Si dà il caso che non sia il momento. Ci sono italiani della classe media alla Caritas. Alcuni multati. Indecentemente. Per avere osato gridare di dolore in piazza, in pochi e osservando scrupolosamente le regole di contenimento.
Non si dovrebbero regolarizzare i migranti per non fargli fare i cattivi bambini. Come alcuni affermano. E tanto meno richiamare quelli che sono fuggiti dal covid quando ancora nei loro paesi non c’era il virus.
Perché questo potrebbe valere anche per gli italiani, oggi a terra. Se non sotto terra.
Perché non ipotizzare che anche loro potrebbero essere ammaliati dalla malavita? Dunque non è ammissibile alcun ricatto morale da parte di nessuno. Tanto meno da parte di un ministro che pretende e batte i piedini per avere ciò che vuole minacciando dimissioni.
“Sono entrata nel governo per fare, per essere utile” esordisce. Ma non sa, la poverina, viziata, che il governo non è il sindacato dove, evidentemente, si puote ciò che si vuole e più non dimandare. In modo dittatoriale. In democrazia non funziona così
Oppure si dà per scontato che tanti italiani sono già in mano alle mafie. Mala tempora currunt davvero. Dunque, non vale la pena arricchire il parco dei disperati accogliendo senza alcuna possibilità di accoglienza dignitosa. Non per razzismo o altre amenità, ma per disperazione in un il cinico “mors tua vita mea” . Dunque, per difesa legittima, prima gli italiani. Dato che sono nel loro paese e spesso sono costretti a emigrare.
Del resto queste povere persone che vivono ai margini della società, come tanti, troppi indigeni, non avrebbero, con la regolarizzazione, vitto e alloggio gratis, ma se lo dovrebbero procurare come tutti noi. Con 30 euro al giorno di lavoro pesante. E, come è noto, molti mandano a casa loro parte delle risorse che spesso consentono alle famiglie di vivere o sopravvivere nel loro paese. Mentre i migranti continuano e continuerebbero, in previsione, a vivere ammassati in alloggi di vario tipo con scarsi servizi e penuria acqua . Così si dice. Dunque anche l’aspetto sanitario appare a rischio esattamente come ora, in un perverso circolo vizioso. E, dato che oggi una vita dignitosa è difficile per parecchi, se non per tutti, inutile far entrare altri disperati. Inoltre pare che un nuovo decreto, ma non un dpcm, fra ninnoli e nannoli, andrebbe in vigore non prima di ottobre. Dunque la signora, o è ignorante o in mala fede. Magari un differimento di scadenze dei permessi di soggiorno, potrebbe essere utile per le aziende agricole e per i lavoratori.
Al momento le nostre energie e quelle del governo dovrebbero essere rivolte alla cosiddetta ripartenza, alla riapertura, descritta in modo troppo didascalico e per niente pragmatico. Dunque a ricominciare a vivere , se pur non a lieta vita, ancora, ma almeno a riprendere le usate opre, auspicando quiete dopo la tempesta. Come dice il poeta. Sebbene con abitudini totalmente diverse, per ora.
Abbiamo rivisto la movida sui navigli. Qualcuno ha considerato fake le foto e i video apparsi ovunque sui media. Sostenendo che i teleobbiettivi hanno reso appiattite le foto facendo apparire vicine o addirittura accalcate persone distanziate. In una città dove la curva dei contagi non accenna a scendere. Qualcuno ha perfino sostenuto che è lecita la disobbedienza civile nei confronti di un governo che non ha fatto il proprio dovere. Citando e chiamando in causa il consueto complottismo demo pluto giudaico, a braccetto con variegati poteri forti.
Senza rendersi conto che in questo caso la disobbedienza civile o, piuttosto, incivile, è altamente pericolosa. Contro se stessi e i propri simili. E chi ne è convinto e la pratica, è altrettanto pericoloso.
E’ vero, il governo naviga a vista, senza alcun previsione di porto sicuro. Se nella prima fase dell’emergenza se l’è cavata con i mantra #noicisiamo #iostoacasa e #setivuoibenenonuscire, non se la sta cavando per nulla con #insiemecelafaremo. Anche perchè non siamo affatto insieme, anzi, e soprattutto non lo è l’esecutivo che nonostante annessi e connessi tecnicoteorici infarciti di numeri slogan, di balle e niente più, è assolutamente impreparato per la fase due. E non si dica che sono stati presi alla sprovvista.
Oltre tre mesi hanno avuto per progettare la riapertura. Non facile ma possibile con buon senso e dati certi, o almeno possibili. Se non ci sono riusciti significa solo che sono inetti, incompetenti, e pure impertinenti. E non si parla dell’aspetto sanitario ma organizzativo.
Assistiamo allo sgomento degli autisti di mezzi pubblici ai quali si chiede di occuparsi di controllare le mascherine e le distanze mentre guidano. O ai farmacisti che dovrebbero consegnarle, le mascherine, mentre lavorano badando agli inferociti che giustamente pretendono attenzione, insieme ai clienti/pazienti da ascoltare e consigliare e ai quali esitare farmaci con una responsabilità non indifferente. Giusto per citare un paio di esempi.
Non occorre parlarne, abbiamo tutto sotto il naso. Ma da qui a punirlo, questo sgangherato pool di inesperti, mettendo a rischio la propria salute e la propria vita, uscendo alla rinfusa, disordinatamente non rispettando distanze e senza DPI, ce ne corre.
Come il marito che si tagliava per far dispetto alla moglie.
Carla Ceretelli
Cara Carla, proprio perché ti voglio bene e soprattutto perché le nostre divergenze mai hanno fatto velo alla nostra amicizia, non posso fare a meno di manifestare il mio disaccordo. Oltre tutto è noto che Pensalibero accoglie, per missione, direi, le opinioni di tutti e ognuno è responsabile delle proprie. Secondo la mia opinione, sulla questione immigrati, è fuorviante e spesso, certo non da parte tua, ipocrita, contrapporli agli Italiani bisognosi. La contrapposizione vera è tra regolarizzati che percepiscono i loro emolumenti con i contributi, minimi sindacali di paga, e imposte versate; e clandestini costretti a lavorare al nero, sottopagati, protagonisti loro malgrado di evasione fiscale propria e strumento di evasione fiscale altrui. Sono due modelli “di sviluppo” ed io scelgo il primo. Con immutata amicizia. (n.c.)

Caro direttore, mi pareva di aver chiarito il mio pensiero, non contrapponendo ma mettendo sulla stessa barca italiani in difficoltà, sfruttati come gli i immigrati nel lavoro sommerso. Ho parlato anche di accoglienza dignitosa che al momento risulta davvero difficile.. Ma evidentemente non è stato così, non sono stata chiara. Gli Italiani sono regolari, ovviamente, ma non nel lavoro,e spesso sfruttati come gli immigrati. E, dato che la finalità della regolarizzazione è proprio sul lavoro, non vedo distonie. Se il lavoro c’è che ci sia per tutti senza sfruttamento, ma, ripeto, se non c’è per tutti, mi dispiace se lo dice anche il bieco Salvini, ma, ripeto e ribadisco, prima gli italiani. Ora sta per uscire il decreto. Attendo godot.. Con immutata stima e affetto, Carla
Cara Carla, per me Salvini non è bieco. Molto rifletto, invece e come è giusto, su chi gli va dietro. Ti abbraccio.