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Strade di confine e asfalto sbriciolato

di Fabrizio Binacchi | 9 Ottobre 2017

Sarà la stagione, sarà che forse non fanno più le strade con l’asfalto di una volta, sarà l’effetto caldo-freddo, sarà il  cambiamento climatico con le bombe d’acqua, fatto sta che in tante città e in tanti paesi l’asfalto si buca, si sbriciola, si scioglie. Poi ti capita di vedere e constatare che in alcuni luoghi, amministrati da certi comuni, province  e regioni i buchi si rattoppano o le strade vengono riassaltate quasi subito. In altri no.

Sono le strade di confine quelle che ti fanno sentire viaggiatore a cavallo di due amministrazioni diverse, dove a distanza di trenta chilometri c’è una strada da gran premio e un’altra da quarto mondo.

Ci sono luoghi e luoghi. Ci sono comuni in cui, per lentezza o forse per mancanza di soldi, le strade rimangono a lungo con i buchi, alcuni a cratere,  e i dossi di asfalto deformato pericolosi a ridosso della banchina per molto tempo. Intollerabile. Con rischi e pericoli per chi  viaggia per chi transita.  L’abbiamo rilevato e scritto anche in passato ma il fenomeno continua: non ci sono più le strade e gli asfalti di una volta.

Non sarà colpa dell’asfalto solo ma sarà responsabilità delle amministrazioni che appunto non hanno più i soldi di una volta o della pianificazione dei lavori pubblici che non è più quella di una volta. Ma come direbbe un mio amico di Salerno: ma Fabrì non c’è più nulla come una volta.  Poi ti accorgi che forse c’è una amministrazione più fornita o fortunata di un’altra perché ha forse più soldi in bilancio e allora capita che percorrendo la provinciale Gonzaga Reggiolo scopri che al confine delle due province Mantova e Reggio Emilia, che è anche il confine tra due Regioni Lombardia ed Emilia-Romagna, vedi la strada che cambia: in territorio gonzaghese mantovano lombardo asfalto vecchio e usurato con buche e tremolii annessi, appena varchi il confine ecco il manto stradale più scuro, uniforme. Quasi velluto.

Le buche colpiscono tutti ma le strade non sono tutte uguali: Napoli, Milano, Vittorio Veneto, Abano, Como, Siena, Palermo, ma anche San Prospero di Suzzara o San Marcello Pistoiese, Se c’è una cosa democratica di questi tempi e cioè che tocca tutti centri grandi e centri piccoli, nord o sud è proprio questa:  l’asfalto che cede, le buche che si fanno appena dopo un temporale, le strade che si deformano. Quel che cambia è la reazione.

Basta fare una “googolata” veloce e vengono elencati centinaia di casi di strade e viali, provinciali e statali che non resistono all’usura e al maltempo. La rete poi ha sempre una marcia in più: se digiti in un motore di ricerca le parole chiave strade asfalto sbriciola ti offre come primo risultato un sito, ovviamente sponsorizzato e indicizzato, di una azienda che aggiusta strade e subito dopo una sfilza di casi di strade sbriciolate degli ultimi mesi e anni, da nord a sud, da est a ovest.

Un fenomeno democratico appunto. Centinaia di casi gravi e meno gravi.  Ma dal decorso ugualmente incomprensibile.

Fabrizio Binacchi

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: amministrazione, anni, azienda, lombardia, mantova, milano, mondo, napoli, palermo, reggio emilia, siena, soldi

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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