Non c’è solo un problema di acqua alta o di fiumi che esondano dalla Basilicata all’Emilia, dalla Toscana al Veneto ma c’è anche, evidente e grave, un problema di buche fonde. Di asfalto che cede come marmellata, alla prima pioggia più o meno insistente, più o meno autunnale. Buche fonde su statali e provinciali sui ponti come sugli svincoli. Non so perché ma una volta non succedeva. Ameno così frequentemente.
Anzi una volta non succedevano tante cose. Perché non accadevano o perche non le sapevamo? Bella domanda. Chi ha avuto di recente la ventura di percorrere alcune strade della Bassa tra Reggiolo e Gonzaga, tra Pegognaga e Rolo, tra il Reggiano e il Mantovano, ha visto crearsi in tempo quasi reale dei mini crateri o dei crateri stradali veri e propri. Buche improvvise che tre ore prima o tre giorni prima non c’erano.
Acqua alta pericolosa e di grande danno e buche fonde, più improvvise che latenti, che possono far saltare pneumatici e creare incidenti stradali pericolosissimi. Meno di un mese fa l’Anas ha annunciato di aver stanziato 45 milioni di euro per risanare le strade toscane dalle buche e per rifare la pavimentazione stradale laddove non si potrebbe nemmeno più parlare di pavimentazione.
Di voragine si muore. Di buche si può morire. Incredibile ma vero. E’ successo a Genova dove un anziano è caduto in una voragine, creata dall’alluvione di due anni fa, segnalata ma mai riparata. Un buco, un grosso buco lasciato lì. Se vi pare normale! Qui più che di leggi e regolamenti ci sarebbe bisogno di buon senso.
Mai così tante buche non rattoppate come in questi mesi e anni. Tante buche meno soldi. Il dado è tratto. Non ci sono soldi abbastanza per i nuovi asfalti, ma dipende anche dalle zone. Nelle province e nelle regioni a statuto speciale, ordinariamente, le strade sono più belle e senza buche. In certe regioni e province sembrano strade dimenticate, vicine ai viottoli di campagna.
La questione è : premesso che da mondo e mondo la pioggia è sempre caduta, come mai da qualche anno la pioggia fa più buche sulle strade di una volta? Colpa della pioggia o colpa dell’asfalto che forse è meno asfalto di una volta? Bella domanda.
Certo gli automobilisti, i ciclomotoristi, gli scooteristi, i ciclisti non ne possono più. Devono fare slalom impossibili col rischio di finire nel fosso o oltre la corsia propria per evitare le buche assassine. E spesso i rattoppi con tappabuchi da asfalto immediato spesso sono una panacea che non risolve la questione.
Nel giro di una settimana anche i rattoppi si sciolgono come neve al sole. Perché non ci sono più gli asfalti resistenti di una volta? Non è che le buche da buche semplicemente stradali rischiano di diventare buchi di civiltà dei trasporti e della mobilità?
Fabrizio Binacchi

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