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Spiazzati, barricati, mai smacchiati

di Chiara Boriosi | 16 Marzo 2014

I retroscena e le reazioni all’annuncio dei primi provvedimenti del governo Renzi, aiutano a capire la reale composizione delle forze in campo e, soprattutto il vero terreno di scontro.

lasvoltabuonaLa natura e la qualità di un progetto si misurano non solo sulla analisi oggettiva delle sua portata ma anche dalle reazioni che questo genera in chi è chiamato a valutarlo e, in prospettiva, ad applicarlo. Dunque, risultano preziosi ed illuminanti i retroscena e le prese di posizione seguite all’annuncio dei primi provvedimenti del governo Renzi, per capire la reale composizione delle forze in campo, ma soprattutto quale sia il vero terreno di scontro su cui si gioca questa partita – che non è quello del nostro bisogno assoluto di riforme incisive, ma il solito paralizzante concorso di interessi corporativi e rendite di posizione da difendere ad ogni costo, sulla pelle del “paese reale” che, come sempre, è solo un’espressione di comodo dietro cui celarsi, ma mai il vero destinatario di preoccupazioni esclusivamente autoreferenziali.

Nei giorni seguenti a quello che è stato subito ribattezzato il super mercoledì di Renzi, abbiamo dunque assistito ai seguenti significativi posizionamenti:

Pd parte prima: il gustoso – e non smentito – retroscena riportato da Repubblica sullo scambio persino surreale avvenuto in Transatlantico tra Epifani e Zoggia, Bersani e Fassina, contiene il miglior commento politico alla manovra annunciata da Renzi. Epifani  dice “avremmo dovuto fare queste cose vent’anni fa” e, rivolgendosi a Zoggia, ammette che le mitiche coperture c’erano anche prima, ma che il governo Letta aveva fatto la solita scelta della distribuzione in mille rivoli del denaro, per dare un contentino a tutti, invece di concentrarsi su una azione determinata e finalizzata ad un risultato concreto. Mentre Bersani incalza rabbioso Fassina, chiedendogli perchè non sia stato il governo Letta a muoversi in questa direzione, sottinteso: avreste impedito a Renzi di salire a Palazzo Chigi. Ma anche: avete scelto di non fare. È tutta qui, la foto netta ed impietosa di quella dirigenza fallimentare che ha consegnato se stessa, e quel che è più grave tutti noi, alla eterna cantilena del rinvio, del faremo, penseremo, consulteremo, convocheremo, nello sfinito gioco del vorrei ma non posso, in equilibrio instabile ed infruttuoso sulle onde delle parti sociali, senza ottenere altro che un costante ed inarrestabile declino al peggio. Ma soprattutto consegnando agli occhi degli italiani l’immagine deleteria e controproducente di una politica incapace di assumersi le proprie responsabilità, prima fra tutte quella di prendere decisioni per affrontare i problemi irrisolti e le sfide a venire.

Camusso prima e dopo: strepitosa interprete – in negativo – di tutte le peggiori anomalie del sindacalismo italiano, la leader della CGIL ha assunto in meno di due giorni ben tre parti in commedia, alla continua ricerca di un riposizionamento in grado di legittimare ancora una rendita sempre più difficile da difendere. Quindi, prima annuncia una manifestazione che costituirebbe un unicum mondiale – un sindacato che protesta contro un governo che taglia il cuneo fiscale e sceglie di rimettere denaro in busta paga a quel ceto medio-basso che è stato il più oppresso fiscalmente negli ultimi anni – poi fa retromarcia e plaude alla manovra, infine la divide in due pezzi e decide che sì, va bene, tagliamo il cuneo, ma la semplificazione sui contratti a tempo determinato non va bene, e dunque si riannuncia una bella manifestazione di piazza. E certo, un sindacato che su cinque milioni di iscritti ne vanta oltre tre di pensionati, è quello più credibile in tema di difesa dei lavoratori – ma questo alla Camusso non interessa, l’importante è distinguersi e riuscire a piazzare una barricata meramente ideologica, in attesa che arrivi il disegno di legge completo sulla riforma del lavoro che potrebbe costringerla a fare i conti con la realtà e a dover uscire per sempre da posizioni superate dal tempo, dalla storia, dagli eventi e dalle inarrestabili trasformazioni globali dei processi economici e produttivi.

