• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Studenti in piazza per una scuola migliore

Hanno ragione gli studenti che ieri sono scesi in piazza per chiedere una scuola migliore e la possibilità di contare nelle decisioni che riguardano la loro vita. Nelle loro richieste ci sono questioni concrete: edifici sicuri, costi dello studio sostenibili, personale scolastico adeguato, contrasto alle discriminazioni. È un movimento che merita ascolto e risposte.

di Enrico Rossi | 17 Ottobre 2026

Hanno ragione gli studenti che ieri sono scesi in piazza per chiedere una scuola migliore e la possibilità di contare nelle decisioni che riguardano la loro vita. Nelle loro richieste ci sono questioni concrete: edifici sicuri, costi dello studio sostenibili, personale scolastico adeguato, contrasto alle discriminazioni. È un movimento che merita ascolto e risposte.

La realtà sociale dietro questa protesta è quella di una famiglia che fatica a pagare libri e trasporti, di uno studente costretto a rinunciare all’università, di un giovane che teme di passare da un contratto precario. Ma a motivare le piazze sono anche la rivolta contro il riarmo e le guerre, il genocidio dei palestinesi, la cecità nel perseguire un modello di sviluppo che produce crisi ambientali e disastri, le tendenze repressive sul piano della sicurezza e le politiche contro i migranti.

La varietà delle iniziative mostra quanto sia ampio il disagio. Le richieste sull’istruzione si incontrano con quelle per la casa, con la solidarietà ai palestinesi, con la difesa dell’ambiente e con il rifiuto delle discriminazioni. Non tutte le organizzazioni hanno le stesse posizioni, ma emerge una consapevolezza comune: le condizioni in cui si studia dipendono anche dalla società nella quale si vive e dalle scelte politiche di chi governa.

Prendiamo gli edifici scolastici. Cittadinanzattiva ha registrato 68 episodi di crollo fra settembre 2025 e agosto 2026, comprendendo distacchi di intonaco, calcinacci e controsoffitti. Davanti a questi dati, la richiesta di investire nella scuola ha una concretezza che nessuna polemica può cancellare. Servono manutenzione, prevenzione, finanziamenti stabili e capacità di realizzare gli interventi.

Anche le tende contro il caro affitti rendono visibile una contraddizione: chiediamo ai giovani di formarsi, spostarsi, diventare autonomi, mentre l’accesso a una stanza può dipendere dalle possibilità economiche dei genitori. Il diritto allo studio resta incompleto se mancano alloggi accessibili, borse adeguate e trasporti sostenibili. La provenienza sociale continua così a pesare sulle scelte e sulle aspirazioni.

Per questo condivido la richiesta degli studenti di destinare risorse all’istruzione anziché alimentare la corsa agli armamenti. Le decisioni di bilancio stabiliscono quali bisogni vengono prima e quali possono aspettare. Gli studenti hanno pieno titolo per contestare questa gerarchia e a bruciare simbolicamente carri armati di cartone.

Lo stesso vale per il clima. Nella giornata di ieri sono tornati in piazza anche i ragazzi di Fridays for Future. La loro domanda riguarda città vivibili, salute, protezione del territorio e trasformazione dell’economia. È ragionevole che chi ha davanti molti decenni di vita pretenda una politica capace di guardare oltre la prossima scadenza elettorale.

Ci sono stati episodi di violenza e danneggiamenti che vanno condannati e le cui responsabilità devono essere accertati. Lanciare pietre e aggredire persone mette in pericolo gli altri e indebolisce la protesta. Ma attribuire, come fa la destra, a un’intera mobilitazione le responsabilità di singoli o di gruppi significa volersi sottrarre al confronto e scegliere la strada di criminalizzare la protesta.

Ci sono stati anche casi di professori che si sono frapposti tra polizia e studenti per proteggere questi ultimi dalle cariche e comportamenti diversi da parte delle questure. Anche su questi si dovrebbe indagare e capire.

Meloni ha chiesto alle opposizioni di condannare le violenze; adesso però dovrebbe spiegare agli studenti come intende affrontare i problemi che hanno portato in piazza.

Molto positivo è il documento comune con cui diverse organizzazioni giovanili del campo progressista hanno sostenuto la protesta delle tende e il diritto alla casa. È su battaglie concrete come questa che può crescere una collaborazione capace di coinvolgere studenti e lavoratori, unendo chi incontra difficoltà nello studio a chi lavora senza riuscire a vivere dignitosamente.

La sinistra deve esserci, ascoltando questi ragazzi, rispettandone l’autonomia e assumendo impegni verificabili: risorse nella legge di bilancio, politiche per gli alloggi, finanziamenti alla scuola pubblica, contrasto alla precarietà. La fiducia si costruisce quando alle parole seguono decisioni.

A una generazione che prende la parola dobbiamo rispondere con la disponibilità a cambiare e a dare risposte concrete.

Posso sbagliarmi, ma le mobilitazioni e le proteste che si vedono in Spagna, in Francia e ora anche in Italia, dimostrano che l’onda di destra può trovare nella società e tra i giovani in particolare scogli e barriere su cui si infrange e perde forza.

Enrico Rossi

Pubblicato in : Editoriale

Info Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti