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Torre del Lago (LU) – Camping Italia: c’era una volta… cinquant’anni dopo

di Stefano Mecenate | 23 Agosto 2019

Capita di frequentare per lavoro o svago luoghi che apparentemente non hanno storia: ci sono, sono funzionali alle nostre esigenze, li “usiamo” anche con una certa frequenza, ma non costituiscono oggetto dei nostri pensieri.

A me è capitato con un camping a Torre del Lago dove vado frequentemente durante il Festival Puccini ma che uso anche per alcune “vacanze di riposo” dove cerco solo pace e silenzio.

Luogo piacevole, ospitale, con tutti i servizi di un camping moderno, immerso nel verde, a due passi dal mare e due dallo splendido lago di Massaciuccoli davanti al quale sta la villa di Puccini e vicino il Gran teatro a lui dedicato.

Improvvisamente, un giorno, ho visto la reception agghindata con palloncini e nastri colorati e in basso una scritta “1969 – 2019  50 anni”.

50 anni, mezzo secolo… Caspita! Un rapido conto e mi sono visto bambino in quell’anno, poi ho pensato a quella data che posticipa di un anno il celebre ’68, anno di rivoluzioni sociali, culturali e politiche. 

Cinquanta anni fa la società era milioni di anni luce lontana da quella che stiamo vivendo: queste zone, siamo nella famosissima Versilia decantata da film e pagine di rotocalchi rosa, erano meta di un turismo di classe che si alternava a quello più popolare nei mesi di giugno e settembre, che dal nebbioso nord scendevano a scaldarsi al sole di Viareggio, Forte dei Marmi, Lido di Camaiore…

Anche il turismo internazionale iniziava a muoversi verso questa fetta di costa tirrenica che sapeva farsi conoscere in virtù di una fama che cresceva attraverso i V.I.P che la frequentavano e le bellezze  paesaggistiche e storiche che la circondavano. Non ultimo, spiagge ben attrezzate e negozi di classe che, in “passeggiata” a Viareggio come nelle vie di Forte dei Marmi, richiamavano l’attenzione delle e degli amanti del fashion.

Curioso, ho deciso di farmi raccontare dai titolari del campeggio la loro storia: capita di rado di avere l’opportunità di incontrare due generazioni di imprenditori che hanno dato vita ad un’impresa capace di reggere l’usura del tempo.

Ho iniziato con la capostipite, la signora Carla Bonvini, che insieme al marito e al cognato, dopo aver lavorato per strutture simili preesistenti, ha deciso di mettersi in proprio: “Inizialmente abbiamo acquistato una parte di un terreno di proprietà della villa Borbone: campi e due caseggiati, una stalla ed una casa colonica, con l’idea di far nascere il nostro camping. Avevamo l’età e l’entusiasmo, insieme ad un pizzico di sana follia, per metterci in gioco e il momento sembrava favorevole. 

Camping Italia è cresciuto un po’ per volta, prima piazzole per tende, roulotte e camper, poi, molto più tardi, quando abbiamo acquisito altro terreno, i primi bungalow di legno. Del resto i campeggiatori, sia quelli italiani che gli stranieri, erano abituati alle tende (non erano moltissime le roulotte, men che mai i camper): cercavano tranquillità, un ambiente salubre e piacevole, servizi adeguati ed una disponibilità dei titolari ad accogliere e condividere le loro proposte. A noi non pareva vero: fin da subito si è creato il clima giusto per dar vita ad un villaggio allegro, pieno di idee e di proposte che finivano per arricchire la nostra offerta adeguandola alle esigenze dei clienti. Questi, da parte loro, vivevano con piacere questo clima “familiare” e accoglievano con piacere quell’animazione che consisteva in serate musicali con orchestre e solisti locali, giochi di società, gare sportive e cacce al tesoro. Poche cose ma “giuste”: del resto fuori, a due passi, la Versilia offriva loro ogni cosa potessero desiderare.

Con questo clima il camping è cresciuto in numero di piazzole, in servizi fino alla decisione di aggiungere strutture fisse, le casine di legno.

