
I partiti che compongono il Governo hanno speso un numero impressionante di parole in difesa delle Partite IVA, ritenute la locomotiva dell’Italia, che a loro dire la Sinistra avrebbe sempre tartassato ispirandosi al film “I tartassati”. Un film diretto da Vanzina nel 1959 come seguito ideale della pellicola di Steno Guardie e ladri, girata otto anni prima. Ma la differenza è che nel secondo film Totò interpretava un poveretto, mentre nel primo vestiva i panni di un ricco che rubava per avidità. Senza nemmeno affrontare la questione delle multinazionali, che la Destra guardava come il toro guarda la muleta. La vita è curiosa. Oggi l’Amministrazione nazionale dei quattro moschettieri di governo – Meloni, Salvini, Tajani e perfino Lupi – afferma con i fatti che il problema dell’evasione in Italia sia da attribuire proprio a quelle Partite IVA che un tempo difendeva come Robin Hood. Nel 2024 i controlli fiscali su queste categorie sono aumentati notevolmente, come se fossero tutti Totò nel film I tartassati, spalleggiato dal mitico Louis de Funès. Evasori e furfanti.
L’analisi
L’analisi dei dati fiscali pubblicata a giugno 2025 dalla Corte dei Conti, nel Rendiconto generale dello Stato, rivela un quadro chiaro sulle categorie di contribuenti maggiormente esposte al rischio di controlli da parte del Fisco. Secondo i dati raccolti, alcune tipologie di Partite IVA risultano particolarmente soggette a verifiche sostanziali.
L’Agenzia delle Entrate ha effettuato circa 400.000 accertamenti relativi alla riscossione di imposte dirette, IRAP, IVA e imposta di registro. Un numero superiore a quello del 2023, che segna un aumento significativo. Tuttavia, la Corte dei Conti sottolinea come si tratti comunque di un numero influenzato dalla diffusione dell’evasione e dalle difficoltà operative del Fisco, dovute soprattutto alla carenza di personale e alla complessa integrazione dei dati provenienti da fatture elettroniche e flussi finanziari.Esistono inoltre differenze marcate tra i vari settori. Secondo il rendiconto, tra i più controllati figurano le imprese edili, comprese le attività di costruzione, finiture e opere di completamento come intonaci, rivestimenti e tinteggiature. A seguire ci sono gli intermediari del commercio e i professionisti contabili.
In sostanza, i nuovi “tartassati”, secondo il governo, sembrano proprio emulare Totò e de Funès nel film omonimo.
Angelo Santoro

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