“Come volevasi dimostrare. La pressione senza quartiere della magistratura organizzata ha ottenuto il risultato di affossare un passaggio decisivo per la riforma liberale della giustizia. Aspettiamo, come usa dire, di leggere le motivazioni della decisione del Presidente Ciampi, che proprio ieri aveva annunciato la sua partecipazione al prossimo congresso dell’Associazione Nazionale Magistrati. Ma, con le Camere in via di scioglimento, più che di rinvio si dovrebbe parlare di definitiva liquidazione di una legge che avrebbe finalmente dato concretezza al modello del giusto processo di rito accusatorio e dato una scossa alle consuetudini borboniche del sistema giustizia. Oltre a sancire il sacrosanto principio della inappellabilità delle sentenze di assoluzione, la legge Pecorella avrebbe liberato l’organizzazione giudiziaria da una massa enorme di processi e consentito di rendere più efficiente un sistema la cui lentezza rappresenta uno dei costi più pesanti per la società e l’economia italiana. Certo, i Pm avrebbero dovuto rinunciare a una parte del loro potere di lobby e la magistratura nel suo complesso avrebbe dovuto lavorare meglio e magari anche di più. Ci avrebbe guadagnato la libertà del cittadino e la funzionalità delle istituzioni. Evidentemente questo nell’Italia delle caste e della confusione di ruoli non si può avere.”
Marco Taradash
Portavoce dei Riformatori Liberali
Fonte www.riformatoriliberali.org

Vedi caro Taradash,
come si potrebbe poi scatenare una battaglia per l’amnistia, l’indulto, la grazia, se prima non c’è la sofferenza di lunghi anni d’attesa, nei vari gradi e magari poi, condannati, per non capire, che la regola è tutta cattocomunista (Inferno, Purgatorio, Paradiso), dove tu comune mortale “devi” ringraziare i potenti (Sommi Sacerdoti) perché hai ottenuto qualcosa che ti è costata anni e anni di spaventoso “eragstolo”, con gli amici che ti danno la battutina su quali sigarette…, aranci….., ecc.
E se per caso qualcuno riduce i temini della prescrizione per colpa di chi non lavora (tradotto: “non si guadagna il lauto stipendio”)…….. apriti cielo : Leggi ad personam.
Te lo dice uno che ha sopportato (assolutamente ESTRANEO, non INNOCENTE) DODICI ANNI di processo, sempre rinviato, dopo aver chiesto nel 1993 il RITO ABBREVIATO! Bene: Il reato che mi veniva ascritto (sentenza del Giugno 2005!) era prescritto dal 1997. E qualcuno ha anche potuto affermare che la lungaggine era colpa nostra (eravamo dodici amministratori STRAORDINARI di azienda pubblica di trasporto, piena di debiti)! Indovina, chi era? Il segretario provinciale e capogruppo del Comune di Padova dei DS. GARANTISTA SOLO CON I SUOI LADRI AMNISTIATI. Ohhhh. mi sono sfogato!
Ok Taradash, se vuoi ti dirò di più, così tu puoi fare le tue battaglie radicali: Vediamo se “Giacinto detto Marco” ti segue.
Giampaolo Mercanzin
E tanto e fitta la nebbia…… (Guicciardini)
Che la corporazione dei magistrati mal intenda accettare limitazioni al proprio potere è chiaro ,come altrettanto chiaramente qualcuno ha voluto dare un aiutino elettorale ad una malintesa “sinistra” .E come ?!?! Proprio una legge che intendeva ridare dignità al cittadino accusato ingiustamente ( perché questa è l’ipotesi ,che un innocente –costituzionalmente lo siamo tutti,sino a prova contraria – possa liberarsi delle accuse quando queste non vengano provate ) viene tacciata di incostituzionalità ? La parolina tanto cara alla “sinistra” sciacqua la bocca della intellighenzia nostrana…..evitando di rendere al cittadino quella uguaglianza, e pari dignità ,di fronte alla legge e che a parole sarebbe prevista.
Ma del resto che volete pretendere da un sistema così formalizzato come il nostro ,dove in realtà non sono le accuse che devono essere dimostrate ,ma la propria innocenza ? E se no ,come avrebbe fatto fortuna un Di Pietro…….
Si ha un bel dire “ siamo un Paese civile ,siamo in Europa !” ; l’esortazione –appello mi ricorda tanto il grido del “ al lupo ,al lupo !” ed anche “ se avanzo seguitemi “ . Se ne inventano proprio di tutte ,per non far dimenticare che….”la Coop sei tu !”