Papa Francesco aveva avvertito nel 2013 :<< … mentre i guadagni di pochi crescono esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal benessere di questa minoranza felice (56, Evalgelii gaudium). Non voglio entrare nella turbolenta vita della Telecom sfruttata a suo tempo da Roberto Colaninno e Gnutti, poi passata per il salvataggio (si fa per dire) a Tronchetti Provera, ma andando a ritroso, dopo la privatizzazione decisa da Prodi (IRI) la lista sarebbe lunga di questi signori che da manager, di gestione in gestione, sempre tutte turbolente, si sono fatti padroni, uno dei più antichi manager fattisi padrone è Carlo De Benedetti senior. Tornando alla notizia su Tim-Telecom, ora teleguidata da uno straniero, Vincent Bollorée dal suo gruppo di maggioranza che non ha gradito la conduzione per sedici mesi di Flavio Cattaneo, facendolo fuori in ventiquattro ore, ma con una buona uscita inizialmente sembrava si fosse attestata sui 30 milioni, non ha destato scandalo.
Come consumatore debbo dire che il servizio che propone Tim-Tecom è il più caro dei vari gestori, non solo, ma sembra non rispettare neppure un minimo di trasparenza. Intanto se provate a chiamare per avere informazioni, che non siano commerciali (allora rispondono subito) sulla vostra linea vi tengono un’intera mattinata appesi al telefono per poi sentirsi dire che le linee sono sovraffolalte ed è meglio che richiamate (casca la linea). Non solo, quando ci fu la fusione di Tim con Telecom o viceversa, ne fecero un gran clamore propagandistico, tanto da sentirsi autorizzati a chiamarli (vecchio numero Telecom) e chiedergli se questa fusione poteva portare qualche beneficio a noi vecchi clienti Telecom; certo la convenienza c’era (per loro) per noi dieci euro in meno al mese, ma omisero di avvisare che nonostante la fusione era come passare ad altro operatore, per cui le centinaia di migliaia di abbonati Telecom si videro addebitare, senza esserne stati avvisati, 70 € per cambio di gestore prima della scadenza naturale del contratto primitivo in essere . Non solo, se qualcosa non va nel vostro computer vi inviano un tecnico senza informarvi che vi saranno addebitate 90 € anche se la prestazione si rivelerà del tutto inutile. Non passa settimana che che Tim -Telecom ed altri operatori vi chiamino insieme alle migliaia di altre proposte pubblicitarie (grazie alla legge sulla privacy di qualla buonamima di Stefano Rodotà) per offrire i loro prodotti. Per Tim -Telecom va molto oggi di moda la fibra che praticamente costa un tantino di più e non da molto di più, ma in compenso non vi dicono al momento del contratto telefonico che se voi volete lasciarli prima del compimento dei due anni dovete dare come penalità 120€ per abbandono più il costo del modem che tira 90€ e non potete restituirlo come voi ingenuamente potreste pensare. Ma l’orrore vero di tutte queste Compagnie che liquidano a milionate i propri manager (poi diventano tutti padroni di altre società) sia che operino bene o male è che si servono di cooperative esterne, anche allocate in Albania di lavoratori sotto pagati ( in Albania dalle 150 alle 300 al mese) e sempre a rischio di licenziamento ad nutum del padrone. Tant’è che dopo le informazioni che Voi chiedete si affrettano a pregarvi, sia gli italiani sia gli albanesi, di dargli un voto alto, il massimo, se eventualmente la Compagnia volesse indagare sul soddisfacimento delle risposte date dall’operatore a posteriori.
Ora che in uno Stato laico e socialmente avanzato ci siano rimasti soltanto i vari Papa che si sono succeduti a porre la questione dello sfruttamento del lavoro mi sembra veramente assurdo. Qui non si tratta di aver stravolto soltanto la funzione delle cooperative che nell’Ottocento erano nate per la solidarietà ed il ristoro dei soci, mentre oggi offrono uno spettacolo vicino alla schiavitù, non si tratta di sinistra e di destra, si tratta di umanità e desidereremo che qualche politico delle varie appartenenze si muovesse per dichiarare guerra a questo sfruttamento. Per il caporalato qualcosa si è mosso, ci auguriamo che queste notizie milionarie smuovano almeno i peones della politica (ma ci sono?).
Guglielmo Adilardi

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