L’ultima replica del Faust di Gounod all’Opera di Firenze è stato accolto con un caloroso e più che meritato successo di pubblico; lo spettacolo, infatti, curato in maniera perfetta dalla regia di David McVicar – ripresa da Bruno Ravella – si è avvalso anche della sfolgorante scenografia di Charles Edwards, che ha impressionato soprattutto nel trascinante Cabaret l’Enfer; molto belle ed anche efficaci le coreografie di Michael Keegan-Dolan. Ma oltre che dal punto di vista visivo, questo memorabile Faust (l’opera di Gounod, fra l’altro, non veniva eseguita a Firenze da più di trent’anni) è stato eccellente anche nella parte musicale, grazie anzitutto alla bacchetta di Juraj Valcuha, direttore misurato e sensibile, bravissimo nel curare in ogni sfumatura l’accentuato lirismo delle numerose arie dell’opera e nel restituire con slancio appassionato, ma non retorico, le sezioni più corpose da un punto di vista sonoro; logica conseguenza di tale impostazione di Valcuha è stato l’ottima performance dell’Orchestra e del Coro del Maggio (quest’ultimo davvero grandioso), cui si è unito un ottimo cast di cantanti. Fra essi ricordiamo i due principali interpreti, il Faust di Wookyung Kim, tenore dotato di notevoli mezzi vocali, ed il soprano Carmela Remigio, una Marguerite intensa e coinvolgente, tanto sul piano della recitazione, quanto su quello strettamente vocale.
Archiviato il Faust, il mese di febbraio all’ODF prosegue con svariati appuntamenti interessanti. Si segnala anzitutto, per gli appassionati della danza, il prossimo spettacolo dell’Hamburg Ballet (venerdì 10 e sabato 11 alle ore 20, il 12 alle 15,30), esattamente 40 anni dopo la sua partecipazione al Maggio del 1977. Il suo direttore e coreografo principale John Neumeier porterà in scena un’elaborata coreografia, basata sulla Terza sinfonia di Mahler; si tratta di un vero “pezzo forte” della compagnia tedesca, poiché la prima mondiale di esso andò in scena nel lontano ’75. Dunque un’occasione da non perdere per assistere al ritorno a Firenze della grande danza, sempre meno presente nel cartellone dell’ODF da quando – purtroppo – di fatto il corpo di ballo del Maggio è stato abolito.
Sul fronte sinfonico-concertistico è atteso il ritorno di un direttore alquanto apprezzato a Firenze, John Axelrod, che sarà impegnato a dirigere Ein Sommernachtstraum op. 61 di Felix Mendelssohn-Bartholdy per coro, orchestra e solisti e la Sinfonia n.3 in si bemolle maggiore op. 97 Renana di Robert Schumann (venerdì 17, ore 20).
Dopo appena un paio di giorni (domenica 19) sarà invece la volta di un eccezionale duo pianistico tutto al femminile, formato dalla coppia Martha Argerich – Lilya Zilberstein. Questo prestigioso appuntamento è il frutto di una rinnovata collaborazione fra l’Opera di Firenze e gli Amici della Musica, dopo otto anni dalla ultima apparizione delle due artiste per un concerto coprodotto dalle due istituzioni musicali della città. Il programma comprende i Sei studi in forma di canone op. 56 di Robert Schumann (in un adattamento per due pianoforti di Claude Debussy) il Concerto Pathétique in mi minore R 356 di Liszt e le Danze Sinfoniche op. 45 n. 1 di Rachmaninov.
Gli ultimi appuntamenti concertistici del mese sono previsti per martedì 21 con il direttore Marc Albrecht, che si cimenterà con l’Ouverture del Fidelio di Beethoven e con le Sinfonie n. 1 e n. 4 di Schumann, mentre sabato 25 salirà sul podio il direttore musicale designato del Maggio, Fabio Luisi, che tornerà per la prima volta a dirigere Coro e Orchestra del Maggio dopo la sua nomina alla guida stabile delle compagini fiorentine dal gennaio 2018. In programma Hymnus amoris op. 12 per soli coro e orchestra di Carl Nielsen, la Fantasia Corale in do minore op. 80 per pianoforte, soli, coro e orchestra di Beethoven ed Eine Alpensinfonie op. 64 di Richard Strauss. Al pianoforte Andrea Lucchesini.
Per quanto riguarda il versante operistico, il mese di febbraio (il 28 con replica il 1 marzo) vedrà anche la messa in scena di un titolo donizettiano: Le convenienze e inconvenienze teatrali, farsa in un atto e due scene in un nuovo allestimento in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini” di Firenze.
Luca Summer

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