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Solo la coscienza collettiva induce evoluzione

di Franco Luceri | 13 Dicembre 2016

In Italia, chi sta contribuendo meglio alla maturazione della coscienza collettiva? L’istruzione, l’informazione, la giustizia, il mercato, la religione, o niente e nessuno, posto che l’intero sistema sta portando alla massima maturazione la in-coscienza individuale, in modo da uccidere la collettiva. Questo concetto mi pesava sulla bocca dello stomaco, e ormai l’ho sparato.

Io non ho i mezzi culturali per stabilire chi sia ancora in grado di aiutare questo tipo di maturazione salva popolo italiano, (sempre che non siano già scaduti i termini), e quindi passo la parola alla nostra ir-responsabile classe dirigente, inutilmente affaccendata ad impastare la quarta ciambella senza buco del quarto governo senza consenso.

Chi crede che la politica democratica ha il potere di maturare nel popolo la consapevolezza di essere una comunità indivisibile, seppellendo, schiacciando e asfissiando ogni singolo cittadino con una quantità disumana di leggi, decreti, regolamenti e norme attuative, finge di non vedere che proprio le leggi, (e in Italia si teme possano essere dalle 200 alle 300 mila) stanno mettendo a dura prova anche i massimi cultori del diritto, oltre che istigare nei singoli un livello di egoismo e bestialità cavernicola.

Ma guai a pensare che siano le leggi, gli avvocati e i giudici a generare involuzione, sfascio, disordine, insicurezza e fallimento a 360 gradi. Questa gente si illude di curare la coscienza collettiva malata a colpi di sentenze, ma acuisce la miopia, la stupidità, l’egoismo e persino la bestialità dei singoli, perché aggredisce la malattia giusta, ma con la medicina sbagliata.

Non è l’Atto Costitutivo di uno Stato di diritto, né la caterva di codici che ne seguono, ad indurre coscienza collettiva nei singoli, si da farne un popolo veramente solidale. La consapevolezza individuale che la democrazia è il governo del popolo, e che non si salva nessuno dove non si salvano tutti, temo possa indurla solo la vera filosofia e la vera religione, il vero codice morale e la vera responsabilità collegiale se mai fosse introdotta.

Tutto il resto è aria fritta della migliore qualità per trasformare in autolesionisti gli individui afflitti da ego ipertrofico, che per scarsa coscienza collettiva, mai si eleveranno di fatto a popolo sovrano.

E pure Pirandello ha tentato di maturare la nostra coscienza con parole inequivocabili: “E non vuoi capire che la tua coscienza significa appunto “gli altri dentro di te?””.

Operare contro la collettività, a proprio vantaggio, è una forma raffinata di suicidio, scambiata per successo. A fare l’Italia, un Garibaldi è stato persino d’avanzo, ma noi italiani ancora restiamo pericolosamente s-fatti. Campioni di in-coscienza collettiva.

Franco Luceri

Pubblicato in : Primo pianoTag: classe dirigente, consenso, democrazia, egoismo, fallimento, garibaldi, governo, italia, mercato, popolo italiano, religione

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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