, soprattutto, è emerse il “pendolarismo” della Meloni che cerca un punto bradisismico fra Trump e l’UE, mentre la Schlein da par suo non reagisce all’ammutinamento di Bruxelles dei suoi e si affida a forme indecifrabili sul che fare in UE. Poi c’è un partito trasversale composto da “quelli che vogliono salvare il mondo” e che non trovano più la loro condottiera la famosa Greta Thunberg che si opponeva a scienziati come Zichichi e a Franco Prodi climatologo di fama mondiale trattandoli come due stupidi con il coro plaudente di coloro che affermano la piattezza della terra e le scie cosmiche.

La manifestazione principale che ha posto solo interrogativi e nessuna soluzione è stata, senza ombra di dubbio, quella di Michele Serra Errante, questo il suo cognome completo, fidato scudiero del Pci e della sinistra antagonista da una vita a cui andrebbero poste almeno due domande: quanto è costata la manifestazione di ieri e chi ha pagato? Sotto al palco sono stati notati Schlein, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il segretario di Azione Carlo Calenda e quello di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, oltre a personaggi pubblici come Corrado Augias che alla sua veneranda età lo troviamo dovunque, Antonio Scurati, Corrado Formigli e Paolo Virzì. Poi Marisa Laurito, Susanna Camusso, Achille Occhetto con un berretto alla Lenin, l’onnipresente Sant’Egidio, Agesci, le Acli, la Legacoop, Fratoianni senza la sua Tesla, Jovanotti, Paolo Gentiloni, Corrado Formigli, Lella Costa e mi scuso se ho dimenticato qualcuno. Soluzioni portate nella piazza: nessuna: mentre la Meloni ha deciso di non inviare soldati in Ucraina.

La conclusione a cui sono giunto è che sabato ci sono state tre sinistre in piazza totalmente divise fra disarmo e riarmo.

Raffaele Romano

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, anni, berlusconi, bersani, bossi, bruxelles, camusso, casini, centro destra, cina, classe politica, di pietro, dini, europa, fini, franceschini, lega, manifestazione, meloni, milano, mondo, parigi, parlamento, pd, personaggi

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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