Sono prontissimo alla lapidazione sul cosiddetto caso Minzolini. E ad esibire come tante medaglie la gragnuola di pietre che mi scaglieranno i troppi che amano concentrarsi sul dito quando indica la Luna e cascare dal pero quando si verificano i guai che potevano essere evitati assumendosi le responsabilità senza fare finta di non vedere o non capire.
Lo dico subito con nettezza: il Senato della nostra bistrattata repubblica opponendosi alla decadenza del senatore Augusto Minzolini ha compiuto un gesto di assunzione di responsabilità quali non se ne vedevano da anni. Hanno (almeno i senatori che hanno votato consapevolmente) compiuto un gesto di dignità istituzionale in linea con il dettato della nostra Costituzione. Hanno mantenuto l’integrità dell’aula così come scaturita dal voto elevandola a valore preminente, da privilegiare rispetto ad una vicenda giudiziaria che aveva compiuto il suo corso e che presenta aspetti inquietanti. E nessuno ha attentato alla autonomia della magistratura.
Immaginiamo di essere coinvolti in una rissa, trascinati in giudizio, ancorchè per altro motivo, e trovare, in qualità di giudice, un signore in toga che avevamo conosciuto non già in questa funzione solenne, ma come scalmanato avversario di rissa. A me verrebbero i brividi. A diversi senatori, per questo stesso motivo, sono venuti dubbi ed è venuto da farsi delle domande.
La vicenda merita di essere approfondita, se non altro per dimostrare che la pretesa dei soliti “giustizialisti irriflessivi” di considerare scontato e giusto il voto a favore dell’espulsione di Minzolini e sciagurato e frutto di giochi sporchi quello contrario, non sta né in cielo né in terra. Ed è anche del tutto privo di cultura politica e istituzionale. Intanto, il sen. Minzolini non è stato salvato da niente. Il processo per uso “improprio” di carte di credito quando era direttore del TG1 si è svolto e concluso con la sua condanna dopo tre gradi di giudizio. La pena nessuno la può togliere. Da questo punto di vista c’è da osservare che non è vero quanto dicono i soliti manettari e, cioè, che il giudice Sinisi, già parlamentare di partito avverso a Minzolini per 12 anni e perfino membro di governo, sarebbe stato irrilevante perché solo uno di tanti. Minzolini era stato assolto in primo grado; in secondo grado la sentenza è stata ribaltata, proprio con la presenza nel collegio del giudice-politico, Sinisi; Poi, il giudizio della Cassazione che ha confermato la sentenza d’appello (come è noto, però, quello della Cassazione non è un giudizio di merito ma di legittimità). Dunque, il giudice Sinisi si è trovato in uno snodo decisivo. E va rilevato senza sottendere niente, cioè senza inculcare alcun sospetto. E’ il fatto in se che non va e che giustifica i dubbi di chi, votando no, ha semplicemente voluto dire che un po’ di fumus c’era. E che non era il caso di aggiungere anche l’applicazione della legge Severino, cioè la decadenza dall’incarico di Minzolini. Il quale, va pure ricordato, chiamato a rispondere anche in sede civile dell’uso fatto della carta di credito aziendale, ha vinto definitivamente la causa.
Ecco: essendo su un piatto della bilancia la sorte parlamentare di Minzolini e sull’altro la terzietà dei giudici e il mantenimento dell’integrità di un organo costituzionale come il senato, sono decisamente per la prevalenza di quest’ultimo e plaudo all’esito del voto che ha respinto la decadenza. Soprattutto, mi è impossibile accettare lezioni di democrazia e deontologia dai 5Stelle. Gli unici capaci di fare arrabbiare per il loro silenzio e non per le loro discutibilissime e talvolta strampalate teorie. Quelli che stanno zitti di fronte alle numerose gaffes dei loro esponenti come di fronte ad un padre padrone che ribalta il risultato elettorale delle primarie pentastellate quando non è di suo gradimento. Come il suo omonimo interpretato da Alberto Sordi, “Io sono Grillo e voi non siete un cazzo”. Nessuno, poi, dica di non essere stato avvertito!
Nicola Cariglia

Grazie alla cara amica Rosa Maria De Giorgi per le sue puntuali spiegazioni. E’ giusto ma non consueto rendere conto agli elettori, ma anche a tutti i cittadini, delle proprie azioni. Sulla questione, personalmente, ritengo di avere detto tutto ciò che c’era da dire. Concordo con la vice presidente del Senato: sulla questione c’è stata tanta, troppa, strumentalizzazione politica. E la durata delle polemiche lo dimostra.
