Il tutto si colloca sullo sfondo di una crisi economica che continua a mordere e con un mercato del lavoro ancora fortemente instabile.
Una vecchia poesiola per bambini inizia dicendo “Primavera tutta bella, che cos’hai nella cestella?” “Io vi porto biancospini, nidi nuovi d’uccellini, erbe e fiori lungo i fossi …..”.
Anche per chi come noi non è più bambino, la cestella che la primavera ci ha già portato, soprattutto in questi ultimi giorni, è colma … ma non vorrei che i fossi fossero più dei fiori !
Nel variegato panorama di stagione spicca certo il sistema elettorale riformato: l’Italicum è stato partorito, il Governo non è caduto nel fosso e Renzi e la Boschi possono cantar vittoria twittando proprio come gli uccellini in primavera.
C’è stato chi subito ha rivolto appelli a Mattarella affinché, strozzando il neonato nella culla, non apponesse il suo sigillo ma già mercoledì scorso il Capo dello Stato con la sua firma ne ha autorizzato la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La nuova legge elettorale però entrerà in vigore dall’ 1/7/2016. Infatti il sistema si applica solo alla Camera ed è quindi subordinato all’approvazione della riforma costituzionale, ancora incompiuta, che dovrà spazzare via l’elezione diretta dei Senatori.
Ma non è finita qui: c’è infatti chi già prepara proposte di referendum per mandare all’aria pezzi dell’ Italicum, con il suo premio di maggioranza alla lista che ottiene più del 40%, lo sbarramento al 3%, eccetera.
La pubblicazione in Gazzetta è attesa anche per un’altra legge, appena approvata con 398 sì, 28 no e 6 astenuti. Ci si riferisce al cosiddetto “divorzio breve”: attualmente, sono ancora in vigore i 3 anni minimi per chiudere gli effetti del matrimonio civile, ma, non appena la nuova legge sarà in vigore, il termine scenderà a 6 mesi, se vi è consenso tra le parti, o a 12 se si finisce in giudizio. Ma che strano Paese il nostro! si è arrivati ad una scelta di civiltà proprio adesso, quando sono tanto di meno le coppie che scelgono di sposarsi …. Infatti –ci avverte l’Istat – nel 2013 per la prima volta il numero dei matrimoni è sceso sotto quota 200 mila, 13 mila in meno rispetto al 2012, 53 mila in meno negli ultimi cinque anni.
Con 161 voti a favore, 108 contrari e 1 astenuto, il Senato ha approvato definitivamente la conversione del decreto recante misure urgenti per il contrasto del terrorismo.
E’ un risultato che il Governo ha portato a casa proprio per il rotto della cuffia. Infatti cinque giorni più in là, il 20 aprile, il provvedimento – varato sotto l’onda emotiva dell’attentato alla redazione parigina del magazine Charlie Hebdo – sarebbe scaduto e, per scongiurare tale pericolo, si è dovuto fare ricorso all’ ormai rituale voto di fiducia … Ecco quindi la legge n. 43: qui la Procura nazionale antimafia si viene a occupare all’improvviso anche di antiterrorismo (?) e si introduce il nuovo reato di “organizzazione di trasferimenti per finalità di terrorismo”. Sia i “foreign fighters”, cioè coloro che si arruolano per andare a combattere all’estero con i terroristi, che chiunque organizzi, finanzi o propagandi viaggi in territorio estero finalizzati al compimento delle condotte con finalità di terrorismo è punito con la reclusione dai 5 agli 8 anni. Previsto un aggravio delle pene se i fatti di reato sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. Il decreto punisce anche con la reclusione dai 5 ai 10 anni, i c.d. “lupi solitari”, ovvero coloro che si addestrano da soli progettando attentati terroristici nel territorio italiano.
Dal punto di vista della legittimità il provvedimento pone seri dubbi. Si avverte subito che le norme hanno l’intendimento di mettere in atto un’esasperata azione preventiva e così si arriva a condannare anche i semplici atti ritenuti “preparatori”, che pure reati non sono … Ne deriva le norme stesse peccano di indeterminatezza e va a rotoli il principio di legalità che si declina proprio nella determinatezza e tassatività della legge penale …. Ma l’Italia non era la culla del diritto?
E poi quel pasticciaccio della riforma Fornero sul blocco delle pensioni, adottata per fare cassa sbrigativamente e che la Corte Costituzionale ha ora bocciato … Come si farà a colmare il buco di tanti miliardi? O forse è meglio che il maltolto non sia restituito a tutti? Oltre a vedere sparire il “tesoretto” appena trovato, saremo ancora una volta colpiti da qualche altro balzello? A dire il vero rassicurazioni sono arrivate in proposito dal ministro competente. Sarà, ma quando i Governi fanno queste promesse, a molti di noi viene l’orticaria … Passando al serio, la questione è purtroppo grave e il tutto si colloca sullo sfondo di una crisi economica che continua a mordere e con un mercato del lavoro ancora fortemente instabile. Non a caso, per quanto riguarda la Toscana, l’IRPET ammette che -dopo i primi tre trimestri del 2014, nei quali il mercato del lavoro aveva dimostrato una più significativa capacità di tenuta rispetto alla maggioranza delle regioni più sviluppate- nel quarto trimestre sono emersi nuovi elementi di debolezza.
Certo, a detta di alcuni, si intravede ora una ripresa, che però è debole e instabile e dove la domanda interna continua a non decollare.
Il rilancio dell’economia, il dono che veramente avremmo gradito, nella “cestella” della primavera ancora non c’è.

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