In precedenza, alcuni clienti più affezionati avevano chiesto di riservare loro lo spazio che avevano scelto per la loro tenda o roulotte: erano nate le prime piazzole fisse dove il cliente teneva da un anno all’altro la propria residenza. Un piacere vedere queste piazzole diventare vere e proprie abitazioni con le piante e il cancellino, il dondolo, il cucinotto e perfino il barbecue per quelle braciate che rappresentavano da sempre i momento più gustosi e profumati dei pranzi e delle cene. Sembravano facessero a gara a rendere più bella e accogliente la loro piazzola; del resto per alcuni di loro gli anni di presenza al camping corrispondevano a quelli della sua nascita con un rapporto di fidelizzazione che vedeva i genitori, i loro figli fino ai figli dei figli. Li vedevamo crescere ogni volta che tornavano e ai giochi del parco cominciavano a preferire i balli serali e poi le discoteche della Versilia. Così è stato fino al 1999 anno in cui il sodalizio tra mio marito e mio cognato si è interrotto per la morte di quest’ultimo: da lì la decisione se rilevare noi, ovvero la mia famiglia con i  figli Riccardo e Monica che nel frattempo si erano fatti grandi, o lasciare.

Una appassionata riunione familiare, sostenuta ancora una volta dall’entusiasmo di mio marito, ci ha portati a decidere di prendere in carico la struttura”.

“Una scelta non facile: – ci dice Riccardo che è stato ad ascoltare in silenzio le parole della madre, emozionandosi ogni tanto quando la memoria richiamava momenti particolari della sua storia personale –  i tempi stavano cambiando, la concorrenza era cresciuta e, seppure ormai avevamo acquisito una buona credibilità che ci garantiva la presenza di moltissime famiglie che venivano ogni anno, dovevamo intervenire in modo significativo sull’organizzazione della struttura.

Serviva innanzi tutto una piscina anche se avevamo provveduto a garantire un servizio navetta gratuito per i nostri clienti per portarli al mare dove avevamo stipulato delle convenzioni convenienti con gli stabilimenti balneari. E’ nata così la piscina così come si può vedere adesso: una più grande e profonda per gli adulti, l’altra divisa in due con altezze diverse per garantire ai bambini anche più piccoli di fare il bagno in sicurezza. L’abbiamo voluta immersa nel verde con un pratino che la circondasse perché, pur vicini al mare, siamo comunque all’interno di un parco.

L’inserimento di 60 bungalow, in realtà casine di legno dotate di tutti i servizi, ha allargato il target di utenti del camping aprendolo anche a chi era meno persuaso della vita spartana in tenda o in roulotte. Ma per tutti abbiamo ritenuto necessario mettere a disposizione, oltre ad un servizio lavanderia con lavatrici a gettone, uno spaccio, un bar e un negozio di alimentari, anche un ristorante: per chi non ama cucinare o per coloro che vogliono regalarsi un pranzo o una cena diversa, l’opportunità di restare nel camping e di usufruire di un buon ristorante, è stata certamente gradita. Abbiamo così riutilizzato la casa colonica e la stalla che erano già presenti nella nostra struttura anche se non utilizzati”.

“Il nostro desiderio di coniugare professionalità e familiarità – ci dice Monica, l’altra figlia di Carla – era rimasto e abbiamo fatto di tutto per trovare il giusto equilibrio con la nuova clientela che si mostrava in parte diversa da quella che avevamo conosciuto ai tempi dei nostri genitori. Abbiamo raccolto tutte le proposte turistiche del territorio mettendole a disposizione dei clienti in modo che il soggiorno potesse arricchirsi di nuove possibilità di scoprire luoghi ed eventi interessanti, abbiamo migliorato alcuni servizi cercando standard più elevati, abbiamo affinato le proposte serali cercando nuovi gruppi musicali e proponendo compagnie teatrali e spettacoli cinematografici. 

I clienti però non sono più quelli, un po’ hippies, che cercavano una vita all’aria aperta senza troppe distrazioni che non fossero quelle di una partita a carte, a bocce, a ping pong o magari di un ballo di gruppo con un’orchestrina. Oggi cellulari e tablet occupano gran parte del loro tempo e quello residuo spesso è consumato da soli o con le proprie famiglie. C’è meno voglia di socializzare, di condividere il proprio tempo con gli altri in momenti ricreativi o sportivi. Anche i giovani camminano su questa strada ed è difficile coinvolgerli in giochi di gruppo. Restano i bambini, per fortuna ancora tanti con le loro famiglie a passare parte delle loro vacanze da noi: verso di loro crediamo di aver trovato la formula giusta con l’animazione, la baby dance, gli spettacolini… Anche loro “clienti” esigenti ma verso i quali è più facile trovare le soluzioni più adatte”.

“Ieri, oggi… e domani?” gli ho chiesto guardando la madre e i figli che sembravano quasi meravigliarsi delle cose che mi avevano raccontato: la routine quotidiana non lascia molto spazio ai ricordi e quando questi emergono, si apre un mondo di emozioni difficile da controllare.