Ricevo da Rosa Maria Di Giorgi quanto segue:
Cari amici. Scusate se occupo un po’ di spazio nella chat. Ma visto che ancora proseguono le polemiche sul caso Minzolini vi invio un breve testo che ho diffuso via mail nei giorni scorsi. Credo di doverlo inviare anche a voi. Grazie
Alla luce delle polemiche di questi giorni sul caso Minzolini e degli attacchi violenti ed eversivi del movimento 5 stelle contro i senatori, in particolare i senatori del Pd, per la loro contrarietà alla decadenza dello stesso Minzolini, vorrei condividere con i miei amici le ragioni che hanno determinato la mia scelta in piena coscienza. Accanto a me due terzi del gruppo del Pd 58 senatori (tra non partecipanti al voto e astenuti) contro i 41 colleghi che hanno invece voluto votare per la decadenza.
Abbiamo studiato molto bene le carte processuali e abbiamo visto che si era in presenza di un caso che presentava elementi certi di fumus persecutionis (che è ciò che noi siamo chiamati a giudicare). Uso illecito di carta di credito aziendale. Questo il reato ossia appropriazione indebita. Assoluzione piena in primo grado. Condannata la Rai da parte della Corte dei Conti a restituire a Minzolini quanto da lui precedentemente rimborsato per via amministrativa, ossia “il mal tolto” oggetto del contendere. Tuttavia condanna in appello. I pubblici ministeri chiedono due anni. La Corte commina due anni e sei mesi e Minzolini così incorre nella legge Severino sulla incandidabilità che non avrebbe avuto effetto se la condanna fosse stata di due anni. Ci si chiede come mai ci sia stata questa durezza. Si verifica che un giudice del collegio giudicante è un vecchio avversario politico di Minzolini militante per molti anni nelle file di un partito dell’altro schieramento e sottosegretario del governo Prodi. Forse non esattamente neutrale verrebbe da pensare. Avrebbe potuto dimettersi da quel collegio ma non lo fece. Poi la Cassazione confermò la condanna e siamo giunti quindi alla questione che si dibatte in questi giorni. Può il Senato non applicare una legge dello Stato, la Severino appunto, che prevede la decadenza quando si è condannati in terzo grado? Come per Berlusconi insomma, sulla cui decadenza anche io allora votai a favore.
Invito a questo proposito a guardare le norme e la Costituzione italiana. Molti dicono che noi avremmo contravvenuto alla legge Severino. Sbagliato. Basta leggere. Articolo 3 della Severino: . E cosa dice la Costituzione? . Giudica, non prende atto. Nel caso Minzolini c’è stato un uso politico della giustizia? Alcuni senatori del Pd, io compresa, hanno avuto il dubbio che non tutto fosse limpido. Hanno torto? Il dubbio resta.Rispetto i colleghi che hanno deciso diversamente da me. Abbiamo esaminato gli atti come ci chiede la Costituzione e abbiamo preso la nostra decisione in piena coscienza e responsabilità. E come anche la la legge Severino prevede.
Ma di che cosa stiamo parlando allora? Dell’ennesima strumentalizzazione fatta dal Movimento 5 stelle che non perde occasione per mestare nel torbido con una buona percentuale di ignoranza delle norme e con lo spirito distruttivo che lo contraddistingue?Aggiungo un altro elemento. Se così non fosse qualcuno mi spieghi la logica di far pervenire al Senato la questione dopo la condanna in terzo grado. Signori, lo prevede la Costituzione e noi siamo tenuti a esaminare il caso e a decidere secondo coscienza. Questo abbiamo fatto. Le interpretazioni del caso Minzolini sono state diverse fra noi? Legittimo. Ma poi si vota. E in democrazia il voto è la cosa più importante.
Ma voglio rispondere anche all’accusa di chi parla di uno scambio per la fiducia a Lotti il giorno prima. Si leggano i nomi dei senatori e si veda che la trasversalità del voto è stata totale e che niente ha avuto a che fare con renziani e non renziani, come tutta la stampa ha dovuto riconoscere. Le farneticazioni strumentali dei grillini quindi non hanno alcun rilievo in un percorso legittimo che è stato compiuto secondo la legge e la Costituzione.
