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Sudan: oltre 1 milione di bambini sfollati in due mesi di conflitto

“Il futuro del Sudan è in gioco e non possiamo accettare che i suoi bambini continuino a soffrire”, ha dichiarato Mandeep O’Brien, Rappresentante dell’UNICEF in Sudan. “I bambini sono intrappolati in un incubo senza tregua, portando il peso maggiore di una crisi violenta che non hanno contribuito a creare – presi nel fuoco incrociato, feriti, abusati, sfollati e sottoposti a malattie e malnutrizione”.

di Agenzia Aise | 18 Giugno 2023
Una madre sudanese con i figli sfollati dal proprio villaggio (fonte Agenzia Aise)

Più di un milione di bambini sono sfollati in due mesi di conflitto in Sudan. In tutto il paese, l’UNICEF ha ricevuto notizie attendibili di oltre 330 bambini uccisi e oltre 1.900 feriti, a partire dal 6 giugno, e molti altri sono in grave pericolo. L’accesso ai servizi vitali più elementari è limitato e oltre 13 milioni di bambini hanno estremo bisogno di assistenza umanitaria – acqua, salute, nutrizione e protezione. 
“Il futuro del Sudan è in gioco e non possiamo accettare che i suoi bambini continuino a soffrire”, ha dichiarato Mandeep O’Brien, Rappresentante dell’UNICEF in Sudan. “I bambini sono intrappolati in un incubo senza tregua, portando il peso maggiore di una crisi violenta che non hanno contribuito a creare – presi nel fuoco incrociato, feriti, abusati, sfollati e sottoposti a malattie e malnutrizione”. L’UNICEF è pronto a dare il suo sostegno insieme ai nostri partner, ma abbiamo bisogno di un accesso sicuro, senza restrizioni e con garanzie di sicurezza a tutte le aree in cui i bambini hanno un bisogno disperato”.
La situazione nel Darfur è particolarmente preoccupante. Il perdurare del blackout delle comunicazioni e le limitazioni di accesso fanno sì che le informazioni verificate sulla situazione siano limitate, ma si stima che nei cinque Stati del Darfur vivano 5,6 milioni di bambini, di cui quasi 270.000 sono stati sfollati di recente a causa dei combattimenti.
La situazione nel Darfur occidentale e centrale, in particolare, è caratterizzata da combattimenti attivi, grave insicurezza e saccheggi di forniture e strutture umanitarie. La mancanza di acqua sicura ha lasciato centinaia di migliaia di bambini a rischio di disidratazione, diarrea e malnutrizione. Al momento, si prevede che almeno 14.836 bambini sotto i cinque anni siano gravemente malnutriti nello Stato del Darfur occidentale. A questi numeri si aggiungono i rischi sanitari generali, con un’impennata dei tassi di malnutrizione tra i bambini e le madri che allattano. Nel Darfur centrale, i servizi di immunizzazione e la catena del freddo non funzionano. I vaccini e le forniture sono stati saccheggiati e distrutti, esponendo i bambini a un rischio significativo di malattie.
Nel Darfur orientale, le risorse sanitarie insufficienti, tra cui la mancanza di elettricità, ossigeno e incubatrici funzionanti, hanno causato la morte di sei bambini nell’ospedale di El Daein durante il mese di maggio.
L’UNICEF chiede a tutte le parti coinvolte nel conflitto di dare priorità alla sicurezza e al benessere dei bambini, di garantire la loro protezione e di consentire un accesso umanitario senza ostacoli alle aree colpite. Il supporto umanitario deve essere fornito senza indugio per proteggere e salvaguardare i diritti di questi bambini vulnerabili.
L’UNICEF è presente sul campo in 14 Stati, tra cui tutti gli Stati del Darfur, mantenendo i servizi salvavita nei punti caldi del conflitto, anche se con notevoli limitazioni di accesso, fornendo assistenza urgente ai nuovi sfollati e alle comunità ospitanti e preservando i servizi essenziali laddove la sicurezza lo consente.
L’UNICEF chiede 838 milioni di dollari per affrontare la crisi, con un aumento di 253 milioni di dollari dall’inizio dell’attuale conflitto nell’aprile 2023. Senza un impegno immediato di finanziamento, la risposta in corso in tutto il Sudan, compresi gli stati del Darfur, non potrà aumentare ed essere ampliata per soddisfare le urgenti necessità di salvare le vite umane. (Aise) 

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: anni, crisi, dichiarato, futuro, incubo, madri, sostegno

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Fondata il 27 gennaio del 1975, a ridosso della prima conferenza dell’emigrazione, l’Aise – Agenzia Internazionale Stampa Estero è un’agenzia di stampa specializzata per i media italiani, le rappresentanze diplomatico-consolari, le organizazioni e gli eletti dagli italiani all’estero. E’ giunta, oggi, al suo 47° anno di pubblicazione ininterrotta.
L’Aise produce un notiziario di oltre 50 titoli, disponibile in tempo reale on line all’indirizzo www.aise.it, che viene inviato agli abbonati sotto forma di newsletter.
Inoltre, mette a disposizione degli utenti un data base di oltre 40 mila notizie, consultabile on line con la semplice registrazione.
Tra i servizi forniti dall’Agenzia “La Cultura del Martedì”, rubrica settimanale che contiene un minimo di 25 titoli.
Le tematiche che l’Aise segue da vicino sono: “italiani nel mondo”, “esteri”, “previdenza”, “stampa italiana all’estero”, “commercio estero” e “made in Italy”, “cooperazione”, “rapporti internazionali” delle Regioni, “immigrazione”, “Unione Europea”, “diritti umani”, “ambiente”, “rifugiati”, “ricerca” e ovviamente “cultura”.

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