
Ricorre il 26 ottobre l’ anniversario dell’incontro di Teano tra il re Vittorio Emanuele II
di Savoia e il generale Giuseppe Garibaldi , episodio celebre di un anno decisivo per
il nostro Risorgimento , immortalato, tra l’altro – lo sapete tutti – in piazza Mino, a Fiesole, dove fa bella mostra di sé il gruppo equestre di Giuseppe Calzolari, una delle migliori fusioni in bronzo ottocentesche, eretto nel 1906 ,con i due personaggi a cavallo , nell’atto di stringersi la mano.
Vittorio Emanuele II fu il re che difese e consolidò lo Statuto, concesso dal padre Carlo Alberto,
e garantì le libertà politiche e civili grazie alle quali il lo Stato piemontese fu attrazione e guida per gli Italiani che vollero operare per il Risorgimento nazionale.
Giuseppe Garibaldi fu il condottiero straordinario che combattè per la libertà dei popoli in
Italia e nel mondo, esponente principale, organizzatore e animatore del movimento politico democratico nel nostro Paese.
Quel monumento sulla piazza di Fiesole ricorda che il nostro Risorgimento fu opera di correnti politiche e culturali diverse – monarchici e repubblicani, liberali e democratici , cristiani e massoni – le quali si confrontarono e si scontrarono, anche duramente , su diversi temi e problemi; ma nei momenti decisivi, pur tra difficoltà, incomprensioni e contraddizioni, seppero e vollero anteporre gli obbiettivi principali alle tendenze e alle esigenze di parte.
Le guerre dell’indipendenza, le insurrezioni nell’ Italia centrale – decisive, come quella della Toscana del 1859 – i plebisciti e la spedizione garibaldina del 1860, portarono, nel 1861, alla costituzione di un’ Italia indipendente, libera, unita, secondo un progresso che proprio a Teano raggiunse uno dei suoi traguardi decisivi.
La nostra unità nazionale fu dunque il prodotto della politica del conte di Cavour, primo ministro del governo sabaudo, geniale per lungimiranza, perseveranza, coraggio ; ma, insieme, fu il risultato di un variegato movimento di opinione pubblica che vide protagonisti – consapevoli e volontari – uomini di cultura e semplici borghesi, credenti e non credenti, cattolici liberali ed evangelici, popolani di tante città.
Conoscere, studiare, ricordare quel periodo, quei protagonisti, quegli avvenimenti ( quei comportamenti ! ) crediamo sia utile , oltre che doveroso : per proporli ad esempio , nella loro dignità ed attualità, all’Italia di oggi . Un’Italia che ha bisogno di essere ricondotta proprio sui binari delle idee e ( magari ) degli ideali ; sui binari della politica, che – Pensalibero lo sa bene – non è “teatrino “, ma attività impegnativa , arte difficile quanto indispensabile. Per superare difficoltà e contrasti. Per governare bene i cittadini.



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