Berlusconi: il silenzio assoluto che ha scelto di tenere – mandando avanti l’inessenziale Toti – sulla manovra di Renzi è più significativo di mille commenti, e soprattutto la dice lunga sulla ridicola barzelletta di un Berlusconi “resuscitato” dalla trattativa sulla legge elettorale. In realtà, è evidente che assistere alla operazione di un Premier che in venti giorni decide di fare quello che lui ha promesso invano per vent’anni, è la peggior condanna che potesse toccargli, altro che affidamento ai servizi sociali. Ed è altrettanto evidente che essere battuto e superato – finalmente – da un punto di vista politico segna il vero inizio della sua fine. Da qui la velleitaria e vittimistica battaglia di ripiego per la sua candidatura alle europee, ultima demagogica carta che gli resta da giocare – e sulla quale, incredibile ma vero, trova di nuovo la colpevole e tossica sponda di quella sinistra di retroguardia che ancora si aggrappa a lui per sopravvivere.

Pd parte seconda: eccoli qua, tutti riuniti dalla paura di essere cancellati dall’azione di governo di Renzi, e dunque pronti a regalare di nuovo fiato, spazio, visibilità ma soprattutto dignità di grande nemico a Berlusconi. Basterebbe – se quello fosse il vero punto in discussione, ma chiaramente non lo è – dire che un condannato in via definitiva non può candidarsi a nulla, e poi lasciarlo a dibattersi nelle sue eterne diatribe interne in un partito che, senza di lui, non è capace neanche di fare delle nomine interne senza spaccarsi in mille pezzi. Invece no, tutta la vecchia guardia del Pd è di nuovo pronta a salire in testa al giaguaro, a ripartire con la solfa dell’antiberlusconismo, a innalzare ancora il patetico vessillo del cavaliere nero riportandolo prepotentemente alla ribalta. Eccoli qua, quelli che resuscitano davvero Berlusconi, messo in un angolo da Renzi e subito ripescato dai Bersani, dalle Finocchiaro, dai Fassina, dalle Bindi – gente vissuta e prosperata grazie ad un’unica ragione sociale, incapace di tutto tranne che di cantare “smacchiamo il giaguaro”, che è notoriamente l’azione più incisiva che si possa politicamente condurre mentre un paese sprofonda nella crisi, ma che a tutt’oggi costituisce l’unica operazione di cui questi burosauri siano stati capaci.

Spiazzati, barricati, mai smacchiati – e mica dal giaguaro, ma dalla loro stessa incapacità di sostenere e dare dignità e spessore al ruolo per cui hanno chiesto per decenni la fiducia, pagata a carissimo prezzo, degli italiani.

Questo è il catalogo, madamina – e allora corri, Renzi, corri e lasciali indietro per sempre. Preferiamo di gran lunga la tua sfida, chè l’inutile e costosissima battaglia di retroguardia di chi ci ha portati alla rovina ed ancora non ritiene compiuta la propria opera di distruzione.

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    22 Marzo 2014 alle 11:11

    Chiara, la coerenza era un valore quando si viveva in una società statica e le nostre idee gareggiavano con quella staticità per non farci sballottare qua e là. In quella gara emergevano l’onore, la dignità, il coraggio e appunto la coerenza. Ma negli ultimi due secoli le cose sono un po’ cambiate, il mutamento intorno a noi è costante e le idee si devono adeguare a quel mutamento mutando prospettiva e strategia, facendo della nostra coerenza un pasticcio, soprattutto quando si prolunga l’esistenza in un’epoca priva di rischio fisico vero. Del resto non hai sempre stradetto che le ideologie sono finite? E come puoi allora appellarti a idee così forti da crederle intangibili al mutamento? Il buon Matteo è un esempio, un giorno dice una cosa il giorno dopo il suo contrario. Tattica per una strategia coerente? No, semplicemente navigazione a vista. Poi evidentemente c’è l’incoerenza dozzinale e quotidiana di chi sceglie picche e vuole fiori, ma quella è un’altra cosa. Sarebbe bene stare attenti a non prendere per coerenza e idea forte un atteggiamento di indulgente fiducia in noi stessi.

