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Stiamo toccando il fondo. Anzi, stiamo scavando…

Fra i temi meno pesanti, ma non meno importanti per la vita  ordinaria dei cittadini,  ha preso la scena  la  visione nei talk di ladri conclamati impunemente,  arroganti all’ennesima potenza rmentre rivendicano il diritto di rubare, dato che, a quanto sembra, sono nati per questo, e si rifiutano, per motivi culturali che soltanto loro conoscono, di lavorare. A parte le eccezioni che confermano la regola.

di Carla Ceretelli | 25 Marzo 2023
Il servizio di Striscia la Notizia sulle borseggiatrici della Metropolitana Milanese

Abbiamo visto di tutto,  In settimana. Sulle  prese di posizioni, come sempre opposte, sui grandi temi/problemi creati dalla  guerra   in atto  e dall’affaire migranti di difficilissima soluzione. Purtroppo,

Fra i temi meno pesanti, ma non meno importanti per la vita  ordinaria dei cittadini,  ha preso la scena  la  visione nei talk di ladri conclamati impunemente,  arroganti all’ennesima potenza rmentre rivendicano il diritto di rubare, dato che, a quanto sembra, sono nati per questo, e si rifiutano, per motivi culturali che soltanto loro conoscono, di lavorare. A parte le eccezioni che confermano la regola.

Bambine o poco più che sfornano pargoli uno via l’altro come conigli, sapendo di essere libere dalla pena. Evocanti la meravigliosa Sophia in “Ieri oggi e domani”.  E se il governo cerca una soluzione, guai! La sinistra schierata difende le mamme e i bambini. Cosa buona e giusta, certamente, ma una soluzione va trovata, quella che non ha trovato chi ha governato fino a ieri. Magari creando strutture idonee.

Ma nel bel paese sono considerati, o qualcuno li vorrebbe considerare,  delinquenti coloro che in metro non borseggiano, non derubano il prossimo, non lo aggrediscono, ma, udite udite, filmano e denunciano i ladri.

Secondo  Monica Romano,  consigliere comunale  PD, dire che i rom rubano creerebbe odio razziale  e discriminazione.

Si assiste inoltre a provvedimenti disciplinari  nei confronti di un dipendente che  consiglia  i passeggeri  della metro, dai microfoni,  di stare attenti agli   zingari borseggiatori . Che per altro, come già detto, rivendicano,ma senza colpo ferire, questa loro attività. Assolutamente  lecita a loro parere, come si evince dall’insolenza e la sfrontatezza con cui la difendono.  Questo fanno e questo continueranno a fare.  Certo sarebbe stato più opportuno  chiamarli “esponenti della cultura rom stanno tenendo corsi di redistribuzione dei redditi”. “Non è solo un delirio ideologico questo strapotere del “correttivo” (variante moralista e punitiva del collettivo); ma diventa sanzione, discriminazione, persecuzione”per citare Veneziani.

Dunque attenzione alle parole! Eppure perfino la Crusca  boccia  alcuni neologismi insieme ai segni grafici usati in modo scorretto. No alla schwa, agli asterischi all’articolo davanti a nomi femminili, la Meloni, la Schlein, no alle “reduplicazioni retoriche”, come “le figlie e i figli, le cittadine e i cittadini”.  A chi  opera nella burocrazia delle istituzioni pubbliche, in particolare, è richiesto di scrivere in modo chiaro e sintetico”.

 No, dunque, alla radicalizzazione legata a mode, come sostiene Claudio Marazzini, Presidente dell’Accademia della Crusca, che detta la linea anche alla Cassazione.

 In un paese dove si rischia la  carriera, se non la galera,  solo per avere usato un termine incorrect, per alcuni sconveniente. Come un dipendente pubblico licenziato non per incapacità, assenteismo o comportamenti inadeguati al ruolo ma per avere chiamato lesbica una collega. Quando le stesse lesbiche rivendicano la loro posizione di cui vanno fiere. Giustamente, finché non pretendono che altre seguano la loro scelta, o comunque la loro situazione di genere per definirsi “normali”.

Saltando appieppari l’analisi delle suddette vicende, si arriva a un episodio incredibile  da  oltre oceano.  Il  25 marzo si festeggia il capodanno fiorentino, con il top della cancel culture.Vs l’ideologia woke.

Durante una lezione sull’arte del Rinascimento, agli alunni di una classe della Classical School di Tallahassee, in Florida, sono state mostrate immagini di alcuni capolavori di Michelangelo, fra cui il David e l’affresco della Creazione di Adamo della volta della Cappella Sistina. Alla preside sono state immediatamente offerte  due opzioni: le dimissioni immediate dalla carica o il licenziamento in tronco, senza  motivo espresso.  Lei  ha immaginato quello che poi è stato  confermato. Tutta colpa del nudo maschile. Il magnifico David che il mondo ambisce vedere in presenza..

