
Il discorso di Biden tenuto l’altro giorno, di sera, dallo studio ovale, quando in Italia era già notte, consente di capire bene il conflitto che si è aperto a livello internazionale e le prospettive della guerra mondiale che stiamo vivendo.
Biden ha chiesto al Congresso uno stanziamento di di ulteriori cento miliardi di dollari per Israele, Ucraina e altri alleati indo-pacifici.
Sono miliardi da aggiungere al bilancio militare USA che, con i suoi 870 miliardi rappresenta da solo, già la gran parte della somma record di 2.240 miliardi di dollari spesi nel mondo nel 2022.
Per Biden gli Stati Uniti sono la “nazione essenziale”, l’’ultima speranza contro i tiranni e i terroristi “accomunati dall’odio per le democrazie”.
Di qui la necessità di combattere fino in fondo questo scontro per far “vincere la libertà”.
Questa impostazione fa pensare che la guerra si protrarrà nel tempo e che i rischi di una escalation incombono come mai prima d’ora.
Si prospetta una nuova divisione del mondo in cui alla contrapposizione democrazia e dittature si sovrappone ora anche uno scontro che potrebbe diventare guerra di religione tra cristiani e musulmani.
Quando e come si possa pensare di ‘vincere’ questa guerra sembra però non essere oggetto di riflessione da parte di Biden.
La verità è che non c’è nessuna possibilità di una vittoria militare da nessuna parte.
Quindi la guerra mondiale a pezzi, come ha intuito da tempo Papa Francesco, ad intensità elevata e crescente, sarà destinata a durare nel tempo e a segnare questa parte del secolo, al punto da non escludere persino l’esito nucleare.
Questa impostazione ha i suoi effetti collaterali: le vittime civili, i bambini, le donne, le distruzioni e la misera.
Dunque una prospettiva catastrofica.
A chi conviene?
Sicuramente convince agli Stati Uniti per mantenere la sua egemonia sul mondo, messa in crisi da tutti i paesi che in questi anni hanno avuto un forte sviluppo e vogliono essere protagonisti sullo scacchiere mondiale.
E, ovviamente, conviene all’apparato militare e industriale americano e non solo americano.
Dice esplicitamente Biden: “Ricordate che quando mandiamo in Ucraina equipaggiamento dei nostri magazzini, i fondi vengono impiegati per ri- costituire in nostri arsenali con armi Made in Usa : missili Patriot fabbricati in Arizona, proiettili d’artiglieria fabbricati in 12 dei nostri stati…”.
Questa è la dolorosa realtà in cui viviamo.
Prenderne atto e assumere una posizione chiara a fare della pace è l’unica risposta possibile.
Solo grandi movimenti per la pace a livello mondiale potranno cambiare la situazione terribile e pericolosa in cui ci troviamo.
Poi toccherà alla politica fare quelli che Massimo Cacciari definisce i “compromessi” necessari.
È mio auspicio che la sinistra in Italia e in Europa, se non vuole essere travolta definitivamente, assuma la bandiera del pacifismo.
Enrico Rossi

TAVARISH, LEI RACCONTA SCIOCCHEZZE. LA GUERRA L’HA COMINCIATOA MOSCA, NON KYIIV. ESSERE. CONDANNARE GLI USA PERCHE’ E’ UN PAESE LIBERO E DEMOCRATICO DI FRONTE A PAESI CRIMINALI E ORGANIZZAIONI CRIMINALI, LEI SCEGLIE I CRIMINALI; BRAVO!. CHI HA ATTACCATO, STUPRATO, VIOLENTATO E DISTRUTTO L’UCRAINA, COME CHI HA ATTACCATO ISRAELE, SONO DITTATURE E ORGANIZAZIONI CRIMINALI NON RICONOSCIUTE. LEI FA IL CHAMBERLAIN: OLTRE AL DISONORE AVRA LA GUERRA. LE SUE PAROLE SONO DA PERSPANA E POLITICO INCOSCIETE. DA FRUSTRATO COME IL PD E SOCI. SE L’UCRAINA SMETTESSE DI AVERE GLI AIUTI CONTINUEREBBE A COMBATTERE PER LA LIBERTA’ ANCHE CON I DENTI PERCHE’, SE SMETTESSE CESSEREBBE DI ESSERE. CIO’ CHE AFFERMA E’ DI ASSOLUTA EVANESCENZA ED UN ERRORE CHE NASCE DA SCARSA CONOSCENZA DELLA LIBERTA’ E DELLA DEMOCRAZIA. MA SAPENDO DA CHE RADICI VIENE NON C’E’ DA STUPIRSI.