Grazie per la vostra attenzione
Il commento di Marzio, non di facile comprensione, da spunti sul periodo che stiamo vivendo….che spiazza, lascia spaesati coloro che hanno vissuto di ideali politici, di programmi, di personalità….purtroppo gli schemi classici non sono, per ora, piu riproducibili perché il distacco tra coloro che dovrebbero rappresentare i cittadini e i cittadini è divenuto incolmabile.
Questo sentire cosi lontano è intercettato da forze che una volta rappresentavano l’1%.
Siamo quindi in una fase storica nuova, dove i parametri di una volta sono esoscheletri privi di contenuti, solo amarcord….
Qui, oltralpe, anche la classica alternanza repubblicani /socialisti è morta, essendo i primi rappresentati da uno psicolabile (vincitore di primarie) che sta ridicolizzando una storia e un ideale. Invischiato in arricchimenti personali, impieghi fasulli a moglie e figli, tutto pagato dallo Stato….una specie di telenovela con colpi ogni giorno, solo ieri si è scoperto che la moglie del tarato mentale (tale è Farnçois Fillon) ha falsificato dei documenti sul suo presunto lavoro come consigliere del marito. L’altro, il socialista, si è separato da Hollande e dalla sua sinistra/destra, ed è dato perdente con soltanto 11,5% delle intenzioni di voto.
Insomma, di che riflettere, in Italia e fuori….
Sa di qualunquismo e disfattismo affermare ciò che tutti noi sospettiamo ma che si ha orrore ad ammettere perché si è bigotti e perbenisti incalliti, ossia che in Camera e Senato, come negli enti locali poltriscono centinaia, migliaia di Minzolini? La seconda repubblica non nascerà mai fin quando non ci si rassegnerà ad ammettere la marcescenza della prima ormai in fase agonica. Come la storia insegna sono possibili interregni spiacevoli, ma inutile illudersi di affidare alla moderazione e alla razionalità riformatrice il sogno di una continuità nefasta. Stiamo assistendo al ” redde rationem ” dello sfascio che si celava negli anni costruttivi e gioiosi della prima repubblica. Furono anni in cui si barava spudoratamente su tutto, in politica, coi liberal socialisti remore stuzzicanti della balena bianca, in economa dando la stura al debito pubblico illimitato, nel sociale organizzando dall’alto una crescita del costume artificiale, in cultura trasformata in chiacchiericcio fino alla sepoltura delle scienze umane che sopravvivono in sterile filologia e nel turismo Erasmus, quando a fronte di un esercito sconfinato di untori e untrici che posano da scrittori e intellettuali il nostro ultimo e vero grande resta il povero Tozzi, autodidatta e figlio di oste ignorante, morto quasi un secolo fa. Speriamo che almeno le scienze cosiddette esatte operino un riscatto senza naufragare nella retorica delle eccellenze. Gli anni dell’inganno generazionale furono anni al calduccio sotto la chioccia degli States. Ora quella chioccia ci soffoca per troppa adipe, e l’Italia del mitico boom si rivela per quello che fu, un’Italia allupata all’arrembaggio di tutto, che sotto mentite spoglie ritorna e ritornerà sempre alla carica. E per ripulirci e ricominciare la stessa musica cosa c’è di meglio se non tante secchiate di “pietas” sempre a disposizione da qualche parte? Pur di salvare nel Parlamento dei Minzolini.una democrazia vuota. La democrazia vuota è un merito certo per l’Inghilterra o i paesi scandinavi, ma per noi è una sciagura, un trucco. E le parole che si possono riempire di tutto nemmeno fossero calze della befana, come socialdemocrazia e liberalismo sono parole vuote che almeno una volta al secolo andrebbero riempite davvero senza compiacersi allo specchio con passati riempimenti. E rischiando, rischiandooooo!
Caro Paolo,
capire una cosa pericolosa deve essere utile per combatterla, non per accettarla. Altrimenti, e lo sappiamo, può durare un ventennio, nella comprensione della stragrande maggioranza del popolo. Allora ci si poteva giustificare con la mancanza di una stampa libera. Ora che il digitale facilita la circolazione delle idee senza richiedere troppi mezzi, lo vorresti imbavagliare? Sulle domande che ti ho posto, peccato che continui a glissare. Grillo non “sbaglia come tutti”, fa di più Si comporta nel suo movimento come un dittatore. E tantissimi, troppi, accettano volontariamente questa dittatura. A me tutto ciò che toglie un pezzo di libertà da fastidio. Anche se fosse un regime sostenuto da una maggioranza. Che ci vuoi fare: sono, appunto, di cultura laica, liberale e socialdemocratica.
