“La disparità di trattamento fra Stato e Cittadini permea pressoché ogni aspetto della nostra vita quotidiana…”. Un volume che potrebbe essere considerato un vademecum per la nascita di un soggetto riformatore di liberali e di democratici.

arrivato il momento di domandarsi quale potrebbe essere l’agenda di questo
nostro paese nei prossimi cinquant’anni.”
Così scrive nell’introduzione Nicola Rossi,senatore della Repubblica e
presidente dell’Istituto Bruno Leoni, curatore di questo ottimo volume.
“La disparità di trattamento fra Stato e Cittadini permea pressoché ogni
aspetto della nostra vita quotidiana…Prende la forma di una capillare e
continua invadenza nelle vite di tutti noi…Limita, senza ragione, la nostra
libertà.”
Questa è la consapevolezza che lega tutti gli autori che hanno contribuito
alla stesura di questo volume che potrebbe essere considerato un vademecum per
la nascita di un soggetto riformatore di liberali e di democratici.
Nicola Rossi così conclude l’introduzione: “Quand’anche uscissimo dalla crisi
in cui è precipitata l’intera area dell’Euro – e, in primis, l’Italia, per
demeriti principalmente suoi – avremmo vita stentata se non affrontassimo di
petto, anche brutalmente, il tema del rapporto fra Stato e Cittadini,
riportando il primo nel suo alveo naturale e rendendolo sempre e comunque
soggetto alla legge e restituendo ai secondi la loro piena dignità e la
consapevolezza di poter trovare nelle regole la prima difesa dei propri diritti
di libertà.”
E’ un libro scritto a più mani ed è molto difficile riassumerlo, però voglio
tentare con alcuni contributi.
Il contributo di Giorgio Rebuffa, professore ordinario di Filosofia del
Diritto presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Genova può
riassumersi così: “Il tema del rapporto fra Stato e Cittadino risale ai primi
anni dello Stato unitario. Da allora a oggi, infatti, all’esperienza
costituzionale italiana è mancata la consapevolezza dell’importanza dei diritti
individuali, l’idea che il cittadino sia definito dalla sua posizione di
libertà nei confronti del potere poitico.”
Da parte sua Natale D’Amico, consigliere della Corte dei Conti, già deputato e
senatore, nonché sottosegretario al Ministero del tesoro nei governi di
centrosinistra tra il 1998 e il 2001, scrive: “Lo Statuto dei diritti del
contribuente ha solo dodici anni. Ma purtroppo è già moribondo. Dimenticato da
tutti. Soprattutto da chi aveva il dovere di rispettarlo e di farlo rispettare.
E ne ha fatto, invece, strame.”
L’avvocato Serena Sileoni dell’Istituto Bruno Leoni e responsabile editoriale
della Liberilibri editrice, evidenzia che “L’introduzione della cosiddetta
esecutività dell’accertamento ripropone, sia pure in forme diverse, un’odiosa
vessazione dello Stato nei confronti dei cittadini: il meccanismo del ‘solve et
repete’, ovvero del ‘prima paghi e poi contesti’ Si tratta di un principio
illegittimo nel diritto tributario, più volte dichiarato incostituzionale dalla
Corte.”
Franco Debenedetti amministratore di varie società tra cui la CIR e la
Piaggio, editorialista de Il Sole 24 Ore, già senatore della Repubblica presta
attenzione al cosiddetto “abuso di diritto”, ossia l’accusa subita dal
cittadino quando si sostiene che egli commette un abuso contro lo Stato facendo
uso di leggi. Debenedetti si chiede: “Ma perché per una operazione che riduce
la fiscalità si deve avere l’onere di dimostrare che essa ha benefici
aggiuntivi e correre il rischio che la spiegazione non convinca l’
Amministrazione?”
A propria volta il commercialista veneziano Enrico Zanetti coordinatore dell’
ufficio studi del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli
esperti contabili parla di “sultanato fiscale” per il ruolo svolto dall’Agenzia
delle entrate “dominus assoluto del rapporto tributario, ivi compresa la sua
parte creativa e interpretativa.”
