L’Europa può far poco per assecondare istanze e richieste di soccorso verso l’ex primo ministro.

Un altro punto delicato per l’Europa è il rapporto con la Russia. L’Ucraina ha rinnovato l’affitto del porto di Sebastopoli ai Russi dopo che questi, scaduto il loro contratto, non sapevano dove mettere i loro sommergibili atomici. La guerra contro la Georgia in Ossezia del Sud, sono la dimostrazione che la Russia cercava un porto sul mediterraneo. Lo avrebbe trovato nel caso avesse conquistato quattro anni fa la regione dell’Abcasia, territorio caucasico indipendente della Georgia. Ad ovest, sul mare, i russi avrebbero fatto di quella capitale, Sukhum, il porto necessario in sostituzione di Sebastopoli. Il nuovo contratto tra russi ed ucraini per la città portuale della Crimea, ha risolto un problema che sarebbe divenuto d’imbarazzo per le diplomazie internazionali. Alla luce di tutto questo, visto che l’Europa poteva fare qualcosa per l’Ucraina, quando c’era Juscenko come presidente, si comprende bene che non era il caso di pigiare più di tanto su due personaggi che, per un motivo o per un altro, non hanno interesse ad avere una nazione vicina ala comunità europea, con una libera coscienza democratica. L’Ucraina è legata alla Russia, tanto da permetterle una grande influenza sulla sua popolazione e sul governo. Con tutti i nostri problemi europei bisognerà aspettare che gli ucraini dimostrino altro, prima che l’Europa insista sui diritti della Timoshenko.

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