
Storia dell’Ucraina in pillole
1985
L’ Ucraina è un soviet ormai che scivola alla deriva nel potere comunista di Mosca. Lontano è il ricordo della sua prima Repubblica che, questa storia raccontata per capriccio alla rovescia nel tempo, tratterà al momento opportuno. Nel 1985 muore di stenti in un lager del gulag Perm in Russia, il poeta Vasyl Stus all’età di 47 anni. Era stato arrestato più volte e condannato a 10 anni di carcere e 5 di esilio. Era professore di lettere di ucraino. Nel 1965 aveva dimostrato in favore dell’Ucraina a sostegno di Dzyuba. Le autorità russe fecero seppellire il corpo in una tomba 7anonima con scritto “numero 9”. Nel 1989 per concessione di Eltsin il corpo tornò a Kyiv. Nel 1990 ricevette post mortem il premio dello Stato Ucraino nascente.
Popolo mio, ritornerò da te
Quando nella morte mi volterò verso la vita con la musa
Con il mio viso sofferente e non cattivo.
Come un figlio ti farò un profondo inchino
E onestamente guarderò gli occhi tuoi onesti.
E nella morte con i luoghi natali mi imparenterò…
Senza la forza, senza diritti, come poter
Aiutare, consigliare, difendere il sofferente?
Come avere il coraggio di lottare per vivere
E avere il coraggio di morire per vivere?
Storia dell’Ucraina in pillole
1982/85
Dalla tv e dalle radio di un certo giorno, ad una certa ora, di questi anni, in un classico grigio novembre, in unione sovietica e quindi anche nel soviet ucraino, misconosciuto agli sgomenti e trinariciuti italici, che nulla sapevano tranne i capi, risuonava senza un apparente motivo a reti unificate, la musica di Tchaikovsky, il grande compositore, ironia della sorte, proprio di famiglia di origine ucraina e cosacca. Era morto Leonid Beznev, nato a Dinipropetrovs’k, segretario generale del partito. A ruota, nei successivi tre anni, come una macabra gara, seguirono altri giorni di inspiegabile musica di Tchaikovsky, nell’ignara popolazione sovietica che, dopo, poté sapere della morte di Andropov e Cernienko. Le mummie erano andate, e in seguito tutto crollò, per lasciare il posto ad altri uomini di partito, che approfittarono della dissoluzione sovietica e di una primordiale distribuzione della proprietà statale. Così, anche in Ucraina la lotta degli uomini del kgb, si accese facendo illustri vittime fino agli anni novanta, come accadde a Viaceslav Cornovil, ucciso in un “incidente stradale” un mese prima delle elezioni. Sarebbe stato quasi sicuramente presidente dell’Ucraina, lui che con altri valorosi si opposero al potere sovietico fin dalla seconda metà degli anni sessanta.
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Storia dell’Ucraina in pillole
1979
Maggio 1979 viene trovato morto un celebre cantautore ucraino, ucciso dal KGB. Si tratta di Volodymyr Ivasyuk. È il più celebre bardo dell’unione sovietica che da poco ha invaso l’Afghanistan. il compositore di canzoni in ucraino, ha alle sue spalle più di cento testi che scorrono tra le labbra di tanti ucraini e russi. Le sue canzoni arrivano, nonostante tutto, fino all’estrema isola di Sakhalin. Nel 1970, Ivasyuk scrive Cervona ruta e tocca il cuore di tanti giovani al punto che anche oggi gli ucraini sanno a memoria questa canzone. Ruta è il fiore giallo che ogni dieci anni diventa rosso. Questo fiore dei boschi fa incantesimi d’ amore. E’una antica leggenda cosacca riscoperta dal poeta. Il successo è grande, è un tripudio. Non esiste politica, solo la gloria dei cosacchi, l’ucraina, il cielo azzurro, nei testi. La polizia politica lo perseguita più volte; le sue canzoni ucraine sono un pericolo. La lingua deve essere quella russa. Ivasyuk non si scoraggia anche se percepisce il pericolo. Il 23 Aprile 1979 il giovane poeta viene fatto salire su di un’auto scura del KGB. Alcuni giorni ⁷dopo viene ritrovato in un bosco vicino a Leopoli con le dita troncate e gli occhi cavati. Durante il corteo funebre davanti ai migliaia di giovani una scritta campeggia:
” Ricordati Ucraina di questo giorno di lutto”.
CERVONA RUTA
Non cercare di sera la cervona ruta
Perché tu sei più bella e misteriosa di ogni fiore.
Cervona ruta è il fiore dell’ Amore e della Speranza,
ma siccome io ti amo, tu sei il più amabile di tutti i fiori.
La Ruta rossa non cercare di sera,
Tu sei il mio unico amore,
Credimi, unica sei.
Enrico Martelloni

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