
La sentenza di oggi della Corte europea ufficializza l’abbattimento della “posizione dominante” dei due organismi mondiali del calcio che, negli ultimi 70 anni, hanno fatto il bello e cattivo tempo su tutto. Con questa svolta si apre una nuova pagina come dopo la sentenza Bosman nel 1995.
Quello che già si prevede è il fatto la società A22 Sports Management che aveva predisposto la “superlega” non ha indugiato più di tanto ed ha presentato un nuovo progetto per mettere in piedi un torneo da ben 64 club con tanto di promozioni e retrocessioni.
Il Ceo della A22, Bernd Reichart, ha già proposto tre nuovi livelli: la “Star League” con 16 squadre, la “Gold League” anch’essa con 16 squadre ed infine la “Blue League” con 32 squadre.
L’A22 non si ferma qui ed ha proposto la creazione di una piattaforma di streaming sportivo e, grande novità assoluta, tutti gli appassionati del calcio avranno l’opportunità di vedere gratuitamente le partite. La piattaforma digitale, come si evidenzia nel comunicato fella società, renderà democratico l’accesso al calcio in diretta con highlights e commenti. Per quanto riguarda le spese i finanziamenti verranno dalla pubblicità, servizi interattivi e premium, sponsor e partnership di distribuzione. Una vera rivoluzione.
L’effetto per l’Italia sarà straordinario in quanto, oltre a pagare abbonamenti molto costosi a società tipo Dazn e dintorni, il segnale è sempre stato lento e debole e, a volte, si è addirittura interrotto con l’eterno cerchio che girava su sé stesso in cerca del segnale.
“L’Abuso di potere dominante da parte della FIFA e della UEFA per troppo tempo detenuto aveva bisogno di una spallata e questa è arrivata in quanto i poteri della FIFA e della UEFA non erano soggetti a nessun criterio che ne garantissero il carattere trasparente, obiettivo, non discriminatorio e proporzionato. Allo stesso modo, le norme che garantivano e garantiscono tuttora alla FIFA e alla UEFA il controllo esclusivo sullo sfruttamento commerciale di tutti i diritti derivanti da questi concorsi possono restringere la concorrenza, tenendo conto dell’importanza che quest’ultima riveste per i media, i consumatori e i telespettatori“.
Così parlò il Presidente della suprema Corte.
Da oggi il calcio si libera!
Raffaele Romano

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