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Tre lutti nella cultura

di Redazione Pensalibero.it | 31 Luglio 2023

È morto Vittorio Prodi, fratello di Romano ed ex parlamentare europeo.Aveva 86 anni, fratello dell’ex presidente del Consiglio Romano, mancato dopo una lunga malattia.Anche lui è stato impegnato in politica: presidente della Provincia di Bologna dal 1995 al 2004, è stato parlamentare europeo per due mandati, eletto nel 2004 per la lista di Uniti nell’Ulivo e poi nel 2009. Laureato in fisica, è stato professore all’Università di Bologna e ricercatore in vari istituti. È stato anche presidente dell’Azione Cattolica di Bologna dal 1986 al 1992. 

“Credo che mio padre abbia avuto moltissime fortune, una vita bellissima, una famiglia di origine meravigliosa, ricca di stimoli e di attenzioni. E una grande fede che ha ricevuto e coltivato. Ha avuto la fortuna di svolgere molti incarichi universitari e di ricerca, in politica (Provincia ed Europarlamento), e una grande passione per tutto quello che era veramente e autenticamente politico”. Così don Matteo Prodi, uno dei quattro figli di Vittorio, ricorda il padre, morto a 86 anni. “Credo che questa sia la cosa più bella che ha avuto: questa passione per incarnare la santità ricevuta da Dio in una giustizia per gli uomini”, prosegue il sacerdote. “Ha avuto anche una famiglia generata attraverso l’amore vissuto per 59 anni di matrimonio con sua moglie Sandra e questo sicuramente l’ha nutrito per tutta la vita. L’unica cosa da fare veramente è ringraziare e pensare che possano esistere ancora delle persone che, a partire da un vissuto professionale che si occupa di tante cose, possano rigenerare la politica”, conclude.

Il protagonista del mondo creato da Danila Comastri Montanari, scrittrice bolognese morta a 74 anni, si chiama Publio Aurelio Stazio.

Personaggio immaginario, investigatore dell’antica Roma, senatore ai tempi di Claudio, nei primi anni dopo la nascita di Cristo: il primo romanzo che ne racconta le avventure (a partire dalle indagini sulla morte inspiegabile di una donna assassinata dal padre di uno dei suoi amanti) è ‘Mors Tua’, pubblicato nel 1990, poi divenuto settimo capitolo di una serie di 19.

Morta Danila Comastri Montanari, lutto nella letteratura: addio alla signora del giallo storico. Il protagonista del mondo creato da Danila Comastri Montanari, scrittrice bolognese morta a 74 anni, si chiama Publio Aurelio Stazio. Personaggio immaginario, investigatore dell’antica Roma, senatore ai tempi di Claudio, nei primi anni dopo la nascita di Cristo: il primo romanzo che ne racconta le avventure (a partire dalle indagini sulla morte inspiegabile di una donna assassinata dal padre di uno dei suoi amanti) è ‘Mors Tua’, pubblicato nel 1990, poi divenuto settimo capitolo di una serie di 19.

Grazie al primo lavoro della saga, Comastri Montanari ha vinto il Premio Tedeschi.
    Sempre nel 1990 fu tra i fondatori del Gruppo 13, gruppo di scrittori che avevano in comune l’interesse per il genere poliziesco: tra l’altro, ne fecero parte autori come Loriano Macchiavelli, Carlo Lucarelli, Marcello Fois, Pino Cacucci, Sandro Toni, Gian Piero Rigosi. E proprio Lucarelli, sul Resto del Carlino, ricorda Comastri Montanari e l’epoca trascorsa: “Che tempi eroici quelli del Gruppo 13. Il mio è un ricordo allegro: la leggevo, lei era scrittrice di gialli e di romanzo storico e io, da giovanotto, ho imparato da lei, una delle persone più simpatiche, generose e vulcaniche che ho conosciuto”, dice il giallista.
    “La stagione del Gruppo 13 – ricorda sul quotidiano Marcello Fois – è stata fantastica e Danila era battagliera. Sul pezzo, non si lasciava mettere i piedi in testa, aveva un’idea pop della letteratura e quest’attitudine alla scrittura divulgativa che le derivava dall’esperienza di insegnante. Un livello mainstream che sapeva tenere benissimo, col suo stile pulito e diretto, abbinato a storie con intrecci interessanti. Un po’ come la Ferrante ha fatto sul versante del romanzo di sentimenti”.
    Laureata all’Università di Bologna in Pedagogia e in Scienze politiche, Comastri Montanari ha infatti insegnato per diversi anni. Oltre alla serie di Publio Stazio (tra cui ‘Un’indagine a Pompei’, ‘Nemesis’, ‘Dura Lex’) ha pubblicato anche racconti e altri romanzi ambientati in epoche storiche: ‘La campana dell’arciprete’, ‘Ricette per un delitto’, ‘Istigazione a delinquere’, ‘Il panno di Mastro Gervaso’, ‘Una strada giallo sangue’ (raccolta di racconti). Nel febbraio 2007 uscì il saggio ‘Giallo antico. Come si scrive un poliziesco storico’.
    La camera ardente si terrà mercoledì 2 agosto alla camera mortuaria dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, dalle 10 alle 11, in viale Ercolani 4/3.

È morto, a Bologna e a 84 anni, Vittorio Capecchi, sociologo e docente universitario. Uno studioso che ha combinato nelle sue ricerche l’economia, la matematica e la sociologia, indagando le lotte operaie, la salute nelle fabbriche e il malessere sociale. Era professore emerito dell’Università di Bologna dove ha insegnato sociologia e sociologia del lavoro.

In oltre quarant’anni di lavoro intellettuale, segnati da un particolare incrocio di punti di vista e di esperienze tra università, sindacato e politica, Vittorio Capecchi è stato un testimone privilegiato dell’evoluzione del modello di sviluppo emiliano-romagnolo: dalle prime indagini sulla salute nelle fabbriche degli anni Settanta alle ricerche per le “conferenze di produzione” della Flm, dagli studi sui distretti e le filiere, fino ai nuovi scenari dell’economia e del lavoro, con il corollario di fenomeni inediti di vulnerabilità e malessere sociale diffusi anche in Emilia-Romagna.

Redazione

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, anni settanta, autori, bologna, lavoro, mondo, persone, presidente del consiglio, prodi, provincia di bologna, punti di vista, roma, romanzi, senatore, sviluppo, tutta la vita

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