Il presidente della Tallahassee Classical School, dove la storia dell’arte è parte obbligatoria del programma didattico, ha ammesso che ben tre genitori hanno protestato per non essere stati avvisati in anticipo dei contenuti “controversi” della lezione. La madre di un allievo ha addirittura  accusato la scuola  di diffondere  materiale  pornografico,  “sconvolta”  dal fatto che suo figlio “abbia dovuto vedere quelle immagini”.

Non c’è da commentare se non pensare che  se a qualcuno il David o altri nudi d’arte evocano pornografia significa che è ossessionato dalla  la pornografia medesima.

Ma il regolamento della scuola  prevede  che gli insegnanti avvisino con due settimane di anticipo eventuali contenuti didattici “controversi”. “I diritti dei genitori sono di primaria importanza e questo per tutelare gli interessi di tutte le famiglie”.

La preside si dice amareggiata. Presumo, e auspico,  per la crassa ignoranza  dei suoi concittadini, dentro e fuori dal  plesso scolastico.

Ciliegina sulla torta, la richiesta di alcuni alunni di una scuola, di un loco appartato per il ritiro spirituale durante il ramadan. Accordata , naturalmente, per non offendere. Non si sa chi,

dato che la scuola è,  o dovrebbe essere, laica.  E qualcuno, extra ma soprattutto intra moenia,  intima anche di togliere simboli religiosi/tradizionali, dalle aule.

La religione  è , o dovrebbe,  essere considerata un sentimento privato di sensibilità diverse.  Ma ce la vediamo fra noi.

In ogni caso, che nessuno venga qui e pretenda di dettarci regole di comportamento.

Quanto alla Cancel culture “è più facile cancellare che costruire o conservare, è più facile ignorare che ricordare; basta un colpo di spugna, un reset, un tasto che cancella e vince l’ignoranza unita all’amnesia. Per costruire e per salvaguardare, invece, ci vuole pazienza, coraggio, capacità e creatività di inventare – pezzo su pezzo una cultura – qualcosa che necessita di cura e di manutenzione. No, è molto più facile liberarsene, disfarsi, cancellare. Per questo confesso il disagio di vivere in un mondo del genere, senza verità”. Per citare nuovamente Veneziani.

Abbiamo visto di tutto,  In settimana. Sulle  prese di posizioni, come sempre opposte, sui grandi temi/problemi creati dalla  guerra   in atto  e dall’affaire migranti di difficilissima soluzione. Purtroppo,

Fra i temi meno pesanti, ma non meno importanti per la vita  ordinria dei cittadini,   ha preso la scena  la  visione nei talk di ladri conclamati impunemente,  arroganti all’ennesima potenza rmentre rivendicano il diritto di rubare, dato che, a quanto sembra ,sono nati per questo, e si rifiutano, per motivi culturali che soltanto loro conoscono, di lavorare. A parte le eccezioni che confermano la regola.

Bambine o poco più che sfornano pargoli uno via l’altro come conigli, sapendo di essere libere dalla pena. Evocanti la meravigliosa Sophia in “Ieri oggi e domani”.  E se il governo cerca una soluzione, guai! La sinistra schierata difende le mamme e i bambini. Cosa buona e giusta, certamente, ma una soluzione va trovata, quella che non ha trovato chi ha governato fino a ieri. Magari creando strutture idonee.

Ma nel bel paese sono considerati, o qualcuno li vorrebbe considerare,  delinquenti coloro che in metro non borseggiano, non derubano il prossimo, non lo aggrediscono, ma, udite udite, filmano e denunciano i ladri.

Secondo  Monica Romano,  consigliere comunale  PD, dire che i rom rubano creerebbe odio razziale  e discriminazione.

Si assiste inoltre a provvedimenti disciplinari  nei confronti di un dipendente che  consiglia  i passeggeri  della metro, dai microfoni,  di stare attenti agli   zingari borseggiatori . Che per altro, come già detto, rivendicano,ma senza colpo ferire, questa loro attività. Assolutamente  lecita a loro parere, come si evince dall’insolenza e la sfrontatezza con cui la difendono.  Questo fanno e questo continueranno a fare.  Certo sarebbe stato più opportuno  chiamarli “esponenti della cultura rom stanno tenendo corsi di redistribuzione dei redditi”. “Non è solo un delirio ideologico questo strapotere del “correttivo” (variante moralista e punitiva del collettivo); ma diventa sanzione, discriminazione, persecuzione”per citare Veneziani.

