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Siti di trading-truffa: le autorità di vigilanza si stanno svegliando?

di Alessandro Pedone | 30 Settembre 2019

Negli ultimi tempi in Aduc abbiamo registrato una vera e propria epidemia di utenti caduti in uno dei centinaia siti truffa di trading, in genere dichiaratamente sul Forex (il mercato delle valute) o sulle “criptovalute”. 
E’ un fenomeno che va avanti da anni ormai. 
La truffa consiste in questo: si convince, spesso con telefonate fatte da call center esteri, semplici risparmiatori in erba a fare trading on-line, promettendo di essere seguiti da presunti esperti. 
La realtà è che attraverso questi siti non si fanno investimenti reali. Si ha l’illusione di fare trading, ma la realtà è che si sono versati soldi veri per utilizzare piattaforme di trading farlocche. 
Lo scopo ultimo di queste finte operazioni è quello di far versare sempre più soldi (veri!) nelle tasche di questi furfanti. In genere, nella primissime fasi i malcapitati versano cifre irrisorie e vengono simulate operazioni con grandi guadagni per allettare i clienti e fargli versare cifre più consistenti. Poi vengono le prime perdite, sempre simulate, per far versare altri soldi con la scusa di “recuperare”. Quando si capisce che i malcapitati non hanno più intenzione di versare si simulano perdite disastrose. In realtà i soldi non si sono mai mossi dai conti correnti di questi furfanti. 
Quando i clienti chiedono di disinvestire, iniziano le varie scuse ed alla fine spariscono. Il problema è che queste persone aprono società in paradisi fiscali e fare causa è estremamente costoso, ma il problema più grosso è che anche in caso di vittoria i soldi vengono fatti sparire per tempo, quindi anche una vittoria sarebbe quella di Pirro.

L’unica cosa da fare quindi è evitare di cadere in queste truffe.
Per questo è indispensabile un’azione preventiva delle autorità di controllo.

Per questo accogliamo con grande soddisfazione il recente provvedimento della Consob di chiudere preventivamente una serie di 25 siti internet. 

Precisamente:
• Globalix Ltd (www.globalix.com);
• Lion Finance Ltd (cfd2fx.com);
• Next Trade Ltd (www.olympusmarkets.com).
• WebNet Ltd e 4COM Network Srl (www.2dots.com);
• One Thousand One Ltd (www.dax1001.com);
• Herdos  (https://herdos.com);
• Lancelot Equity Ltd (https://gocapitalfx.com e https://gocapital123.com);
• TQR Trade (https://it.tqrtrade.com);
• Sucaba Enterprise Ltd (www.ptbanc.com);
• CMP24 Ltd (www.cmp24.com);
• Capital Tech Limited (www.pbncapital.com);
• PayPeq  Holdings OÜ (www.investus.fm);
• Madar Partners Ltd (www.axeinvest.com);
• Swissinv24 Ltd (https://swissinv24.com);
• Codexfx Ltd (www.codexfx.com);
• A Corp Ltd (www.londonfuturemarket.com);
• Apsilon Ltd (www.grandfxpro.com);
• Dubai FXM Ltd (www.dubaifxm.com e www.dubaifxm24.com);
• Light Media Ltd (https://it.wincapitalpro.com);
• Global Es Ltd e Sonartech OÜ (www.capitalfmi.com);
• Brokerz Ltd e All Media Eood (www.brokerz.com);
• London Capital Ltd (www.londoncapitaltrade.com);
• Pmt247 Ltd (www.pmt247.com).
I siti da chiudere sarebbero purtroppo centinaia. Sicuramente la chiusura dei siti non risolve definitivamente il problema perché questi furfanti aprono in continuazione nuovi siti man a mano che vengono chiusi i vecchi. Confidiamo però che i possibili clienti e quelli che sono caduti nella trappola da poco inizieranno a rendersi conto che qualcosa non va e – quantomeno – non verseranno altri soldi. 
L’unica strada, quindi, è l’informazione tempestiva delle autorità di vigilanza e la chiusura di questi siti il prima possibile. 

La Consob, da un po’ di tempo a questa parte, sembra che si sia resa conto della gravità del fenomeno e sta iniziando a fare quanto è in suo potere per limitare i danni. 
Anche le varie autorità di vigilanza in tutto il mondo hanno intensificato l’attività di scambio d’informazioni così che si stanno moltiplicando le informazioni sui siti ufficiali delle informazioni di vigilanza con i nomi dei siti internet “sospetti”. 

Ci auguriamo che i guadagni di questi furfanti possa diminuire così sensibilmente da rendere non più conveniente questo genere di truffe. Da parte nostra non possiamo far altro che continuare a sconsigliare caldamente tutti gli investitori a fare trading in generale, anche quando non ci sono di mezzo truffe poiché l’attività di trading, anche quando è regolare, statisticamente genera perdita con molta più probabilità che guadagni. Vivere di trading è una cosa riservata ad una ristrettissima minoranza di persone che dedica tantissimo tempo al giorno e risorse economiche a questa attività. 
Pensare di vivere di trading investendo poche migliaia di euro è semplicemente illusorio. Anche quando non ci sono truffe di mezzo. Se vi propongono di fare trading poi, statisticamente, le probabilità che ci siano di mezzo vere e proprie truffe è molto elevata. 
Le probabilità combinate tra le attività truffaldine e le perdite di denaro che comunque implica, specialmente all’inizio, l’attività di trading fanno sì che prendere la malaugurata decisione di fare trading significa avere la quasi-certezza di perdere soldi. 

Un consiglio spassionato a chiunque desideri avviarsi al trading on-line. 
Dal momento che semplicemente sconsigliarlo per alcuni non è efficace, se proprio volete fare trading, abbiate il coraggio di fare questa cosa.
Prendete un foglio da 100 euro vero e strappatelo in almeno 20 pezzettini con le vostre mani (no, non è reato!). 
Ricomponetelo e fateci un quadro da appendere sopra il computer attraverso il quale dovreste operare. Sotto i pezzettini della banconota scrivete a mano la data e questa dicitura: “sono consapevole che il 95% dei trader perde soldi durante il primo anno”. 
Attendente almeno 30 giorni prima di fare la prima scelta operativa e fatela solo se vi siete accertati che l’intermediario che avete scelto sia residente in un Paese UE o negli USA e sia regolarmente autorizzato dalla rispettiva autorità di controllo. 

Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, anni, conti, danni, euro, mercato, mondo, persone, scambio, soldi, usa

Info Alessandro Pedone

responsabile Aduc per la Tutela del risparmio

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Dario

    14 Aprile 2021 alle 15:56

    Non è possibile che i siti truffaldini la passino liscia. Chiuderli mette al riparo da altre truffe. Se poi riaprono con altre caratteristiche perdono i pollastri

    Rispondi

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