Primo, non ho glissato su nessuna delle tue domande, forse i post e le risposte restano in mezzo e non hai avuto forse modo di leggere tutto. Secondo, Purtroppo coloro che, moderatamente, hanno fatto i propri interessi piu che gli interessi del Paese e dei cittadini, sono a mio avviso piu pericolosi di chi li denuncia.
Ha spiegato bene questo modo di fare Sgarbi, sulla storia delle scritte apparse a Locri……lo Stato ha abbandonato questa parte d’Itala e si condanna chi scrive”sbirri” e si fanno cortei contro la “mafia” quando la mafia è di stato, quella che leva il lavoro, deturpa il paesaggio e i beni culturali. Insomma, è solo un esempio.
Grillo, ha idee condivisibili, non è un incolto, l’ho sempre apprezzato anche quando faceva il comico. Non sarà salvatore della patria, ma disinnecsa la gioisa macchina patacca dello Stato tale quale è diventata.
Mah Nicola, hai trovato un termine giusto, liberal.grillino, altro che liberal.socialista-laico.
Capisco che il proporzionale sia utile e l’ho sempre apprezzato, ma dovrete fare i conti con la realtà o rassegnarvi ad una percentuale di votanti misera,
La dinamica e il fenomeno “Grillo” non le si eliminano con lo scherno e il diniego, ma con un bel “ripulisti” nei campi classici di destra, centro e sinistra che Grillo hanno coltivato per decenni. Grillo ha riuscito dove Mani Pulite si è arenata.
Grillo non esiste, è il loro prodotto, e fai il grave errore di attaccarti a lui invece di attaccarti a chi l’ha allevato con cura e amore tanto da farlo diventare da un filo d’erba un qualcosa di mostruosamente grande, che si estende, un rampicante dal solido tronco.
Se non ci fosse stata l’intuizione di questa persona, probabilmente ne sarebbe uscita un’altra, non dimenticare che complice è internet e i social, le segretezze e alchimie oscure esistono ancora, ma vengono smascherate.
Grillo almeno non è indegno o impostore, sbaglia, come tutti gli uomini.
Qui invece non essendoci un Grillo, parlo della Francia, ci troveremo o un presidente indegno (Fillon) oppure uno impostore (Macron).
Grillo sbaglia e condivido con te che i suoi metodi a volte non vanno, ma è roba sua, è una sua creazione, capisco anche che dica ” Chi non è daccordo, si faccia un movimento suo” sottinteso, e arrivi se ce la fa ad un bacino intorno al 30% degli elettori.
Altro che populismo, liquidare cosi Grillo significa non aver capito nulla e voler mantenere lo sfascio provocato dalle forze tradizionali.
Che mi fa, Adalberto, il liberal-grillino? Il Regno del Piemonte a conduzione Cavour e Grillo?
Applausi, direttore ! Magistrale il tuo articolo: condivisibile in tutto, semmai lasciando – diciamo – tra parentesi le parole sui Cinque Stelle . E grazie anche all’Università di Firenze
per il puntuale commento.
condivido i pieno ..quanto ai penta le parentesi io le aprirei
Caro Paolo Francia e Caro Andrea 7977,
che c’entra il “quarto grado di giudizio”? E la sentenza definitiva? Se la stessa Legge Severino richiede il voto dell’assemblea, a differenza di altre categorie alle quali la stessa legge si applica, significa che i senatori dovevano giudicare caso per caso. La Severino non si applica ai cittadini non investiti di particolari funzioni. Ma è tutt’altro che un privilegio, perchè i semplici cittadini non corrono il rischio di decadere. Il senato ha ritenuto, nella maggioranza dei suoi membri che la decadenza non fosse giustificata. Personalmente ho la stessa opinione. Voi, no, e va bene. Ma perchè a pensarla diversamente da voi si diventa artefici di chissà quali turpitudini?
A proposito: le decisioni dei giudici si rispettano. Quelle del Senato e degli altri organi e poteri dello Stato, no? Non mi dite a causa dello sputtanamento, perchè in questo caso, davvero, si adotterebbero due pesi e due misure.