“Domani? – risponde Riccardo con una certa preoccupazione – Guardare a domani è davvero un salto nel buio. Non ci manca né l’entusiasmo né il coraggio di continuare questa attività che abbiamo imparato ad amare fin da quando eravamo piccoli, ma sembrano mancare i riferimenti che hanno guidato le nostre scelte fino ad ora. 

Il “cambio generazionale” dei nostri clienti non ha ancora trovato quella misura che ci permette di guardare al futuro con ottimismo, i nuovi clienti non sappiamo bene cosa cercano e comunque quel modello di camping “sociale” non sembra più valido come lo era fino ad alcuni anni fa. Vengono come andrebbero in un hotel o in una pensione, si servono di quello che serve loro ma non partecipano più come prima ai momenti collettivi. Ci spiazzano visto che la natura di un camping non è esattamente quella di una pensione o di un residence…”

“Non solo, – aggiunge quasi rammaricata Monica – da troppo tempo cerchiamo un collegamento più forte con le Istituzioni locali e con le realtà turistiche: forse conoscendo per tempo i programmi delle attività ludico-culturali, si potrebbe cercare di indirizzare a target mirati le nostre proposte. Uno per tutti, il Festival Puccini, uno dei più importanti eventi estivi a livello nazionale e internazionale: non riusciamo ancora a stabilire un rapporto che possa permettere di pubblicizzare per tempo i loro programmi né di creare delle opportunità per i nostri clienti di beneficiare di promozioni. Probabilmente già tra i nostri clienti ci sono o ci sarebbero persone interessate a partecipare alle opere, ma si potrebbe fare ancora di più andando alla ricerca di amanti della lirica ai quali proporre un “pacchetto” che comprenda soggiorno e spettacolo. Ha ragione mio fratello: i tempi sono cambiati ma la direzione che prenderà questo genere di soggiorno non ci è chiara e qualsiasi investimento rischia di non trovare una risposta adeguata”.

“Quando mi guardo intorno, – riprende Riccardo – vedo ciò che i miei genitori e noi abbiamo fatto e mi sento orgoglioso di quello che vedo. Mezzo secolo fa non c’era niente se non la voglia di creare un piccolo paradiso per chi cercava una vacanza serena: crediamo di aver realizzato una struttura in grado di soddisfare questo bisogno ma forse non basta più come, forse, non basta più la sola fantasia di un operatore. Il turismo è diventato una scienza con regole sempre più ferree e con la necessità di creare una “rete” ampia e differenziata: noi ci siamo e ci impegneremo, per quanto di nostra competenza, per dar vita a questa rete ma ci serve l’aiuto delle Istituzioni e l’interesse degli altri soggetti legati al turismo”.

Resto a guardarli ancora un attimo mentre si guardano tra loro: mezzo secolo non ha scalfito la loro voglia di fare. Ripenso a quello che era agli esordi, ai turisti che lo hanno abitato, alle canzoni intonate o ascoltate alla radio; cinquant’anni di musica si è stratificata tra queste piante ombrose, nelle piazzole, nei bungalow, che ha accompagnato amori adolescenziali, coppie nostalgiche, branchi di amici… I Pooh, Renato Zero, Battisti, Baglioni e poi via via Battiato,  Dalla, Ligabue, Zucchero, Jovanotti, Vasco Rossi, Craig David, Amy Winehouse, Anastacia, Tiziano Ferro, Ed Sheeran…

Adesso tornare in questo campeggio non sarà più come prenotare un albergo: adesso che ne conosco la storia, che ho condiviso con coloro che lo hanno reso così piacevole ed ospitale, non mi sentirò più solo un cliente, ma un fortunato che farà e condividerà la storia di questa struttura, un piccolo protagonista di un “mondo” nel quale i tempi si fanno più rallentati e i pensieri si attenuano per lasciare spazio al riposo e al piacere di un sereno relax.

Stefano Mecenate

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, bambino, disposizione, festival puccini, futuro, genitori, giovani, italia, lavoro, mare, mondo, natura, pensione, persone, puccini, riccardo, servizio navetta, stranieri, tesoro

Info Stefano Mecenate

giornalista, critico musicale, editore, regista di opere liriche: ama conoscere e mettersi in gioco, ama le sfide e il lavoro di squadra.
Si occupa di comunicazione e marketing ma preferisce la cultura in tutte le sue espressioni e ad essa dedica tempo ed energie con entusiasmo e convinzione. Ha lavorato per quotidiani nazionali, emittenti radio televisive locali, riviste culturali; ha collaborato e collabora con Istituzioni pubbliche per la progettazione e l’organizzazione di eventi. Legge e ascolta musica non appena ha tempo, si riposa ogni tanto e non fuma.

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