
La stagione sinfonica 2022/23 del Maggio è ripresa con il concerto della Gustav Mahler Jugendorchester, fondata nel 1986 a Vienna su iniziativa di Claudio Abbado, cimentandosi con un programma comprendente la Sinfonia n. 3 in re maggiore di Schubert e la Sinfonia n. 7 in mi maggiore di Bruckner. Sul podio il finlandese Jukka-Pekka Saraste, chiamato a sostituire il 95enne Herbert Blomstedt infortunato.
Nella giovanile Terza sinfonia schubertiana del 1815 gli orchestrali della GMJO hanno offerto una lettura effervescente e pienamente adeguata allo spirito (ancora) tardo-settecentesco del compositore austriaco, dimostrando accurata precisione e slancio deciso, avvalendosi della guida esperta e attenta di Jukka-Pekka Saraste.
Molto più impegnativa la prova da affrontare con la Settima di Bruckner, una delle sinfonie più conosciute ed eseguite assieme alla Quarta, la cosiddetta “Romantica”. Qui i giovani orchestrali hanno saputo mostrare grande compattezza ed una notevole tensione esecutiva, distinguendosi in modo eccellente in tutti i settori dell’orchestra, ma in particolar modo in quello degli ottoni, di assoluto rilievo nella Settima; tuttavia, l’interpretazione di Jukka-Pekka Saraste è risultata in parte deprivata di quegli ampi respiri e di quelle gradazioni dinamiche che sono l’essenza delle sinfonie di Bruckner, attestandosi a delle contrapposizioni “piano-forte” con poche sfumature e quindi eccessivamente omogenee. Fra i quattro movimenti della sinfonia quello che ha avuto la resa migliore è stato il celebre “Adagio”, dove, per l’appunto, quella accuratezza nel fraseggio e nella delineazione dei piani sonori è stata particolarmente intensa ed espressiva.
Al termine del concerto, successo alle stelle di un pubblico ancora non molto consistente numericamente, ma senza dubbio assai entusiasta.
Luca Summer

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