
“Sono consapevole che dobbiamo parlare con la Russia se vogliamo che la guerra in Ucraina finisca. Ma il dialogo deve essere condotto da una posizione di forza”. E’ quanto ha affermato ieri alla Fiera del libro di Francoforte l’ex segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, presentando le sue memorie uscite in Germania per l’editore Siedler. L’ex segretario non ha nascosto nel libro la sua vicinanza con l’Ucraina e anche ieri ha continuato a ribadire la necessità di sostenerla politicamente, finanziariamente e militarmente.”Solo quando Putin capirà che non può vincere sul campo di battaglia, allora si siederà e accetterà di trattare” ha detto Stoltenberg, come riporta l’agenzia di stampa tedesca Dpa. Davanti alla prospettiva di un summit a Budapest tra il presidente americano, Donald Trump, e il presidente russo, Vladimir Putin, l’Unione europea si rassegna alla realpolitik “politica concreta” e quasi benedice l’iniziativa con l’auspicio che conduca a qualcosa di positivo. “Ben venga qualsiasi passo che porti a una pace giusta e duratura”, è la sintesi della reazione europea. Bisogna solo definire il significato di pace giusta e duratura, ma parlarne ora sarebbe pura speculazione. I diplomatici europei puntano sul fatto che “Trump non lascerà che Putin lo tradisca ancora, vista l’escalation della guerra dopo l’incontro in Alaska”. L’annuncio del summit rischia di congelare le trattative – già in crisi a causa dei veti di Ungheria e Slovacchia – sul 19esimo pacchetto di sanzioni e complicare ulteriormente il dibattito sull’uso degli asset (risorsa) russi immobilizzati per un prestito a favore dell’Ucraina. I due temi saranno al tavolo del vertice europeo di giovedì. Ieri, in preparazione di quell’appuntamento, si sono confrontati in videoconferenza i leader Ue Antonio Costa (Consiglio europeo), Ursula von der Leyen (Commissione), il presidente francese, Emmanuel Macron, e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. “Secondo una fonte autorevole di Reuters, la delegazione ucraina ha preparato uno slideshow (presentazione di immagini in sequenza) per Trump su come utilizzerebbe i missili Tomahawk se venissero forniti e sull’effetto che avrebbero sullo sforzo bellico. L’annuncio del ‘vertice di Budapest’ è stato una sorpresa”. Lo scrive su X (Twitter) Gram Slattery, corrispondente dell’agenzia britannica dalla Casa Bianca. L’Ucraina ha colpito durante la notte un deposito petrolifero russo e un magazzino di combustibili e lubrificanti nella Crimea occupata da Mosca, ha dichiarato venerdì lo Stato Maggiore di Kiev. La dichiarazione afferma che gli obiettivi, una base a Hvardiyske e un magazzino a Dzhankoi utilizzati dall’esercito russo, sono stati attaccati. “Stiamo scoprendo ulteriori dettagli su ciò che il presidente Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin hanno discusso ieri durante la loro telefonata durata quasi due ore e mezza. Trump non ha escluso la possibilità che gli Stati Uniti inviino missili da crociera Tomahawk a lungo raggio all’Ucraina”. Lo scrive la Cnn citando fonti vicine alla conversazione. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha dichiarato che i colloqui previsti a Budapest tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin rappresentano un secondo tentativo di convincere Putin a negoziare seriamente, ma ha sottolineato che l’Ucraina deve essere coinvolta in qualsiasi decisione. Wadephul ha rilasciato queste dichiarazioni durante la sua visita ad Ankara, dove ha incontrato il suo omologo turco. L’Ucraina non è stata invitata ai colloqui tra Trump e Putin. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dovrebbe incontrare Trump. La Commissione europea ha suggerito all’Ucraina di utilizzare parte di un prestito di 140 miliardi di euro (163 miliardi di dollari) destinato al risarcimento dei danni e finanziato con i beni russi congelati per acquistare armi al di fuori dell’UE, secondo quanto emerge da un documento della Commissione inviato agli Stati membri. Il documento, visionato venerdì da Reuters, delinea la possibile struttura del piano presentato il mese scorso dall’organo esecutivo dell’Unione Europea. Sebbene l’idea goda di un sostegno politico di principio, alcuni paesi chiedono maggiore chiarezza sui rischi legali e fiscali. Il Cremlino ha descritto la proposta come un sequestro illegale di proprietà russe e ha avvertito che ci sarebbero state ritorsioni per qualsiasi furto di beni russi. Io non vorrei che l’invasione in Ucraina fosse l’inizio di una operazione più vasta che non si fermerà affatto in Crimea.
Giuseppe Basilico

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