Dunque attenzione alle parole! Eppure perfino la Crusca  boccia  alcuni neologismi insieme ai segni grafici usati in modo scorretto. No alla schwa, agli asterischi all’articolo davanti a nomi femminili, la Meloni, la Schlein, no alle “reduplicazioni retoriche”, come “le figlie e i figli, le cittadine e i cittadini”.  A chi  opera nella burocrazia delle istituzioni pubbliche, in particolare, è richiesto di scrivere in modo chiaro e sintetico”.

 No, dunque, alla radicalizzazione legata a mode, come sostiene Claudio Marazzini, Presidente dell’Accademia della Crusca, che detta la linea anche alla Cassazione.

 In un paese dove si rischia la  carriera, se non la galera,  solo per avere usato un termine incorrect, per alcuni sconveniente. Come un dipendente pubblico licenziato non per incapacità, assenteismo o comportamenti inadeguati al ruolo ma per avere chiamato lesbica una collega. Quando le stesse lesbiche rivendicano la loro posizione di cui vanno fiere. Giustamente, finché non pretendono che altre seguano la loro scelta, o comunque la loro situazione di genere per definirsi “normali”.

Saltando appieppari l’analisi delle suddette vicende, si arriva a un episodio incredibile  da  oltre oceano.  Il  25 marzo si festeggia il capodanno fiorentino, con il top della cancel culture.Vs l’ideologia woke.

Durante una lezione sull’arte del Rinascimento, agli alunni di una classe della Classical School di Tallahassee, in Florida, sono state mostrate immagini di alcuni capolavori di Michelangelo, fra cui il David e l’affresco della Creazione di Adamo della volta della Cappella Sistina. Alla preside sono state immediatamente offerte  due opzioni: le dimissioni immediate dalla carica o il licenziamento in tronco, senza  motivo espresso.  Lei  ha immaginato quello che poi è stato  confermato. Tutta colpa del nudo maschile. Il magnifico David che il mondo ambisce vedere in presenza..

Il presidente della Tallahassee Classical School, dove la storia dell’arte è parte obbligatoria del programma didattico, ha ammesso che ben tre genitori hanno protestato per non essere stati avvisati in anticipo dei contenuti “controversi” della lezione. La madre di un allievo ha addirittura  accusato la scuola  di diffondere  materiale  pornografico,  “sconvolta”  dal fatto che suo figlio “abbia dovuto vedere quelle immagini”.

Non c’è da commentare se non pensare che  se a qualcuno il David o altri nudi d’arte evocano pornografia significa che è ossessionato dalla  la pornografia medesima.

Ma il regolamento della scuola  prevede  che gli insegnanti avvisino con due settimane di anticipo eventuali contenuti didattici “controversi”. “I diritti dei genitori sono di primaria importanza e questo per tutelare gli interessi di tutte le famiglie”.

La preside si dice amareggiata. Presumo, e auspico,  per la crassa ignoranza  dei suoi concittadini, dentro e fuori dal  plesso scolastico.

Ciliegina sulla torta, la richiesta di alcuni alunni di una scuola, di un loco appartato per il ritiro spirituale durante il ramadan. Accordata , naturalmente, per non offendere. Non si sa chi,

dato che la scuola è,  o dovrebbe essere, laica.  E qualcuno, extra ma soprattutto intra moenia,  intima anche di togliere simboli religiosi/tradizionali, dalle aule.

La religione  è , o dovrebbe,  essere considerata un sentimento privato di sensibilità diverse.  Ma ce la vediamo fra noi.

In ogni caso, che nessuno venga qui e pretenda di dettarci regole di comportamento.

Quanto alla Cancel culture “è più facile cancellare che costruire o conservare, è più facile ignorare che ricordare; basta un colpo di spugna, un reset, un tasto che cancella e vince l’ignoranza unita all’amnesia. Per costruire e per salvaguardare, invece, ci vuole pazienza, coraggio, capacità e creatività di inventare – pezzo su pezzo una cultura – qualcosa che necessita di cura e di manutenzione. No, è molto più facile liberarsene, disfarsi, cancellare. Per questo confesso il disagio di vivere in un mondo del genere, senza verità”. Per citare nuovamente Veneziani.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: dimissioni, figlio, genitori, governo, importanza, meloni, mondo, notizia, pd, provvedimenti, religione, scuola, soluzione, spugna

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giampaolo

    25 Marzo 2023 alle 23:11

    Ogni scusa è buona per mantenere questo paese in balia dei furbi!

    Rispondi

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