
Nelle ultime ore, le correlazioni con cui abbiamo convissuto per settimane e mesi, sembrano leggermente cambiare, specialmente sui mercati azionari Usa, che ieri hanno vissuto una giornata mista, (Dow a -0.13% mentre S&P e Nasdaq hanno chiuso a +0.12% e + 0.07%) contemporaneamente alla pubblicazione di dati macro americani peggiori del previsto, che avrebbero invece dovuto generare ulteriori acquisti sui listini. Saranno forse stati gli utili e le trimestrali pubblicate ? Walmart ha perso il 7% in seguito alle preoccupazioni espresse dalla società con riferimento alle spese dei consumatori. Cisco ha perso il 12% a causa di previsioni preoccupanti per il prossimo trimestre. Il tutto mentre sul fronte macro i sussidi di disoccupazione sono aumentati di 13 mila unità, il livello più alto degli ultimi tre mesi. Anche le richieste di risarcimento continuative sono cresciute di 18 mila unità, a 1.865.000, il livello più alto degli ultimi due anni. L’economia americana sta rallentando e ciò potrebbe, nel tempo e con il peggioramento dei numeri, causare dei sell off di borsa, il contrario di quanto è avvenuto negli ultimi due anni. E la ragione ovviamente è legata alla possibilità che gli effetti dei tassi alti vadano a peggiorare drasticamente gli aggregati macro, tanto da preoccupare gli investitori relativamente ad un hard landing invece che un soft landing, che è stata la ragione per cui, di fronte a dati leggermente negativi, la borsa è sempre salita secondo il mantra “bad news are good news”. Attenzione però, perché prima o poi la logica tornerà a dominare la scena.
VALUTE.
Giornata ancora una volta interlocutoria con l’Euro, sterlina e Jpy in mezzo al guado, e nel trading range delle ultime due sedute. Ma anche le oceaniche hanno vissuto una seduta relativamente tranquilla con oscillazioni limitate per lo più correttive del movimento impulsivo di martedì. Nessun segnale da parte della Boj sul UsdJpy, che è sceso comunque sotto quota 151.00, non lontano dal supporto chiave di 150.00. Interessanti livelli per CadJpy, EurJpy e cross della valuta giapponese, impiccati sui massimi ma con presenze di divergenze che potrebbero essere il preludio a qualche cosa di più interessante.
PETROLIO.
Discesa del petrolio a 72.50 il Wti e 76.60 il Brent, i livelli più bassi dal Luglio scorso. Le ragioni ? Sempre le stesse, ovvero crescenti segnali di rallentamento della domanda, e allentamento delle pressioni legate alle riduzioni dell’offerta. La produzione di petrolio nelle raffinerie cinesi è diminuita del 2.8% a ottobre, indicando un calo della domanda, che non sembra essere esclusivamente una prerogativa americana.
RENDIMENTI TESORO AMERICANO.
Scendono al minimo da due mesi a questa parte al 4.45%, alimentando speranze di un pivot sui tassi negli Stati Uniti, specie dopo i dati sui Cpi e Ppi. Il mercato comincia già a scontare 50 punti base di riduzione dei tassi entro il prossimo mese di Luglio. D segnalare, a sostegno di questa tesi, anche il crollo della produzione industriale americana, scesa dello 0.6% a ottobre. E anche la produzione manifatturiera ha perso lo 0.7% nello stesso mese, con il calo maggiore nel settore automobilistico e dei componenti.
Saverio Berlinzani

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