
Quando nel 1947 per gli 80 anni della regina madre Mary ( moglie di Giorgio V e nonna di Elisabetta II) la BBC le chiese cosa avrebbe gradito ascoltare (un’opera si Shakesperare, un concerto) lei rispose che le sarebbe piaciuto un giallo di Agatha Christie.
La scrittrice si mise al lavoro e creò il radiodramma Trappola per topi divenuto poi pièce teatrale, che è entrata nella leggenda e nel Guinness dei primati in quanto a Londra viene rappresentata tutti i giorni, dal 1952.
Oltre 70 anni è un record davvero straordinario. Ma qual è il motivo di questo successo che ha fatto di Trappola per topi l’icona della regina del giallo?
In effetti, sebbene sia un testo più breve di altri suoi romanzi, racchiude tutti gli ingredienti della struttura narrativa e tutti i meccanismi della suspense che connotano la celebre scrittrice.
Eccone alcuni : la vicenda si svolge in un ambiente circoscritto, un albergo (altre volte è un castello o una villa), scoprire l’assassino è reso più difficile dal fatto che tutti gli ospiti hanno un segreto e nulla è come appare. Anche indizi racchiusi in alcune frasi e che alla fine ci fanno dire “ma come ho fatto a non pensarci?” restano nascosti perché inseriti in un contesto fuorviante.
Insomma quegli espedienti, spesso veri e propri giochi di prestigio, per cui dame Agathe è ineguagliabile e che rendono Trappola per topi anche di grande impatto teatrale, per la loro carica emotiva e ,per certi versi, ipnotica.
La trama dello spettacolo in scena al Teatro della Pergola di Firenze dal 5 al 10 dicembre è stata definita “ ferrea e incalzante, semplice e implacabile” : in un albergo isolato nella campagna inglese, una giovane coppia si appresta a ricevere i primi ospiti della nuova gestione.
Ma imperversa una tempesta di neve, e i clienti che nel frattempo sono arrivati, restano isolati, imprigionati in un contesto claustrofobico. Il telefono è saltato o sabotato, ma dalla radio arrivano sistematicamente notizie di un omicidio che – lo capiremo presto – ha probabilmente legami o connessioni con tutti o molti dei personaggi presenti.
Per di più è sempre più evidente che un oscuro assassino è intenzionato a colpire di nuovo. E infatti, quasi immediatamente, viene ucciso uno degli ospiti. Allora, facendosi largo nella tormenta, un giovane poliziotto riesce a raggiungere l’albergo e ad iniziare le indagini. A questo punto “la ragnatela inquietante e spesso ironicamente divertente della Christie” è tessuta.
Da notare che nei racconti della Christie non c’è solo il procedimento investigativo. Anzi assai rilevante è l’analisi di psicologia sociale e lo spiega la stessa autrice nelle pagine iniziali di un suo romanzo (Verso l’ora zero) allorché rileva che il delitto è in un certo senso la fine di una storia iniziata molto prima, a volte anni prima con un insieme di cause di eventi che portano certe persone a convergere verso un punto prestabilito: l’ora zero, appunto.
Tornando a Trappola per Topi la storia è un mix di rigore ed eccentricità. Agatha Christie gioca seriamente con un’opera “chiusa” e precisa come una filigrana, che però lascia spazio all’invenzione e alla sorpresa. In questo la scelta di Lodo Guenzi come protagonista è emblematica, “una promessa di imprevedibilità e insieme di esattezza”. Con lui, diretti dal regista Giorgio Gallione su traduzione e adattamento di Edoardo Erba, troviamo Claudia Campagnola, Dario Merlini, Stefano Annoni, Maria Lauria, Marco Casazza, Tommaso Cardarelli, Raffaella Anzalone. Le scene sono di Luigi Ferrigno, i costumi di Francesca Marsella, le musiche di Paolo Silvestri, le luci di Antonio Molinaro. Produzione La Pirandelliana in coproduzione con Bobucci Srls.
Il titolo, Trappola per topi, si rifà presumibilmente al componimento che i comici recitano ad Amleto nel testo shakespeariano, ed è, comunque, derivato dalla filastrocca inglese Three blind mice / tre topolini ciechi, spesso citata nella commedia.
– 10 dicembre | Teatro della Pergola (martedì, mercoledì, venerdì, sabato; ore 21; giovedì, ore 19; domenica, ore 16)
Gabriele Parenti

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