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Tasse, famiglie, lavoro: i veri incroci del rilancio

di Fabrizio Binacchi | 28 Aprile 2013

Se ci sono 10 o 20 euro si tengono per le medicine essenziali, e si rinuncia alla bistecca. Le regioni anche virtuose restringono il cordone del rimborso sanitario e fanno pagare medicine che solo due mesi fa erano mutuabili.

1DAL-RILANCIO-DELLIMMOBILIARE-LA-CRESCITA-DEL-PAESESiamo abituati alla fiera dei numeri e a volte non facciamo più caso a quanto sono pesanti. Terribile che passino così, quasi naturali. Ci vorrebbero 5 secondi di silenzio per ogni numero del dramma italiano per far capire l’urgenza dei rimedi. Come alla preghiera dei fedeli durante la messa. Riflettere per capire. E vediamoli questi numeri italiani esplosi da poco: 1 milione di famiglie italiane senza reddito da lavoro; 6 milioni di senza attività tra disoccupati, inoccupati, ricercanti e sfiduciati, 52 per cento di italiani con poca o senza fiducia nel futuro; 7  famiglie su 10 rinunciano a carne, pesce e esami clinici non essenziali. Avete letto bene? Si rinuncia a fare esami del sangue, radiografie, ecografie, verifiche cliniche perché non ci sono i soldi per pagare nemmeno il ticket. Se ci sono 10 o 20 euro si tengono per le medicine essenziali, e si rinuncia alla bistecca. Le regioni anche virtuose restringono il cordone del rimborso sanitario e fanno pagare medicine che solo due mesi fa ero mutuabili. Ma dove siamo finiti? Che ora è per la società?  E che ora è per la politica? E’ l’ora di tirarsi su le maniche e fare qualcosa di preciso e di operativo subito. Domani, settimana prossima, entro poche settimane, non di più, perché i mesi sono già una entità temporale troppo ampia ed indefinibile. Le scalette degli interventi possibili ci sono e sono pubblicizzate da tempo. Lo sanno e lo dicono tutti, da destra a sinistra dal centro ai movimenti più avanguardisti: meno tasse sul lavoro, liberare le famiglie da aumenti e imposte che le strangolano, semplificare le burocrazie che invece di avvantaggiarsi degli effetti della rete sembrano sdoppiare le complicazioni, puntare sulle ricchezze naturali e artistiche per sviluppare forme di industria innovativa e rinnovata. Se non si sceglie qualcosa da subito, se non si mette ordine nelle tasse e nelle imposte,  se non si fa lo sfoltimento di prelievi e addizionali ci si dirige verso un’estate economicamente rovente e un autunno di complicazioni sociali. Non ce lo possiamo permettere  non solo per l’Europa ma soprattutto per noi. Scegliere subito tre o 4 provvedimenti e avanzare in parlamento subito per accendere la crescita, la svolta dello sviluppo nel nuovo tragitto del rigore.

Siamo anche fortunati che stanno arrivando in questi giorni delle liquidità giapponesi che stanno comprando molto in Europa, siamo fortunati che la Banca centrale aiuta con politiche monetarie di oggettivo sostegno al risanamento, siamo fortunati che negli uffici e nelle stanze dell’Unione europea è tornata la fiducia nella “affidabilità” strategica italiana con il dogma del 3 per cento, beh approfittiamone, facciamo qualcosa di storico, mettiamo la politica al servizio della società e della gente  invece che al servizio dei giochetti di potere che alla fine si traducono in boomerang.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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