“Pagami come vuoi tu e lavoro come dico io,
Pagami come dico io e lavoro come vuoi tu!”
Ma è davvero così che funziona o che dovrebbe funzionare?
Problema atavico, mai risolto e probabilmente non risolvibile.
Sono di questi giorni le ennesime polemiche sull’argomento.
Da una parte gli imprenditori e i sedicenti tali che non trovano dipendenti e danno la colpa ai troppi ammortizzatori sociali, tra cui il famigerato reddito di cittadinanza.
Dall’altra sindacati, opinionisti e paladini della giustizia sociale che sostengono che non si trova la mano d’opera a causa delle paghe da miseria, dei turni massacranti e delle carenti garanzie contrattuali!
E il popolo si schiera!
Chi da una parte e chi dall’altra; senza mezze misure!
O bianco o nero!
Le sfumature di grigio solo se raccontate in salsa erotica!
Ma la verità è una sola?
Ovviamente no, e ognuno fornirà la propria; ma in questi casi non si tratta di verità, ma semplicemente di punti di vista.
“Gli imprenditori sono tutti avvoltoi che sfruttano il duro lavoro dei propri dipendenti per arricchirsi; evadono le tasse e hanno agganci politici che garantiscono loro l’impunità”
“Chi ha il reddito di cittadinanza o la naspi non ha voglia di lavorare e vive sul groppone della comunità. Spesso fanno anche lavori a nero evadendo anche le tasse”
È facile lanciare lì una frase ad effetto per avere il sostegno della propria fazione!
Molto più difficile analizzare il problema in modo imparziale e corretto.
Per farlo però bisognerebbe smettere di pensare, e conseguentemente parlare o scrivere, con la testa intrisa di preconcetti.
Ma in fondo è molto più facile fare di tutta l’erba un fascio!
Costa meno fatica e non ci obbliga a pensare, riflettere, provare ad analizzare!
E non importa se conosciamo personalmente imprenditori onesti e corretti o persone che dopo una vita di lavoro dipendente si trovano in mezzo a una strada e grazie alla disoccupazione riescono a campare la famiglia per qualche mese mentre ne cercano un altro.
Quelle sono eccezioni!
La vita vera non è mica quella che viviamo; la vita vera è quella che ci raccontano in televisione e sul web!
Giacomo Vivarelli

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