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Stati Uniti d’Europa – migranti. Dal vuoto di potere alla rissa e alle condanne a morte senza processo e -soprattutto- da parte di chi dice essere contrario alla pena capitale

di Vincenzo Donvito | 1 Luglio 2018

L’incontro sui migranti di Bruxelles del Consiglio europeo è stata l’ennesima dimostrazione del vuoto di potere istituzionale della Unione Europea. Hanno deciso cambiando alcune virgole non sostanziali rispetto alle regole già in vigore. E non avrebbero potuto fare altrimenti. Visto che il Consiglio europeo è, per definizione, il contrario di quello che dovrebbe essere un organismo sovranazionale o federale per decidere ciò che è meglio o peggio per l’Europa nel suo complesso: lì decidono i singoli Stati nel pieno dei loro poteri nazionali (1).
Cosa succede il giorno dopo? Quello che accade in tutti i sistemi in cui agli aspetti decisionali si privilegiano quelli rappresentativi: tutti hanno vinto (2). Per cui, il francese Macron precisa che i “centri controllati” si devono fare in Italia, l’italiano Di Maio fa eco al suo premier Conte dicendo che vanno fatti in Africa (dove i Paesi africani coinvolti non ne vogliono neanche sentir parlare… se li avessero sentiti prima… ma c’e’ qualcuno che si sente padrone in nord Africa e non solo…). E intanto sempre Di Maio se la prende con le ONG (emulando il suo ministro dell’Interno) (3) che favorirebbero l’arrivo di clandestini. Poi ci sono i cosiddetti Paesi di Visegrad (Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca), che festeggiano perché dicono che hanno portato l’Italia dalla loro parte.
Insomma: confusione.
Che, ripetiamo: non poteva essere altrimenti (1).
I “cattivi” delle ONG, dopo che ieri sono annegate 100 persone che, senza i blocchi in corso avrebbero potuto essere salvate da parte delle stesse ONG riescono ancora a salvare qualcuno che altrimenti sarebbe annegato (59 persone, oggi, grazie agli spagnoli – 4).
Quindi abbiamo la politica che continua a parlare a seguito delle non-decisione del Consiglio europeo, mentre i migranti continuano a partire, ad annegare e qualcuno ad essere salvato dai “cattivi”.
Torna tutto?
Dipende dai punti di vista e dai motivi per cui si fa politica. Ufficialmente tutti hanno un punto di vista umanitario, nessuno vuole uccidere nessun altro. Di fatto, non accade così. Tant’è che le ragioni (oggi dominanti) della politica si sostanziano coi cadaveri. Più di qualcuno ci dirà: sono vittime temporanee in attesa che la situazione si stabilizzi. Secondo noi, che mettiamo l’essere umano e l’ambiente al centro di tutto, si tratta invece di vere e proprie condanne a morte. E il fatto che siano comminate da Paesi in cui ci sono mobilitazioni continue contro le varie pene capitali inflitte in alcuni Paesi del Pianeta (vale per l’Italia come per la UE), ci addolora, ci preoccupa e ci fa denunciare la pericolosità ormai conclamata di chi sostiene di governarci.
Queste politiche dei nostri governanti ci portano alla morte.
Certo, qualcuno sosterrà il detto latino “mors tua vita mea”, cioé “disgraziato muori annegato, che questo mi consente di vivere”…. Ma quand’anche qualcuno fosse convinto da questo detto spietato e disumano (5), non è proprio così. Gli annegamenti nel Mediterraneo portano altri morti ovunque, se non oggi, domani e dopodomani: altri disgraziati continueranno ad arrivare; le nostre economie non possono fare a meno di quelle disastrate del terzo e quarto mondo, inclusi i loro abitanti che fuggono verso di noi. Cioè, non si può governare alla giornata, senza guardare oltre il proprio naso, ma lo si deve e lo si può fare pensando ai nostri figli e nipoti.
Per farlo occorre darsi i giusti strumenti di amministrazione e di potere. E se uno strumento è il Consiglio europeo, dove tutti vincono e tutti perdono e -soprattutto- tutti continuano a farsi male come prima, non si va da nessuna parte.