Guarda Nicola, un pezzo come quello che hai scritto è pan benedetto per il M5S. Questo atteggiamento, qualsiasi ne siano gli arcani meccanismi giuridici, è una maialata, una schifezza nauseabonda. Ora se per te è meglio spaccare il capello in 4 per difenderli, coi sotterfugi d’azzeccacarbugli, fai pure. La realtà è che il popolo (non i populisti) ne hanno le balle piene dei soliti noti che non pagano mai, della casta che si autocelebra e protegge, e delle leggi, quelle si, applicate col sistema dei due pesi e delle due misure,
Questa discrepanza e distanza incolmabile tra la vita della gente, e i privilegi di pochi, non farà che aumentare il voto di protesta.
Il tuo articolo è una bella pubblicità, quindi da quel punto di vista, fai il mio interesse, cioé che finalmente la classe politica incapace e che si autocelebra e autoprotegge, in barba al popolo, che siano di destra o di sinistra, oggi non ha piu ragione di essere.
parlo non dell’atteggiamento di Nicola, ovviamente, mi rifersico a quello dei senatori. Giusto per evitare qualsiasi equivoco sulla mia frase.
Grazie per la precisazione. Ma ti riformulo la domanda, credo per la trecentesima volta: pensi che la Raggi sia una grande sindaca o la manderesti a al doposcuola per migliorare? Grillo ha qualche dimestichezza con le procedure democratiche o è un despota? Se non ce la fai a rispondere pubblicamente, mi basta un messaggio privato, anche un sms. Quanto al popolo e ai populismi che tu evochi, sono contrario ad abbassare le garanzie che non sono della casta ma dei cittadini. Nessuno dei quali vorrebbe trovarsi di fronte a un giudice con cui ha fatto a botte fino al giorno prima. Ma queste cose c’è chi le capisce solo quando ci toccano personalmente.
Su Grillo ti ho risposto nell’altro commento. La Raggi, anche lei umana, ma attaccata da coloro che hanno ridotto cosi la città, allora….chiediti piuttosto perché, nonostante il caso Raggi, i 5 stelle continuino a aumentare nei sondaggi delle intenzioni di voto.
Su Minzolini, sbagli di grosso, la casta, niente altro, nessun altro cittadino condannato sarebbe stato salvato. Quanto all’ultima frase, sei completamente fuori strada, visto che per ragioni personali mi sto battendo in giustizia da sei anni, ma posso parlartene solo privatamente.
Trovo che le considerazioni di Cariglia non fanno una piega , perchè la legge Severino, se ben comprendo prevede il passaggio in aula e quindi è una legittima azione che Il senato era chiamato a effettuare, Se non si fosse voluto si sarebbe omesso questo passaggio. Chi garantisce sulla Onorabilità dei Senatori ? la magistratura , e sull’Onorabilità dei Magistrati , sempre la magistratura sulla quale nessuno può quindi da fuori intervenire . si legga IL procuratore di non ricordo dove ce ha messo in carcere una giunta regionale e dopo sette anni non vi era luogo a procedere (si legga SETTE anni) nessuna responsabilità perqul l’ex giudice che ora vuo fare il sindaco ‘
Riflettiamo unpò di più su cosa ha combinato la magistratura negli ultimi anni. Io non credo nelle potenza del Berretto sul capo : se sei magistrato sei puro e santo , se sei politico sei Corrotto. Usiamo il cervello x valutare !
caro Nicola,
quando i miei figli giustificavano uno scadente rendimento scolastico con la motivazione che il professore li aveva presi in antipatia, io ero sempre dalla parte del professore, senza entrare volutamente nello specifico in quanto lo specifico non può essere mai vissuto se raccontato.
Per quanto ne so, il caso Minzolini è arrivato a sentenza definitiva e questa condizione è contemplata in una legge. Che deve essere applicata. Se poi si vuol sostenere che è giusto che i parlamentari abbiano non solo tre gradi di giudizio ma addirittura un quarto, si dovrà anche convenire che la legge non è uguale per tutti (alla faccia della assunzione di responsabilità del senato!!!) e che i parlamentari non hanno perso occasione di mostrare la loro protervia e presunzione.
Ma infatti, ti “lapido” con questo pezzo, che va gustato, impossibile farne stralci, non sono assolutamente daccordo, nel caso specifico è una pura vergogna della casta, non c’entra nulla il garantismo, qui siamo di fronte a un condannato con sentenza definitiva.
Non ci sto proprio.
http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/minzolotti/
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