Se Berlusconi punta a sfasciare il sistema, in modo da delegittimare una sentenza che lo condanna in via definitiva, il rischio ancor più grave è che a questo gioco si presti anche la parte del Pd che mira alla conservazione degli attuali assetti di Partito.

Come abbiamo avuto modo già di ribadire, per Berlusconi la partita è finita. Game over! In effetti, le armi di Berlusconi sono spuntate. La minaccia delle dimissioni di massa, se effettivamente rese, da regolamento comporterebbero di fatto un’interminabile paralisi delle istituzioni, le più rappresentative, e quindi il default non solo di una parte politica, ma dell’intero assetto sociale, economico e politico del paese. Paradossalmente, la dichiarazione di una crisi di governo limiterebbe il lento trascorrere di questo stato di cose, riducendo i tempi di un sostanziale vuoto di potere, che in parte stiamo già vivendo. E tuttavia, il precipitare la situazione al punto di andare a nuove elezioni e magari prima ancora eleggere anche un nuovo Capo dello stato rappresenterebbe di fatto, più che un’illusione, un vero e proprio tragico errore.
Se Berlusconi punta a sfasciare il sistema, in modo da delegittimare l’intero potere di uno stato ed una sentenza che lo condanna in via definitiva, il rischio ancor più grave è che a questo gioco si presti anche parte del Pd, quella che mira alla conservazione degli attuali assetti di Partito (con la P maiuscola, come da sempre loro l’hanno inteso!). Bersani & co. potrebbero – il condizionale è d’obbligo! – puntare a nuove elezioni (del Capo dello stato e del Parlamento), sancendo in via definitiva, al termine di un ventennio di scontri di potere, la vittoria del Partito sull’avversario di centrodestra. Una vittoria amara, inutile, ma soprattutto anch’essa dannosa per l’attuale ed il futuro destino del paese; che oggi, sempre più di ieri, occorre invece affidare alla regia sapiente di Napolitano ed alla responsabile attività, che deve essere di comune intesa, del premier Enrico Letta e del segretario in pectore del Pd Matteo Renzi.

http://www.corriere.it/politica/13_ottobre_01/renzi-letta-incontro-palazzo-chigi_970210d6-2a98-11e3-b898-f13adc0c04f6.shtml