
Cina, Russia e Pakistan hanno presentato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite una bozza di risoluzione che chiede “un cessate il fuoco immediato e incondizionato” tra Iran, Israele e Stati Uniti. Lo ha riferito l’ambasciatore cinese all’Onu, Fu Cong. Nel testo si chiede, oltre al cessate il fuoco, “la protezione dei civili, il rispetto del diritto internazionale e il ritorno al dialogo e al negoziato.” ”Non credo che la Russia e la Cina abbiano interesse a entrare in un conflitto. La Russia sta già combattendo la guerra in Ucraina, non penso abbia intenzione di infilarsi in un altro conflitto, quello in Iran. Russia e Cina hanno usato parole simili di vicinanza all’Iran ma non un linguaggio che faccia intravedere la voglia di intervenire”. Il ministro degli Esteri ha sottolineato che ”per l’Iran chiudere lo Stretto di Hormuz sarebbe un errore perché il primo danno lo subirebbe proprio l’Iran: sarebbe un danno energetico e anche politico perché Teheran “si separerebbe ”.
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha dichiarato durante la riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite convocata dall’Iran che “non possiamo e non dobbiamo rinunciare alla pace”. Ha esortato ad agire immediatamente e con decisione per fermare i combattimenti e tornare a “negoziati seri e sostenuti” sul programma nucleare iraniano, al fine di trovare una soluzione verificabile con pieno accesso agli ispettori nucleari delle Nazioni Unite e il ripristino della fiducia. Nel sollecitare un ritorno alla diplomazia e a una soluzione pacifica, Guterres ha sottolineato che una strada porta a una guerra più ampia e l’altra alla distensione e al dialogo. “Sappiamo quale strada è quella giusta”, ha aggiunto. Sottolinea e ribadisce il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha chiesto all’Iran, in un messaggio al Consiglio di sicurezza, di “rispettare il trattato di non proliferazione”. Guterres ha anche dato la sua disponibilità a fare tutto il possibile per favorire una soluzione diplomatica. “L’azione in Iran apre opportunità che non possiamo nemmeno immaginare. Vedo un’enorme espansione degli accordi di pace. Vedo collaborazioni che al momento sembrano immaginarie, ma forse abbiamo già capito che non lo sono. Vediamo un futuro luminoso di speranza, collaborazioni e anche di pace”. Lo ha detto questa sera in una conferenza stampa preregistrata (registrare in precedenza) il premier israeliano Benyamin Netanyahu. Le basi utilizzate dalle forze statunitensi per lanciare attacchi contro siti nucleari iraniani saranno considerate obiettivi legittimi. La minaccia e’ arrivata da un consigliere dell’ayatollah Ali Khamenei. “Qualsiasi paese della regione o altrove che venga utilizzato dalle forze americane per colpire l’Iran sara’ considerato un obiettivo legittimo per le nostre forze armate”, ha affermato Ali Akbar Velayati in un messaggio diffuso dall’agenzia di stampa ufficiale Irna. “Un successo spettacolare”. Così Donald Trump ha rivendicato la riuscita dell’attacco americano di stanotte contro tre siti nucleari iraniani in un lungo post nel quale ribatte al deputato repubblicano Thomas Massie, che ha definito “incostituzionale” la decisione del presidente americano di autorizzare i raid. Netanyahu è venuto a conoscenza dell’attacco statunitense ai siti nucleari iraniani “almeno 24 ore prima”. Lo ha dichiarato un funzionario israeliano al Times of Israel. Una “risposta strettamente militare” non può risolvere il conflitto tra Iran e Israele. Lo ha ribadito il presidente francese Emmanuel Macron aprendo il Consiglio di difesa e sicurezza all’Eliseo, convocato dopo l’attacco americani ai siti nucleari iraniani. “È chiaro che chiediamo tutti che non ci sia un’escalation, convinti che nessuna risposta strettamente militare possa produrre gli effetti desiderati”, ha dichiarato Macron. Che ha insistito: “La ripresa delle discussioni diplomatiche e tecniche è l’unico modo per raggiungere l’obiettivo che tutti cerchiamo, ossia che l’Iran non acquisisca armi nucleari, ma anche che non ci sia un’escalation nella regione”. Nuove esplosioni vengono segnalate nella zona nord di Teheran. Lo riferisce l’agenzia Afp, mentre prosegue l’escalation militare tra Israele e Iran e dopo i raid Usa contro tre siti nucleari in Iran.
I leader di Francia, Germania e Regno Unito, il cosiddetto formato E3, (il formato tra Francia, Gb e Germania è nato nel 2003 per dialogare con Teheran per fermare l’arricchimento dell’uranio) hanno invitato ieri l’Iran “a non intraprendere altre azioni che possano destabilizzare la regione” in risposta agli attacchi statunitensi contro i suoi siti nucleari. Era necessario avere il permesso del presidente Donald Trump?
Giuseppe Basilico

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