Al teatro del Maggio, dopo l’inaugurazione con lo splendido concerto diretto da Vladimir Fedoseev a fine ottobre, riprende il ciclo dedicato alla produzione sinfonica del grande compositore sovietico Dmitrij Šostakovič. Il primo appuntamento è per giovedì 14 (ore 20) con il direttore lettone Andris Poga, che si cimenterà con la Sinfonia n. 13 in si bemolle minore op. 113, lavoro composto all’inizio degli anni ’60 e teso a ricordare il tragico eccidio di Babij Jar, presso Kiev, dove tra il 29 e il 30 settembre del 1941 vennero massacrate più di 100000 persone, di cui quasi un terzo ebrei. Il testo della sinfonia (Babij Jar) fu commissionato da Šostakovič a Evgenij Evtušenko, già noto per i suoi scritti critici verso l’autorità sovietica; non è un caso che alla sua prima esecuzione nel 1962 questa sinfonia ottenne una fredda accoglienza da parte delle autorità, mentre il pubblico, commosso, le tributò una vera ovazione. I testi di Evtušenko, che scandiscono ognuno dei cinque movimenti, avranno quali interpreti il basso Alexey Tikhomirov ed il coro maschile del Maggio. La tredicesima sinfonia di Šostakovič sarà preceduta nella prima parte dall’esecuzione di Gethsemani, poema contemplativo per orchestra del leggendario direttore e compositore Victor de Sabata, che sarà così ricordato nel 50° dalla sua scomparsa.
Il successivo appuntamento con la musica di Šostakovič è sempre al teatro del Maggio domenica 17 (ore 16,30), quando sarà eseguita la Sinfonia n 6 in si minore op. 54 del musicista sovietico. Composta nel 1939, essa è un’opera atipica rispetto alle altre, in quanto il primo movimento, un “Largo” di sterminata lunghezza, supera in durata gli altri due messi insieme (“Allegro” e “Presto”) La ragione di questa smisuratezza potrebbe essere legata alla genesi della composizione, che, nelle intenzioni dell’autore, avrebbe dovuto essere un ampio affresco sonoro dedicato a Lenin, ma poi di fatto tale progetto fu realizzato soltanto molti anni più tardi con la Dodicesima sinfonia. Alla guida degli orchestrali del Maggio vi sarà la bacchetta di Karl-Heinz Steffens, ex clarinettista della Berlin Philharmonisches Orchestra e da circa un decennio dedito con successo esclusivamente alla direzione. Da ricordare che nella prima parte della serata verrà eseguito un brano di rara frequentazione, il Concerto n. 2 in si bemolle minore per pianoforte e orchestra di Giuseppe Martucci, importante compositore partenopeo legato alla cosiddetta rinascita strumentale italiana del secondo ‘800. Solista il cinquantenne veneziano Pietro De Maria, che, oltre ad essere ben noto al pubblico fiorentino per i suoi numerosi concerti presso le principali istituzioni musicali della città, è da considerarsi uno dei maggiori interpreti al pianoforte a livello internazionale.
Luca Summer
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