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Spread e bufale

di Primo Mastrantoni | 30 Luglio 2018

“Lo spread è una cosa che se la gente lo sapesse forse, io penso che probabilmente. Scoppierebbe la violenza nelle strade.”
E’ una dichiarazione, in video, dell’avv. Nando Ioppolo, deceduto 5 anni fa, che criticava il sistema bancario accusandolo di speculazione. Il video è oggi rilanciato sui cosiddetti social.

In sintesi, diceva l’avv. Ioppolo, la BCE presterebbe soldi alle banche allo 0,75% di interesse e quest’ultime comprerebbero titoli di stato al 5%, guadagnandoci, anzi speculando. Questa differenza la chiama “spread”.

Questa definizione di “spread” è sbagliata. Lo “spread” è la differenza tra il rendimento di un titolo di stato e un altro, preso come riferimento, per esempio, tra il Btp italiano e il Bund tedesco, ed è variabile nel tempo, quindi non c’è nessun tasso fisso che consenta alle banche di specularci.

Tra l’altro, la BCE concede soldi alle banche italiane a certe condizioni, che sono quelle di indirizzarle verso prestiti alle imprese e alle famiglie e non per fare acquistare titoli di stato speculandoci sopra.

Nel corso dell’intervista, Ioppolo trasformava lo “spread” nel valore di alcuni strumenti assicurativi, detti CDS (credit default swap), che le banche sarebbero costrette ad acquistare, per garantirsi da eventuali crolli dei titoli pubblici, e che non acquistandoli ci speculerebbero. Il problema è che le banche non sono obbligate ad acquistare questi strumenti assicurativi, cioè i CDS. La domanda, che ci sorge spontanea, è come facciano le banche ad arricchirsi con i CDS non comprandoli.

Insomma, di bufale ne circolano. L’importante è che il popolo ci creda.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, anni, banche, bce, btp, sistema bancario, soldi

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Segretario ADUC

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