
Tutto il pensiero di Cacciari, escluso i riferimenti a Heidegger e meno male, è ben espresso nel suo video del corriere di ieri Spinoza e Marx. Il professore ha perfettamente ragione nel voler esplicitare il legame profondo fra Spinoza e Marx per quanto la mediazione dell’idealismo tedesco, Hegel e Schelling, fa tutta la differenza del mondo. Hegel è principalmente un fedele interprete di Spinoza, Schelling lo vorrebbe superare ripristinando la fede religiosa, se non addirittura la mitologia.
Cacciari è però un po’ reticente sul significato di quello che definisce l’immanentismo spinoziano, Dio sive Natura. Questo immanentismo per cui dio è immediatamente la natura, Schelling lo considerava l’essere necessario, ovvero privo della libertà. L’immanentismo di Marx a tutti gli effetti, esattamente come quello di Spinoza, è affatto privo di libertà. A distanza di due secoli uno dall’altro, né a Spinoza, né a Marx della libertà, importa un fico secco.
Per il resto Cacciari ha ragione nel ritenere Marx un gigante epocale del pensiero contemporaneo, ci mancherebbe. Ma non perché rivela le contraddizioni del capitalismo, per quelle bastavano Smith, Malthus e Ricardo. Perché il capitalismo Marx voleva abbatterlo e per questo fallimento clamoroso, persino i comunisti cinesi sono diventati capitalisti, Marx è ancora più grande.
Riccardo Bruno
Direttore politico de “La Voce Repubblicana”

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