    Rispondi
  2. Paolo Francia

    22 Marzo 2014 alle 01:21

    Chiara, hai ragione su tutto, anzi ora imparo anche la canzoncina su Renzi e te la canto.

    Rispondi
  3. Chiara

    21 Marzo 2014 alle 12:02

    Dunque, vediamo se ho capito bene. Nell’ordine:
    – la coerenza con le proprie idee è asinina
    – la coerenza con le proprie idee è una fede e non è laica
    – ho avuto da Paolo molte e documentate argomentazioni
    Curioso, il primo punto si applicherebbe dunque a tutti, voi compresi
    Il secondo è invece inesplicabile, visto che le mie idee poggiano anche sulla laicità, come ben dovrebbe sapere chi mi legge da tanto tempo, e prescindono da ogni appartenenza partitica. Io sostengo chi, fino a prova contraria, condivide le mie idee, non sostengo qualcuno od una parte a prescindere, quella sì, sarebbe una fede.
    Le argomentazioni: antipatia personale, illazioni di ogni genere sul carattere e sulla formazione di una persona, prive di ogni fondamento, previsioni catastrofiche mai supportare da nulla. Se prestassi attenzione a questo genere di cose, sarei da rinchiudere, per il mio bene. Invece continuo a ragionare sui fatti, che è l’unica cosa sensata da fare, il resto, tutto il resto, chiacchiere, antipatie, presunte veggenze, lo lascio a voi, vi divertite tanti che sarebbe un peccato privarvene.

    Rispondi
  4. Paolo Francia

    21 Marzo 2014 alle 00:12

    Chiara, se tu fossi coerente con i tuoi sacrosanti principi, Renzi avresti già dovuto scaricarlo da un pezzo, per i tanti motivi che ti ho elencato, e in assoluto non si capisce cosa si possa trovare in una persona cosi, de gustibus….
    Ma già cominciano a storcere la bocca su di lui in Europa, qualcosa comincia già a scricchiolare.

    Rispondi
  5. marzio siracusa

    20 Marzo 2014 alle 09:31

    Terribile Chiara, non sto a enumerarti quale sintomo tanti mediocrissimi cervelli del passato hanno visto nella coerenza asinina delle idee. Bene, continua così: ferrea e logica, tale nascesti e tale morirai, inamovibile e vincente come un sasso. E soprattutto forte, donna fortissima, com’è d’obbligo oggi,.e scommetto anche solare, molto solare.

    Rispondi
  6. Giampaolo Mercanzin

    19 Marzo 2014 alle 23:56

    Troppa grazia Chiara. Che lo stia dicendo non fga una piega. Che lo stia facendo è purtroppo tutto da dimostrare. C’è sempre il mare di mezzo. Sulla Ministra Madia hai ragione: non c’entra nulla ma mi veniva bene pensare alla funzione della “madia”. Senza offesa per nessuno naturalmente.
    Comunque complimenti per la tua fede, che non conoscevo, vista la tua solita e consolidata visione da persona laica.

    Rispondi
  7. Chiara

    19 Marzo 2014 alle 14:07

    Caro Giampaolo, conti alla mano, Renzi sta facendo, e dicendo, esattamente quello che tu hai scritto. Cosa c’entri la Madia, mi sfugge.
    Siracusa, guarda, l’unica cosa di cui ci si possa vergognare nella vita è l’incoerenza con le proprie idee, dunque il problema non mi tocca, Renzi o non Renzi.

    Rispondi
  8. marzio siracusa

    18 Marzo 2014 alle 19:26

    Tempo verrà in cui sostenitori e denigratori si vergogneranno d’aver perso tanto tempo a parlare di Renzi Matteo.

    Rispondi
  9. Giampaolo Mercanzin

    18 Marzo 2014 alle 16:40

    Usciamo fuori dalla “foresta fatata” Chiara. Guardiamoci negli occhi e chiediamoci: “Ma è proprio tutto vero quello che ci racconta questo Presidente del Consoglio”, che secondo me ha imparato benissimo a come si ricatturano gli sprovveduti italiani, mobilitando i soliti furbetti?
    Per essere credibile avrebbe dovuto dire A TUTTI: Cari ITALIANI, ho un grande desiderio di riscattare l’Italia da 20 anni di disastri. Mi sono caricato quindi di una grande responsabilità. Ho trovato qui: due ricotte, quattro fichi secchi, un piatto di lenticchie, una capra e un po di cavoli. Cercherò di di sistemare delle ricette affinche con questi ingredienti “poveri”, un po di pepe sale ed un’oncia di olio d’oliva toscano extravergine. si possa combinare il pranzo con la cena per un discreto periodo in modo da rimettere un po’ in sesto le nostre finanze, che da tempo soffrono la carestia.
    Invece il ragazzo alla Gianburrasca, probabilmente confidando sulle doti dimostrate dai nostri prestigiatori televisivi, sta tentando l’illusionismo. Coi marpioni che si ritrova, i quali gli avranno detto “vai avanti tu che a noi scappa da ridere”, avrebbe dovuto avere i piedi di piombo. Invece ti propina la Madia, confondendola forse con una capiente dispensa mentre è solo una velina di regime.
    Fortuna che c”è sempre “un’ultima spiaggia”, quindi apres lui “ne sera pas le deluge”. Il desiderio di potere convincerà altri illusionisti a tentare il successo. Tanto noi, otre a tutte le rogne, continuiamo a godere “d’o’ sole; d’o’ mare e della fantasia”. Come la donzella con la ricotta!

    Rispondi
    • Giampaolo Mercanzin

      18 Marzo 2014 alle 16:41

      Ah si, dimenticavo. Ma in questo modo non avrebbe trovato nessuno disposta a seguirlo. Non per nulla siamo italiani!

      Rispondi
  10. Chiara

    18 Marzo 2014 alle 14:08

    Non ripeto per l’ennesima volta che ho scritto su tutto e su tutti, siete solo in due a non accettare l’evidenza di questa affermazione e dunque la statistica non è rilevante. Mi limito invece a dire a Paolo che “lacrime e sangue” ce la ha imposte il suo prediletto serissimo preparatissimo Monti che si è ben guardato dal fare riforme e si è limitato alla cosa più semplice, ovvero ricorrere all’aumento dell’imposizione fiscale che ha ulteriormente impoverito un paese già stremato dalla crisi.
    Il percorso di Renzi va in direzione opposta e l’Europa l’ha capito benissimo, tutta tranne re, a quanto pare, che continui a parte frasi ad afferro senza motivarle con uno straccio di ragionamento che, effettivamente, faticheresti a mettere in piedi, visto che l’azione di governo è in chiave riformista, oltre che di taglio alle tasse. Quanto alla Grecia, ti segnalo su La Stampa di oggi – anche nell’edizione online – un articolo che titola “La Grecia sostiene Renzi” e spiega che i greci vedono nella politica di Renzi un progetto contro l’austerità imposta sin qui dall’Europa come unico rimedio ai loro problemi. Buona lettura.

    Rispondi
  11. marzio siracusa

    18 Marzo 2014 alle 11:40

    Sì, ma siccome siamo un popolo di disperati estero dipendenti, solo quando l’Europa ci dirà che Renzi è un comico, solo allora lo giudicheremo qual è.

    Rispondi
  12. Paolo Francia

    18 Marzo 2014 alle 10:53

    C’é una differenza abissale Marzio, Berlusconi aveva alle spalle un mandato fortissimo e un consenso enorme nel Paese, Renzi NO! Le sue proposte, non a detta mia ovviamente ma di fior di esperti, non potranno non essere realizzate senza lacrime e sangue, stile Grecia, e la gente che anche qui tifa Renzi dovrà farsene una ragione, al di là degli slogan e degli ovvi sorrisini con Hollande e Merkel, questa è la realtà! Cioé o Renzi mette in ginocchio davvero gli italiani per rimettere a posto i conti, oppure è un buffone. Lascio alla Ceretelli o alla Boriosi il compito di spiegare ai lettori la differenza tra realtà dei fatti e propaganda di slogan elettorali. Senza dimenticare che se Berlusconi stacca la spina, Renzi se ne va a casa lesto lesto come è arrivato, e la Merkel riserverà i suoi prossimi sorrisi al 6 o 7 presidente del Consiglio.

    Rispondi
  13. marzio siracusa

    18 Marzo 2014 alle 10:39

    Paolo ti ringrazio, ma non si tratta di una gara tra Chiara e me. Questo spazio è suo e avviamento può scrivere quello che le pare. Ma è altrettanto vero il diritto di noi lettori a ribattere e criticare, come non si può accettare l’accusa che sfrutteremmo lo spazio di Chiara per imbastire pezzi nostri. L’argomento Renzi, taciuto o sottaciuto, è talmente martellante a trecentosessanta gradi che diventa come il cacio sui maccheroni, ritorna sempre a galla, e alla fine riguarda anche temi all’apparenza estranei. Ad esempio urge uno studio tra la mimica della vis comica del nostro e le sue apparizioni internazionali. All’estero non si può credere che un paese come l’Italia sia guidato da un tipo simile, dovranno imparare a conoscerlo e quando all’estero l’avranno conosciuto lo spiegheranno a un popolo di rimbecilliti che allora cominceranno a capire. Non accadde così per Berlusconi?

    Rispondi
  14. Paolo Francia

    17 Marzo 2014 alle 23:19

    Signora Ceretelli, io non sono giornalista, né scrittore. Questa pagina di Chiara Boriosi si è trasformata, da mesi e mesi, nella pagina pro-Renzi.
    Io critico quando c’é da criticare, ma sappia che le risposte ai pezzi di Chiara, quelle di Siracusa, sono ben piu’ interessanti e pungenti dei pezzi stessi.
    Invece di scrivere un commento “benevolo”, interagisca e risponda alle nostre critiche.

    Rispondi
  15. marzio siracusa

    17 Marzo 2014 alle 17:09

    Sì, lo sappiamo bene che Firenze e l’Italia tutta vanno in fibrillazione tra domenica e lunedì in attesa di leggere la seguitissima Chiara. Ma i suoi lettori ipercritici si attengono agli argomenti affrontati dalla tua amica, che invariabilmente tratta di Renzi o dei suoi rivali, con poca fantasia rispetto al ventaglio di problemi e personaggi offerti dal paese. Quanto all’invito a scrivere qualcosa di mio, davvero mi fa sorridere.

    Rispondi
  16. carla ceretelli

    17 Marzo 2014 alle 14:24

    piccolo consiglio benevolo agli ipercritici: perchè non scrivete qualcosa di vostro anzichè approfittare della seguitissima Chiara per farvi leggere con i vostri deliziosi commenti? :)

    Rispondi
  17. marzio siracusa

    17 Marzo 2014 alle 10:46

    Si preferirebbe qualcuno senza stile ma col cervello. Tutto qui.

    Rispondi
  18. Vittorio

    17 Marzo 2014 alle 10:12

    Si cucina con quel che c’è. Ora c’è Renzi, può piacere o non piacere ma rappresenta un cambio di stile e di linguaggio, il che non è poco. O preferite Grillo?