Sempre Enrico Zanetti sottolinea che“La retorica dell’evasore fiscale
parassita della società…è destinata nel medio periodo a sortire effetti
controproducenti, nell’istante in cui continuasse a non venire bilanciata da
una pari attenzione e incisività del messaggio sullo speculare fronte della
corruzione nel settore pubblico e della dissipazione di risorse pubbliche.”
Pietro Ichino,avvocato e professore di Diritto del Lavoro nell’università
degli Studi di Milano, nonché editorialista del Corriere della Sera e senatore
della Repubblica constata che per la gestione del personale nelle
amministrazioni statali “Il Sovrano la legge non la applica. La cambia”
ovverossia “un esempio interessante della produzione di nuove leggi in funzione
auto-assolutoria da parte dello Stato.”
L’avvocato Silvio Boccalatte dell’Istituto Bruno Leoni fa notare che “Al
Sovrano la concorrenza non piace” analizzando le Riforme del sistema sanitario
nazionale intervenute fra il 1992 e il 1999.
Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni ed
editorialista de Il Foglio e de Il Secolo XIX sulla vicenda delle energie
rinnovabili scrive: “prima lo Stato aizza un ciclo di sovrainvestimenti, poi
improvvisamente…vi fa terra bruciata intorno, con costi enormi per il
consumatore elettrico e per la stessa credibilità del paese, che ha lanciato
così l’ennesimo segnale di inaffidabilità al resto del mondo.”
L’avvocato Alessandro De Nicola,editorialista de La Repubblica e L’Espresso
nonché presidente dell’Adam Smith Society afferma: “Uno dei modi che lo Stato
italiano ha di rendere i propri cittadini sudditi è attraverso la proprietà di
una parte rilevante delle aziende più importanti del paese e di un’enorme
quantità di beni, soprattutto immobili. E’ inutile ricordare che la proprietà
pubblica è fonte di inefficienza e spesso di corruttela: non c’è peggior
privatizzatore di chi non ha nessuna intenzione di privatizzare.”
A conclusione della pubblicazione, quasi a coronamento del lavoro, l’Istituto
Bruno Leoni propone l’attivazione di un modello sul sito www.costodellostato.it
per verificare se il prezzo pagato da noi sudditi è giusto rispetto ai servizi
che ci vengono offerti.
Infatti “La corrispondenza fra imposte e servizi…resi dallo Stato definisce in
misura significativa il nostro rapporto con lo Stato stesso. Contribuisce a far
di noi dei Cittadini. Se assente ingiustificata, ci identifica come Sudditi.”
Leggendo questo libro ci si sente a casa, ossia tutti gli autori sembrano
appartenere ad una medesima famiglia culturale- politica che vede nella
mancanza di difesa dei diritti individuali la maggiore carenza di questa nostra
democrazia.
Queste constatazioni possono costituire le premesse necessarie e non
sufficienti per la nascita di un soggetto politico riformatore di liberali e
democratici?
INDICE: Introduzione di Nicola Rossi – I. Cittadini? Quale Cittadino? di
Giorgio Rebuffa – II. Uno Statuto non si nega a nessuno di Natale D’Amico –
III. Paga e taci di Serena Sileoni – IV. Le tasse sono bellissime! di Franco
Denedetti – V. Faso tuto mi di Enrico Zanetti – VI. Il Grande Fratello non è un
reality di Manuel Seri – VII. Parassita sarà lei! di Enrico Zanetti – VIII. Il
Sovrano la legge non la applica. La cambia. di Pietro Ichino – IX. Lei non sa
chi sono io di Marianna Vintiadis – X. Non ti pago! di Giampaolo Galli – XI. Io
potrei…non potrei…, ma se vuoi…di Pasquale Medina – XII. Il mio concorrente me
lo scelgo io di Silvio Boccalatte – XIII. Io compro. Tu paghi di Lucia Quaglino
– XIV. Ho cambiato idea. E allora? di Luigi Ceffalo – XV. Io ho sbagliato. Tu
paghi di Carlo Stagnaro – XVI. Io sono diverso di Maria Leddi – XVII.
Preferirei di no di Alessandro De Nicola – XVIII. C’è un giudice in Europa di
Pasquale Medina – XIX. C’è un giudice nel mondo di Fabio Scacciavillani – XX.
Quanto ci costa il Sovrano? a cura dell’Istituto Bruno Leoni.

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