A tal proposito vale la pena ricordare che Luca, l’autore del terzo Vangelo, era anche un medico; uno dei primi medici e scrittori che la storia ricorda. Un artista e uomo di cultura capace di narrare la vita di Gesù con la penna dell’artista e con l’occhio del medico, sempre attento ai risvolti umani:
“Figliolo, tu sei sempre con me e ogni cosa mia è tua; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato” [ … da la Parabola del Figlio prodigo].
Il rapporto tra queste due discipline è stato naturalmente indagato anche nei secoli successivi e Anton Cechov – uno dei massimi esempi di medico-scrittore – sull’argomento affermava che: “La Medicina è la mia sposa, ma il vero amore lo faccio con la Letteratura”.

Insomma, medicina come sposa e letteratura come amante; le due facce di uno stesso amore e di una medesima passione.
La stessa passione che ha portato il Medico Radiologo Cesare Ruffato (Padova, 1924 – Padova, 23 novembre 2018) a diventare uno tra i poeti nazionali più incisivi del secondo Novecento Italiano.
Infatti, come già scritto da me anche in altre occasioni, ” … il tratto distintivo della poesia di Ruffato, risiede proprio nel suo essere Medico e Radiologo.
I suoi scritti sono spesso caratterizzati dall’utilizzo di termini scientifici e da tecnicismi che svolgono non soltanto un ruolo decorativo ma divengono funzionali ad una vera propria ricerca gnoseologica.
Ruffato tende ad indagare il mondo che lo circonda non col fare del Poeta ma col fare epistemologico del Medico o, meglio ancora, del Medico Radiologo.
Nelle sue poesie si palesano in modo inconfondibile i richiami alla medicina e alla patologia ( *Le valli planano rondini/plancton sulle strisce di fieno,/varicosità nelle dita, curve/ stridenti nell’asma della sera) ed emergono il rigore e l’attenzione, intrisi di passione, con i quali il Poeta tenta di comprendere la realtà circostante; rigore ed attenzione proprio uguali a quelli con cui il Medico Radiologo cerca di interpretare le immagini.
Un mondo da decifrare, che si schiude agli occhi del Radiologo-Poeta con la lentezza propria delle sequenze d’immagini incluse in un esame diagnostico complesso, dove non basta soltanto guardare ma diviene necessario decodificare e dare un senso e delle risposte alle proprie e alle altrui domande”:
I segnali esplorano le sequenze di entrata.
Si scopre con umiltà la curva degli specchi
che rimanda con molta cura le apparenze
[…]
Afferrano i profili con disagio
fra ostacoli e domande. Le istanze
del possibile si ostinano in legami
strani.
[…]
Pare sia sempre
il centro a mollare per primo.
Insomma, un complesso groviglio di emozioni, pensieri e predisposizioni personali quello che lega la medicina alla letteratura.
Un groviglio nel quale, non di rado, inciampo e casco anche io.
Una caduta che oggi voglio condividere con voi, nel nome dell’amore, della medicina e della poesia:
SETTE MAGNETICHE RISONANZE

Se soltanto bastasse
una sciocca e banale ipocondria
a dire che questo viaggio
potesse oggi anche finire
allora ne sarei felice,
ne rimarrei appagato
come un bimbo tra un mare di cioccolato.
Lo concluderei di corsa, tra le acque di un lago
uno a caso, tra me e capo nord.
….
Se soltanto bastasse una stupida paura
per dire adesso basta
allora sarei pronto a dirlo
anche adesso sull’orlo di una cascata.
Sospeso su un precipizio,
uno a caso tra me e l’infinito.
….
Se soltanto io sapessi di dover andare
allora ti eviterei un po’ come un’intollerante
rincorso da una pizza di grano e di farina.
…
Se sapessi tutto questo sparirei
come un pixel sbiadito
in un’insolita scala di grigi.
Un po’ come fanno gli aquiloni
al mutar del vento che s’arresta.
…
Eppure resto qui, a ricorrere i miei sogni.
A vagare tra giardini nonostante dormo a tratti.
Resto qui a guardarti pur senza toccarti.
e anche all’alba, prima del risveglio.
Quando i sogni poi svaniscono
per far spazio alla realtà,
che pure lei, strano a dirsi, non mi spaventa.
Un po’ come le allergie che non mi fanno niente.
Sei ancora tu quel folle e mio antistaminico!
Quell’insensato e indeciso sorriso
che in sette giorni mi ha fatto innamorare.
Sette come un numero a caso che mi porta fortuna.
Sette come i nani che celebrano una sola Biancaneve.
Sette come le virtù che non contemplano l’amore e
che io, invece, ancora ora
-e, forse, più di prima-
m’ostino un po’ a donarti.
Correndo poi il rischio,
come in una partita a carte,
che tu possa voler volare
-un po’ come dissolverti e sparire –
in un’insensata aurora boreale
persuasa da magnetiche risonanze.
…..
Zairo Ferrante 2024@tutti i diritti riservati
…..
Immagini:
Quadro 1 “Autoportrait et rayons X” (autoritratto e raggi X) di Georges Alexandre Chicotot, medico, artista e militare francese che in quest’opera documenta per primo l’uso dei raggi x nella cura del cancro (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Chicotot).
Quadro 2 ” Over the Town “, Marc Chagall, 1914, Olio su tela.

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