    Rispondi
  19. marzio siracusa

    17 Marzo 2014 alle 09:59

    Solo due parole sul recuperare coperture attraverso il taglio della Forza Armata, Carabinieri e Polizia. Se c’è un settore che richiede il raddoppio degli investimenti in uomini e mezzi era proprio la Forza Armata, ormai ridotta a ridicola funzione d’assistenza sociale nelle cosiddette missioni estere, e aiuto alla protezione civile interna per terremoti e alluvioni. Non so quanti reparti e di quale qualità potrebbero essere ancora messi sul campo con funzioni di combattimento, pardon difensive, ma certamente poche, pochissime migliaia. Ciò significa affidarsi sempre alla protezione Nato e Usa, protezione che ha ridotto la nazione a avamposto di basi per interessi geopolitici che non ci riguardano se non per le briciole a noi destinate. Ora il trentottenne Renzi che si affida a questa visione di politica estera e mediterranea è un vecchio senza idee. Mentre la Germania, al di là della sceneggiata sulla Crimea, flirta con la Russia spostando sempre più ad est tutto il baricentro industriale e commerciale europeo, il buon Matteo, il nuovo d’Italia, resta fedele a De Gasperi e Pella, questo è Renzi: un pelele codino atlantista vecchio e inutile. Per non dire della sicurezza interna messa a rischio dalla riduzione delle forze dell’ordine, sicurezza vacillante in una nazione a maggioranza di popolazione anziana ghiotto antipasto per gli extracomunitari. E qua si palesa tutta la pochezza del progetto renziano, che crede di farsi assumere in Europa con due battute insulse da Leopolda. Oggi la Merkel ascolterà Renzi e gli dirà di sì, pensando ai propri interessi, e naturalmente l’informazione ci racconterà la piena concordanza di vedute tra i due. La realtà è altra. Se 80 euro al mese abbagliano come il “panem et circenses”, a quale crescita della domanda porterà la paralisi delle pensioni in un paese di anziani? E nelle corsa ad est a cui giocoforza anche Francia e Benelux saranno costretti, che parte avrà l’Italia, banchina di terra morta nel Mediterraneo per lo sbarco degli extracomunitari?

    Rispondi
  20. Paolo Francia

    16 Marzo 2014 alle 22:05

    Caro Marzio, purtroppo lo sai e lo sappiamo quale sia il livello degli elettori, ieri Berlusconi, oggi Renzi, la gente ci casca come tonni nelle reti, ma certo la sua strada è tutt’altro che in discesa, l’insesperienza unita alla presunzione non ha mai prodotto niente di buono.
    Chi tifa Renzi alla luce del suo insediamento, dichiarazioni e atti, o è in malafede, o è credulone. Chi tifa per l’Italia sa che sono altre le persone che dovrebbero occuparsi della cosa pubblica.

    Rispondi
  21. marzio siracusa

    16 Marzo 2014 alle 19:30

    Dopo aver constatato che ormai il dibattito politico è una fantasy imbastita di pettegolezzi di stampa, tg e talk show vari, ripeto il mio invito:

    DISERTARE LE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE ED ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 2015 AZZERARE LA RAPPRESENTANZA PARLAMENTARE DEL PD, PERCHE’ LA SUA MALATTIA NON INFETTI IL PAESE CON ALTRO MEZZO SECOLO DI NUOVA DC.

    Rispondi
  22. Paolo Francia

    16 Marzo 2014 alle 17:35

    Quello che gli italiani pagheranno per aver fatto questa scelta scellerata sarà ben maggiore, al punto da dover rimpiangere persino un Berlusconi.
    La sinistra è stata umiliata e degradata, la destra becera rimessa in carreggiata, peggio di cosi non si poteva. Auguriamoci che alle prossime europee l’astensione e il voto di protesta vinca, per far capire agli sbruffoni che l’Italia non è cosa loro.

    Rispondi

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