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Subappalti un “infestante” quasi impossibile da estirpare…

Il massiccio ricorso ai subappalti é da sempre oggetto di grandissime preoccupazioni per molteplici ragioni, soprattutto  per i rischi di incidenti sul lavoro  nonché per  il pericolo ricorrente di infiltrazioni di organizzazioni di stampo mafioso. Per quanto riguarda la criminalità organizzata é più che sufficiente citare le drammatiche vicende legate all’ indagine su  “mafia appalti” coordinata da   Giovanni Falcone e gestita dai carabinieri del ROS.

di Marco Mayer | 14 Maggio 2025

Il massiccio ricorso ai subappalti é da sempre oggetto di grandissime preoccupazioni per molteplici ragioni, soprattutto  per i rischi di incidenti sul lavoro  nonché per  il pericolo ricorrente di infiltrazioni di organizzazioni di stampo mafioso. Per quanto riguarda la criminalità organizzata é più che sufficiente citare le drammatiche vicende legate all’ indagine su  “mafia appalti” coordinata da   Giovanni Falcone e gestita dai carabinieri del ROS. Una inchiesta giudiziaria che  coinvolse alcune delle maggiori aziende italiane e che resta tuttora avvolta nel più fitto mistero  Perché serve l’inchiesta suggerita dal generale Mori. Scrive Marco Mayer – Formiche.net. Per quanto riguarda, invece, le implicazioni dei subappalti sulle condizioni  luoghi di lavoro https://www.lastampa.it/cronaca/2024/02/17/news/infortuni_lavoro_sette_su_dieci_subappalto-14079653/ é fondamentale ricordare che in Italia siamo di fronte ad una vera e propria tragedia sociale:  nel 2024 1.090 morti, tre a decessi al giorno. il  28 aprile scorso in  occasione della giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro promossa  dall’ILO   é stato da più parti segnalato che nei mesi di gennaio e febbraio 2025 i casi mortali sono aumentati rispetto all’anno precedente passando da 119 a   138 (+16%) Sicurezza sul lavoro: +16% di decessi nei primi 2 mesi del 2025 – Siamo Noi. In Italia a parole tutti (forze politiche, imprenditori, sindacati, istituzioni religiose, terzo settore)  concordano  sul fatto che la riduzione dei costi  aziendali non deve mai avvenire a scapito della sicurezza dei lavoratori. Posizione assolutamente condivisibile, peccato, però  che si ometta una informazione importante. Tra qualche settimana ogni cittadino italiano – se lo vorrà – potrà  dare un contributo concreto in materia.   L’8 e 9 giugno votare SI  al referendum sugli infortuni sul lavoro significherà, infatti,  abrogare  una norma sbagliata introdotta dal governo nel 2023 quando ha escluso per legge ogni eventuale responsabilità civile delle   stazioni appaltanti e dei committenti  da rischi specifici delle imprese appaltatrici o subappaltatrici in materia di infortuni sul lavoro. E’, viceversa,   evidente in caso di vittoria del SI e del raggiungimento del quorum  le aziende appaltatrici saranno maggiormente  stimolate a trovare subappaltatori più affidabili e attenti al rispetto delle norme sulla sicurezza. Il Referendum rappresenta quindi un tassello importante di una strategia complessiva che punti finalmente a ridurre gli incidenti e gli infortuni di chi  lavora i subappalti. Votare non é obbligatorio;  ma quando ho ascoltato Nicola Procaccini a invitare le persone a restare a casa  perché il referendum non riguarderebbe i cittadini, ma solo un “congresso interno alla sinistra” (sic)”  ho pensato che forse le tante vittime sul lavoro meriterebbero maggiore rispetto da chi ha importanti responsabilità istituzionali. E non é interesse di tutti i cittadini migliorare le condizioni e la sicurezza del lavoro. 

Marco Mayer

Pubblicato in : EditorialeTag: governo, incidenti, informazione, italia, lavoro, organizzazioni, persone, referendum, sindacati

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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