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Spoils System, la destra fa man bassa di posti

Il bottino del Governo Meloni su burocrati e partecipate. Ai funzionari delle grandi aziende sarà richiesta fedeltà e appartenenza a Fratelli e cognati d’Italia

di Alessandro Silvestri | 8 Gennaio 2023
Il Governo Meloni nella foto ufficiale dopo il giuramento al Quirinale il 22 ottobre 2022.

Altro che agenda Draghi. Sem­bra che Giorgia Meloni abbia subito, In passato Influenze renziane di non poco conto. “Chi vince prende tutto” era il mantra del rottamatore, chi non lo ricorda? E d’altra parte già al “pronti via” la Pre­sidente aveva fatto intendere quale fosse la sua pasta, già presidenzialista nei fatti, facendo eleggere tra i suoi, i presidenti di Camera e Senato. La for­ma arriverà.

E ora tocca a lei, alla rotta matrice di destra che però si gioverà ampiamente del sistema del tutto simile allo “Spoils System” architettato sulle ceneri anco­ra calde della I Repubblica dal Grand Commis de l’État di sinistra, Franco Bassanini, che cancellata l’autonomia del consigli comunali e destrutturato Il sistema degli Enti locali, mise nero su bianco nel 2001 Il meccanismo con Il quale Il nuovo Governo ha una finestra di tempo di 90 giorni dal momento del­la fiducia, per rinnovare le nomine di­rigenziali del cosiddetto sottogoverno. Se il governo è la scatola guida e la centralina del sistema pubblico ita­liano, il resto dell’apparato è il moto­re che ha Il compito di scaricare a terra tutti I cavalli disponibili. E già Guido Crosetto era stato letteralmente “tran­chant” In merito, evocando Il famoso machete che avrebbe tagliato le teste di tutti coloro che non consentiranno ali ‘esecutivo del fare, di andare spediti nella direzione impressa dalla sua direzione politica.

Definito in passato come una sorta di “force tranquille” alla Mitterrand, divenuto poco tranquillo in verità una vol­ta salito al potere, il neo ministro della Difesa, che si è distinto nei giorni scorsi per aver schiaffeggiato anche la BCE sui tassi, facendo già sudare freddo Gior­getti e quei (pochi) nell’esecutivo che s’intendono di economia.

Direttori generali dei ministeri, commissari, agenzie, Bankitalia; e giù nel cor­paccione vivo delle figure apicali dello Stato: INPS, INAIL, ISTAT, Dogane e Mo­nopoli, Agenzia delle Entrate, Demanio, CNR, Cassa Depositi e Prestiti, e poi le grandi aziende partecipate dallo Stato come ENEL, ENI, Poste, Leonardo, Terna e via di seguito. Una pletora di funzio­nari al quali sarà richiesto l’intelligenza dell’aquila, la rapidità del cobra, la fedeltà dei colombi. Ma soprattutto l’appartenenza a Fratelli (e cognati) d’Italia! Uno Spoils System che definire selvaggio è riduttivo.

“C’è una classe dirigente nei ministeri e in ogni settore della macchina burocra­tica che va cambiata In profondità. Non si può pensare di fare politiche nuove e diverse, se nei posti chiave tieni funzio­nari che hanno mentalità vecchie o ser­vono Ideologie di cui noi rappresentiamo l’alternativa” fa sapere tramite “Il Mes­saggero” il cofondatore del partito della Meloni, Guido Crosetto.

Peccato che la maggior parte dei funzio­nari abbiano giurato fedeltà alla Repub­blica, e non già a questo o quel partito. Come la mettiamo con questa non certo poco rilevante discrasia?

Senza contare che organi come la Ragioneria dello Stato hanno il dovere di terzietà e imparzialità rispetto all’esecutivo in carica.

Un sistema di pesi e contrappesi sviluppatosi nei decenni dell’Italia liberale e proseguiti con la nascita della Repubblica, battezzati dalla Costituzione e sanciti dalla pratica democratica che fin qui ha caratterizzato il cammino dell’I­talia sui sentieri della libertà, della pace e della solidarietà tra I popoli d’Europa e del mondo. Vediamo di continuare su questa strada, al di là di chi sia chiamato temporaneamente al posto di guida.

Alessandro Silvestri

Pubblicato su L’Avanti! Della Domenica del 7 gennaio 2023. Per gentile concessione dell’autore.

Pubblicato in : EditorialeTag: avanti!, bce, classe dirigente, costituzione, direttori generali, draghi, europa, governo, inail, inps, istat, italia, l'avanti!, meloni, merito, ministro della difesa, mondo, nero su bianco, nuovo governo, repubblica

Info Alessandro Silvestri

Nei primi anni ’90 si forma alla scuola politica del Circolo Rosselli di Firenze, dopo aver mosso i primi passi nel PSI della Basilicata. E’ allievo e collaboratore di Valdo Spini durante gli incarichi parlamentari e di governo. Dirigente del partito Laburista, partecipa alla nascita dei DS ed è tra i firmatari della mozione che introduce nel simbolo la definizione “Partito del Socialismo Europeo”.
Inviato locale de “Il Tirreno” è stato pubblicato su varie testate quotidiane e periodiche. Consigliere comunale e capogruppo di maggioranza di centro-sinistra a Castelfranco di Sotto dal 2001 al 2005. Nel 2005 partecipa al progetto della “Rosa nel Pugno” con l’ex presidente della Lega delle Cooperative Lanfranco Turci, col quale nel 2007 partecipa alla “Costituente Socialista” della quale è stato il principale ispiratore. In seguito al tentativo di ricostruire una forza organizzata dei socialisti in Italia, sostiene Anna Falcone come candidata segretaria e dal 2010 al 2016 collabora con Bobo Craxi.
Si è occupato professionalmente per 30 anni di ristorazione, in Italia e all’estero, dove ha lavorato anche per lo sport automobilistico e ha partecipato alla preparazione di due campagne di America’s Cup con Prada e con Mascalzone Latino.
Dal novembre 2022 è entrato a far parte della redazione del “Avanti! Della Domenica”.

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