• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Telecomunicazioni e concorrenza: servono meno regole, non meno operatori

Il Governo ha dato parere positivo a un emendamento al ddl concorrenza, che consente l’innalzamento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici. L’Italia ha limiti tra i più restrittivi in Europa: questo comporta un eccesso di investimenti per garantire la copertura delle reti e, di conseguenza, maggiori costi per raggiungere gli obiettivi della transizione digitale

di Istituto Bruno Leoni | 31 Ottobre 2023

Il Governo ha dato parere positivo a un emendamento al ddl concorrenza, che consente l’innalzamento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici. L’Italia ha limiti tra i più restrittivi in Europa: questo comporta un eccesso di investimenti per garantire la copertura delle reti e, di conseguenza, maggiori costi per raggiungere gli obiettivi della transizione digitale. Non solo: come ha più volte sottolineato l’Autorità Antitrust, limiti così restrittivi impediscono l’ingresso di nuovi operatori e danneggiano la concorrenza.

Per fare solo un esempio, per le frequenze sui 3400-3800 GHz utilizzabili per il 5G la normativa europea prevede un tetto di 61 V/m. In Italia il limite è 6 V/m – un decimo del livello ritenuto sicuro – e, grazie all’emendamento appena approvato, potrebbe salire a 15 V/m (comunque meno di un quarto del limite europeo). Dietro questo atteggiamento iper-precauzionale c’è quella cultura anti-scientifica che troppo spesso permea le decisioni nel nostro paese e che rimanda anche all’incapacità della politica e delle istituzioni tecniche di generare fiducia nell’opinione pubblica. Sfortunatamente, gli effetti sono molto concreti.

L’assurdità dei limiti espositivi non è, infatti, una scoperta recente. Se ne discute da anni: il Garante della concorrenza ha spesso esortato a mettervi mano, e diversi governi di tendenze opposte ci hanno provato, o almeno hanno detto di volerlo fare. Tuttavia, hanno sempre fatto marcia indietro temendo la reazione dell’opinione pubblica. Anche questa volta, beninteso, la strada è in salita: per ora è stato approvato un emendamento in Commissione Industria del Senato. Prima di entrare in vigore, il ddl concorrenza dovrà ricevere il via libera definitivo di Camera e Senato. E anche a quel punto i giochi saranno ancora aperti, perché l’emendamento non comporta un adeguamento automatico dei limiti ma solo una possibilità, che potrà essere esercitata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Bisogna però dare atto che il ministro Adolfo Urso ha avuto, in questo caso, il coraggio di sfidare i luoghi comuni sull’ambiente. L’adeguamento dei limiti ai livelli europei è uno strumento a costo zero per l’erario per incentivare quegli investimenti senza i quali la digitalizzazione dell’economia resterà una chimera. Ma aiuta anche a mettere a fuoco l’assurdità di un dibattito pubblico che, anziché rimuovere gli ostacoli concreti e oggettivi allo sviluppo delle reti, da anni si avvita attorno alle alchimie societarie della rete unica. La volontà di rinazionalizzare l’infrastruttura di telecomunicazioni, facendo un monopolio dove oggi c’è concorrenza (e potrebbe essercene ancora di più), ha paralizzato il settore e frenato gli investimenti.

Il governo dovrebbe occuparsi di più di rimuovere regole inutili e di meno degli assetti proprietari delle imprese.

Istituto Bruno Leoni

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, commissione, costi, europa, governo, italia, sviluppo

Info Istituto Bruno Leoni

L’Istituto Bruno Leoni è nato nel 2003 per promuovere le “idee per il libero mercato”.
L’IBL vuole dare il suo contributo alla cultura politica italiana, affinché siano meglio compresi il ruolo della libertà e dell’iniziativa privata, fondamentali per una società davvero prospera e aperta.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti