Su “Internazionale” di questa settimana (n.1239) “la globalizzazione sbagliata” di Dani Rodrik, un economista turco che insegna a Harvard. Non è semplicissimo da leggere, ma è importante capirne l’assunto. E cioè che al contrario di quanto ci hanno spiegato per decenni i soloni della finanza mondiale e i loro pappagalletti politici, da Blair al nostro Veltroni, la globalizzazione economica che ci hanno venduto come il toccasana di tutti i problemi e il balletto Excelsior del nostro futuro, non è per niente globale, perchè mette sullo stesso piano le democrazie occidentali con i paesi dittatoriali (prima di tutto la Cina e quelli dittatoriali di fatto dell’Asia ) che praticano il dumping sociale, e così ci avviamo nei paesi democratici a elezioni in cui prevalgono i populisti che tendono all’isolamento nazionale: lo abbiamo già visto nei paesi dell’Est europeo, e il voto degli operai bianchi USA per Trump ne è una conferma. Di mezzo c’è anche la crisi economica indotta dagli spregiudicati finanzieri USA coi loro prodotti truffaldini, e la forsennata tutela dei brevetti delle multinazionali farmaceutiche, tragedie economiche e sociali rimaste sostanzialmente prive di sanzioni. Come probabilmente succederà quando scoppierà la bolla dei bitcoin…
Claudio Bellavita

Lascia un commento