Una serie di libri “gialli” sotto il nome di “Noir nella Storia” la collana presentata da Repubblica e L’Espresso, per rendere più sopportabile il primo caldo di un’estate tanto attesa.

una serie di libri “gialli” sotto il nome di “Noir nella Storia” la collana presentata da Repubblica e L’Espresso, per rendere più sopportabile il primo caldo di un’estate tanto attesa, suscitando se possibile qualche brivido di paura (?) ma più facilmente di sorpresa o di divertimento.
Ben 16 i titoli che spaziano dalle indagini di Aristotele su un delitto ambientato ad Atene, alla missione di Stazio ad Alessandria d’Egitto, dalle indagini alla corte di Luigi XV, da Dante coinvolto in una serie di omicidi alla Cina del VII secolo
Nella seconda uscita (cadenza settimanale), reperibile nelle edicole, grazie a Marco Malvaldi scopriamo un Pellegrino Artusi che amava leggere Conan Doyle e le avventure di Sherloch Holms. Proprio quel Pellegrino Artusi il cui libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” presente in tante case delle nostre nonne e bisnonne, tramandato come un tesoro di madre in figlia, ha insegnato a far da mangiare a tante di noi e a trasformare i primi tentativi poco soddisfacenti in prelibati manicaretti.
Ma quello che attira soprattutto nel libro di Malvaldi, al di là della storia ambientata nella Maremma di fine Ottocento è la data in cui la storia si svolge: 1895. Succedono molte cose in quella data due particolarmente importanti per noi. Marconi effettua la prima comunicazione radio e i fratelli Lumière ci regalano il cinema, mentre Pellegrino Artusi indaga, ospite del castello del barone Romualdo Bonaiuti nei pressi di Bolgheri.
Per gli amanti dell’arte culinaria, non è poi da trascurare la ricetta del polpettone alla zingara, che non è presente nel libro dell’Artusi.
In altre parole una lettura rilassante cullati dalla brezza del mare sotto l’ombrellone, indagini a tutto campo sotto la guida di detective veri e pensatori costretti ad esserlo e la curiosità di sperimentare una nuova ricetta , una volta tornati a casa.
Mi piace ricordare a questo proposito un ristorante a Firenze Il Paiolo in via del Corso, che merita di essere visitato non solo perché vi mangia bene e per la simpatia e l’accoglienza dei proprietari, ma anche perché nel loro menù compaiono le ricette dell’Artusi.
Ma quanto è più bello entrare in libreria, aggirarsi tra gli scaffali alla ricerca di un libro che forse non sai ancora di cercare e sentirti attratta da un piccolo volume che non conosci e di cui non hai ancora sentito parlare…prenderlo in mano, cominciare a sfogliarlo e sapere che non te ne potrai separare.
“Stai per compiere 82 anni …sono 58 anni che stiamo insieme e ti amo più che mai”. Un inizio folgorante che ti toglie il fiato e ti fa capire che il libro ti ha preso…non sei tu che l’hai scelto è lui che prepotentemente si è impadronito di te.
“Lettera a D. – Storia di un amore” è una storia vera , una lunga storia d’amore di cui l’autore sembra prendere coscienza nella sua interezza e totalità assoluta quando decide sia giunto il momento del bilancio di una vita . “Ti scrivo per capire quello che abbiamo vissuto insieme…” e continui a leggere senza fermarti spinta dall’urgenza di sapere, di capire, di lasciarti coinvolgere fino alla fine in questa storia che emoziona, intenerisce e ti fa star male fino alle parole finali .
Come un film d’autore il libro finisce così come era cominciato; è solo passato un po’ di tempo e Dorine ha compiuto i suoi 82 anni, quindi l’autore può concludere “ …ci siamo spesso detti che se, per assurdo, avessimo una seconda vita, vorremmo trascorrerla insieme.”
Un testamento d’amore infinito siglato il 6 giugno del 2006 e messo in atto il 22 settembre 2007.
E poi succede che leggi questo libro dopo aver visto uno dei film evento e capolavoro degli ultimi dieci anni “Amour” e ti ritrovi a respirare le stesse atmosfere e senti che l’amore e la vita sono inseriti nella stessa parabola che ti accompagna ora lentamente ora vorticosamente verso la fine.
André Gorz “Lettera a D – Storia di un amore” Sellerio Editore
Infine da accanita frequentatrice di librerie e da sempre lettrice curiosa non potevo certo mancare all’inaugurazione della nuova sede della libreria “Les Bouquinistes” che già dal nome evoca memorie di un tempo che fu, quando a Parigi la prima visita non era dedicata né al Louvre, né a Nôtre Dame ma alle bancarelle del lungo Senna alla ricerca del libro vissuto che era stato sfogliato forse anche delle mani di chi sarebbe diventato a sua volta scrittore , filosofo, poeta: alla ricerca di vecchie cartoline, di vecchie locandine. Anche nella nuova sede si respira un’aria che sa di libri vissuti e amati, libri a lungo cercati e trovati, il tutto accompagnato dalla simpatia e dalla disponibilità dei proprietari e dall’amore per il cinema. Alle pareti, infatti manifesti di vecchi film , oltre ai quadri di gatti presenti nel logo della libreria. Più luce nella nuova sede, più spazio, ma la stessa sensazione di essere approdati in un porto tranquillo dove potersi rifugiare per leggere, guardare scoprire,scambiarsi impressioni.
Ed ecco aggirandosi fra gli scaffali trovare e ri-trovare quel Giuseppe Berto del “Il male oscuro”, letto tanto tempo fa e poi lasciato a sedimentare nella memoria e non è solo, ci sono anche “La gloria” e “Il cielo è rosso” che si fanno compagnia con “Dedalus” di Joyce e Primo Levi, Alda merini e Thomas Mann che con “La montagna incantata” ti riporta ai tempi dell’università e delle letture per l’esame di tedesco e sentire la necessità impellente di ri-comprare “Il dottor Faustus” per ri-leggerlo subito accompagnato dai ricordi del tempo che fu.
Questo ed altro può capitare durante una visita a Les Bouquinistes Via Cancellieri 5 Pistoia.
Cosa aspettate a farci un salto?

Oggi ho scoperto cosa è il CTP http://www.focus.it/cultura/curiosita/come-si-stampa-un-numero-di-focus_C9.aspx