1 – Qui abbiamo scritto in merito alle specifiche decisioni e sul meccanismo tutt’altro che federale di questo organismo:
https://www.aduc.it/articolo/stati+uniti+europa+migranti+risultato+vuoto+potere_28148.php
2 – Entrambi sistemi democratici, per carità, ma quello rappresentativo sembra che abbia qualche problemino. Per capirci: dopo un’elezione col sistema proporzionale puro (che privilegia, per l’appunto la rappresentatività), tutti i partecipanti che non hanno raccolto percentuali di voti inferiori alle precedenti, dichiarano di avere vinto. Ma da qui a governare il Paese, ce ne passa. E si arriva, per esempio, a situazioni come quella attuale in Italia, dove governano due partiti che si erano dati battaglia durante la campagna elettorale.
3 – Migranti, Di Maio: No a centri in Italia ma in Paesi provenienza Milano, 30 giu. (LaPresse) – “Io personalmente penso che dovremmo fare i centri nei Paesi di provenienza”.Così il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, a margine del Festival del Lavoro a Milano commentando i risultati del vertice Ue sui migranti a Bruxelles. “ragioniamo sempre su quello, perché il miglior modo per aiutare queste persone è fare in modo che non debbano più fare questi viaggi della speranza, che a volte si trasformano in tragedie in mare”, ha aggiunto Di Maio prendendo posizione anche sulle ong. Si tratta di “viaggi della speranza che le ong purtroppo in questi anni hanno o assecondato oppure gestito senza coordinarsi con la guardia costiera libica, come è successo per la Lifeline”. Secondo il ministro ” i centri che ci devono interessare” devono essere centri di protezione nei Paesi africani in modo tale che questa gente non prenda una nave, una barca, un gommone per attraversare il Mediterraneo”
L’obiettivo è questo, “ma deve essere chiara una cosa: noi diamo 30 miliardi di euro all’anno all’Unione europea; se questi signori dopo aver firmato un documento, dopo qualche ora smentiscono quel documento, vuol dire che forse dobbiamo rivedere quei 20 miliardi, visto e considerato che non appena si ottiene un mezzo risultato questi atti Paesi subito fanno un passo indietro; forse così saremmo ancora più convincenti, visto e considerato che il tema del veto e del porre il veto vedo che preoccupa. Per un’Italia che in questi anni, a quei tavoli, non ha mai parlato neanche di veto”. POL Milano, 30 giu. (LaPresse) – “Io personalmente penso che dovremmo fare i centri nei Paesi di provenienza”.Così il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, a margine del Festival del Lavoro a Milano commentando i risultati del vertice Ue sui migranti a Bruxelles. “ragioniamo sempre su quello, perché il miglior modo per aiutare queste persone è fare in modo che non debbano più fare questi viaggi della speranza, che a volte si trasformano in tragedie in mare”, ha aggiunto Di Maio prendendo posizione anche sulle ong. Si tratta di “viaggi della speranza che le ong purtroppo in questi anni hanno o assecondato oppure gestito senza coordinarsi con la guardia costiera libica, come è successo per la Lifeline”. Secondo il ministro ” i centri che ci devono interessare” devono essere centri di protezione nei Paesi africani in modo tale che questa gente non prenda una nave, una barca, un gommone per attraversare il Mediterraneo” L’obiettivo è questo, “ma deve essere chiara una cosa: noi diamo 30 miliardi di euro all’anno all’Unione europea; se questi signori dopo aver firmato un documento, dopo qualche ora smentiscono quel documento, vuol dire che forse dobbiamo rivedere quei 20 miliardi, visto e considerato che non appena si ottiene un mezzo risultato questi atti Paesi subito fanno un passo indietro; forse così saremmo ancora più convincenti, visto e considerato che il tema del
veto e del porre il veto vedo che preoccupa. Per un’Italia che in questi anni, a quei tavoli, non ha mai parlato neanche di veto”.
4 – (ANSA) – ROMA, 30 GIU – “Salvati e al sicuro 59 persone alla deriva e in pericolo di vita. Ora tutti a bordo di Open Arms diretti verso un porto sicuro”. La Ong catalana conferma con un tweet il soccorso ad un gommone di migranti davanti alla Libia, pubblicando anche le foto del salvataggio. “Nonostante gli ostacoli, continuiamo a proteggere il diritto alla vita degli invisibili”, conclude il tweet.
5 – e con questo diamo diritto di cittadinanza anche ai razzisti…. Che vorremmo convincere che, proprio per il loro interesse umano, sbagliano ad esser tali.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Primo pianoTag: aduc, amministrazione, anni, battaglia, bruxelles, campagna elettorale, capitali, euro, europa, italia, lavoro, libia, mare, merito, milano, mondo, pena capitale, persone, processo, punti di vista, punto di vista, repubblica, roma, sistema proporzionale, speranza

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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