• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Targhe alterne

Le targhe alterne, così come i blocchi già da tempo imposti alle auto immatricolate prima del ’97, colpiscono inesorabilmente le fasce più deboli della popolazione, quelle che non possono permettersi di cambiare con facilità la propria auto ed hanno già molta difficoltà a mantenerla, dovendo pagare l’assicurazione, il bollo di circolazione (che ora, lo ricordiamo, è un’imposta regionale, versata quindi a chi, di fatto, poi impedisce la circolazione dei mezzi che si è fatta pagare) e tutte le previste revisioni che certamente non sono gratuite.

di Redazione Pensalibero.it | 29 Gennaio 2005

C’è un popolare detto fiorentino che ci sembra quanto mai appropriato a commento della decisione presa dal Sindaco di restaurare il provvedimento delle targhe alterne: agli zoppi, grucciate. Infatti, al di là della sostanziale inutilità di questa misura che, già in passato, aveva dato ampia prova della sua ininfluenza sul problema dell’inquinamento cittadino, quello che colpisce maggiormente è il carattere “classista” di un provvedimento preso da una giunta di centrosinistra “equa e solidale” nonché, a parole, votata alla partecipazione democratica. Le targhe alterne, così come i blocchi già da tempo imposti alle auto immatricolate prima del ’97, colpiscono inesorabilmente le fasce più deboli della popolazione, quelle che non possono permettersi di cambiare con facilità la propria auto ed hanno già molta difficoltà a mantenerla, dovendo pagare l’assicurazione, il bollo di circolazione (che ora, lo ricordiamo, è un’imposta regionale, versata quindi a chi, di fatto, poi impedisce la circolazione dei mezzi che si è fatta pagare) e tutte le previste revisioni che certamente non sono gratuite. Ma la discriminazione odiosa operata a carico delle categorie più deboli non finisce qui; infatti, il Sindaco e la sua giunta si ostinano ad ignorare che, per coloro che sono costretti a fare i pendolari, recarsi al proprio posto di lavoro (lo ripetiamo, posto di lavoro, non luogo di divertimento) significa superare ogni giorno una corsa ad ostacoli tale da far impallidire un misero Camel Trophy. Le proteste furiose dei viaggiatori che usufruiscono dei treni regionali sono all’ordine del giorno: ritardi gravissimi (e pesanti, in busta paga), condizioni da carro bestiame, orari assurdi e spesso non compatibili con quelli di lavoro. Chi usa la macchina lo fa perché vi è costretto, e questa è una verità assoluta che andrebbe scritta a chiare lettere nella sala del consiglio comunale, perché finalmente lorsignori ne prendano coscienza e non osino più rifugiarsi nella nebbia densa dei luoghi comuni e dell’evasione di responsabilità. Un pendolare, costretto dalla targhe alterne ad usufruire di un servizio pubblico che non c’è (qualcuno vorrà prendere atto di questo?), dovrebbe uscire di casa alle sei di mattina per farvi ritorno alle nove di sera: non è un modo di dire, possiamo documentarlo, ed invitiamo fin da ora il Sindaco e tutta la sua giunta ad accompagnarci in questo tragitto, in un interessante esperimento che potremmo chiamare “cittadino per un giorno” e che insegnerebbe a questa pletora di politicanti molto più in fatto di partecipazione democratica di tutte le iniziative della Bevilacqua messe insieme. Soprattutto, li renderebbe evinti dello stato di assoluto sfinimento in cui, dopo una simile giornata, si viene a trovare un poveraccio che ha l’unico torto di andare a lavorare e che per questo viene pesantemente punito, come è giusto che sia quando ci si ostina a tentare di campare e di mantenere il proprio posto di lavoro. Ora, poiché Domenici ama ricordarci spesso di essere laureato in filosofia e ricorre a Parmenide per spiegarci l’esistenza del Mostro della Fortezza, non gli sarà certamente sfuggito, nel suo corso di studi e poi nella sua formazione politica, il concetto che Marx (Karl, non Groucho) ha ripetutamente affermato nei suoi scritti, ovvero l’alienazione da lavoro subita dal proletariato, messo in uno stato di abbrutimento tale da impedirgli qualunque forma di elevazione. Non si capisce dunque come mai, con provvedimenti come quello delle targhe alterne, si voglia riprecipitare i lavoratori in tale stato, costringendoli a stare fuori casa sedici ore per aver perso alla tombola delle targhe estratte in comune: pari o dispari, il nuovo gioco di società con cui ha deciso di trastullarsi la giunta. Intanto, gli autobus dell’Ataf continuano a soffocarci con i loro scarichi pestilenziali che forse qualcuno, distratto da abitudini di vita Upper class, può scambiare per volute di fumo prodotte dai sigari cubani. Ma si sa, a Domenici city, dove si affidano consulenze sugli stili di vita, le abitudini dei cittadini comuni sono sconosciute; troppo plebee, per interessare ai professionisti dell’eleganza radical chic.

[Fonte L’Opinione]

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

Redazione della testata

Interazioni del lettore

Commenti

  1. puccio cartoni

    3 Maggio 2005 alle 00:43

    Il Sindaco,il mostro,le targhe e compagnia bella non sono imposti al popol bruto che lavora…….ed é questo il guaio ! Il non poter accusare altri della propria situazione costringe ad una remissione assoluta …..con la storia di dover arrivare alla meta ,tutti in marcia ,nudi e sotto le frustate !Mala tempora currunt !

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti