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Svezia: torna il servizio militare universale

di Ester Sabatino | 24 Aprile 2017

Il servizio militare obbligatorio per tutti i giovani di entrambi i sessi nati dal 1999 verrà reintrodotto in Svezia, secondo Paese in Europa dopo la Norvegia a estendere l’obbligatorietà della leva alle donne. Già a seguito della decisione di Oslo, Stoccolma aveva paventato la possibilità di reintroduzione della legge in vigore fino al 2010 (ma all’epoca solo per gli uomini) per la riattivazione del servizio militare obbligatorio.

La legge che poneva fine alla coscrizione obbligatoria prevedeva infatti la possibilità di reintroduzione della leva in caso di condizione deficitaria delle Forze Armate e della sicurezza in Svezia. Si tratta comunque di una decisione significativa per un Paese la cui politica militare è improntata alla neutralità.

Lo stato delle Forze Armate
Nel 2015 il governo aveva promosso una commissione d’inchiesta sulla sostenibilità del servizio militare volontario. Secondo i risultati dell’indagine, le Forze Armate svedesi hanno subito un deficit di arruolamenti di circa 1500 persone l’anno. Se lo scorso 2 marzo il governo non avesse preso la decisione di ripristinare il servizio militare, le riserve si sarebbero esaurite entro il 2025, senza considerare il deficit di personale di alto grado che si sarebbe parallelamente prodotto.

Alla luce dell’esito negativo dell’inchiesta, non è risultata sufficiente la parziale riattivazione della leva per le ex reclute, per condurre prove ed esercitazioni. Sempre secondo lo studio, la Svezia dovrebbe semmai aumentare il numero di personale da inserire nell’esercito – attualmente vi è un bisogno di circa 4000 reclute all’anno fino al 2019 – fino ad arrivare a 8000 tra uomini e donne nel periodo 2022-2025.

Come per il caso norvegese, la Svezia terrà conto, al momento della selezione dei 4000 giovani che inizieranno l’addestramento dalla metà di quest’anno, non solo dell’effettiva capacità fisica dei singoli, ma anche della volontà degli stessi di intraprendere una carriera nell’esercito, con l’intento di coadiuvare le esigenze delle Forze Armate con quelle della fascia di popolazione chiamata.

Il ministero della Difesa dovrà certamente tenere in considerazione il livello di paga medio che un giovane lavoratore potrebbe guadagnare qualora decidesse di rimanere nell’esercito. Infatti, ad oggi in Svezia la retribuzione media di un giovane soldato è più bassa di quella di un lavoratore medio della stessa fascia d’età con un impiego civile.

Un più basso livello di retribuzione rappresenta un disincentivo per i giovani che si trovano a dover decidere, dopo il periodo di addestramento obbligatorio, se continuare in armi o meno, con la conseguenza che le posizioni di rango superiore potrebbero non essere coperte adeguatamente. Leggi tutto:

http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=3909

Pubblicato in : Primo pianoTag: europa, forze armate, giovani, governo, persone, selezione

Info Ester Sabatino

Ester Sabatino (@Ester_Sab1) è Junior Fellow presso il programma Sicurezza e Difesa dello IAI.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    2 Maggio 2017 alle 10:04

    Si deve ricordare che IKEA ha chiuso i suoi magazzini in Russia da più di un anno.

    Rispondi
  2. Enrico Martellini

    2 Maggio 2017 alle 06:28

    La Svezia si riama dopo trecento ani esatti. Finisce la sua neutralità. E come trecento anni fa, il motivo resta il medesimo : la Russia. Dopo l’invasione aerea del caccia russi dei cieli svedesil, i paesi scandinavi ota pensano di rafforzare la propria sicurezza attraverso investimenti che mirano a salvaguardare la propria indipendenza e libertà dalle provocazioni di Putin.

    Rispondi

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