Una proposta di legge firmata da alcuni consiglieri regionali della Toscana (di opposizione) contro la “generosità” delle Istituzioni verso gli ex terroristi. Ad oggi, dopo quindici giorni, è questo il maggior risultato della battaglia di Lorenzo Conti, figlio dell’ex sindaco repubblicano di Firenze Lando Conti, assassinato dalle BR in sciopero della fame per ottenere risposte dai vertici delle Istituzioni nazionale e locali.
Ma è questo proprio l’aspetto più vergognoso della vicenda: il silenzio opposto a Lorenzo per stroncarne la resistenza. E amarissime, al riguardo, sono le riflessioni che Lorenzo Conti va facendo con i suoi amici e con coloro che sostengono la sua battaglia.
“Ne’ Domenici, sindaco di Firenze (cosa ancor piu’ grave poiché mio padre, ucciso dalle BR venti anni fa è stato un suo predecessore), ne’ Renzi, presidente della Provincia, ne’ Martini, presidente della Regione si sono dimostrati sensibili verso le mie richieste. Per non parlare del Capo dello Stato… Non solo non mi ha ricevuto quando è venuto a Firenze. Addirittura il responsabile del suo ufficio stampa mi ha rimproverato di non aver rispettato le forme. Di non aver preventivamente e in silenzio chiesto udienza al Presidente. E pensare che quando venne concessa la grazia a Bompressi, proprio dal Quirinale nessuno si premurò di avvertire la famiglia Calabresi…”
C’e’ anche un altro aspetto di non secondaria importanza: se puo’ essere comprensibile che Martini non gli risponda (dovrebbe ammettere quanto ha realmente fatto la Regione Toscana, cioè l’assunzione diretta o indiretta di ex terroristi), appaiono del tutto privi di motivazioni il silenzio di Renzi e soprattutto quello di Domenici, cui Lorenzo non ha chiesto niente.
”D’altronde – dicono i sostenitori di Lorenzo- questa gente ha l’abitudine di evitare contatti e confronti con la cittadinanza, come e’ emerso recentemente in diverse occasioni: ultima quella relativa all’obbrobrioso progetto della tramvia Fortezza-Careggi, per la quale Domenici ha respinto ogni richiesta di colloquio dei comitati contrari asserendone la strumentalizzazione politica.”
Ora, dopo oltre due settimane, Lorenzo Conti continua a battersi contro il muro di indifferenza che vorrebbe piegarlo. Dobbiamo fare in modo che ciò non accada. Pensalibero continua a sostenere la sua civile protesta e vorrebbe farlo assieme a molti altri. La disponibilità può essere data anche apponendo il proprio nome e l’indirizzo e-mail sotto questo articolo.
SOSTENIAMO LA PROTESTA DI LORENZO CONTI
Dopo due settimane di sciopero della fame, Lorenzo Conti, figlio di Lando, sindaco repubblicano di Firenze ucciso dalle BR, continua a battersi contro il muro di indifferenza che vorrebbe piegarlo. Dobbiamo fare in modo che ciò non accada.

Totale solidarietà, Lorenzo.
Una preghiera, non mettere a repentaglio la tua salute per chi NON ha nessuna intenzione di guardare e sentire…non se la meritano, attaccali, svergognali, questo si, ma (ripeto) non donare loro il bene più prezioso…LA VITA, la TUA vita.
un abbraccio