Negli ultimi tempi in Aduc abbiamo
registrato una vera e propria epidemia di utenti caduti in uno dei centinaia
siti truffa di trading, in genere dichiaratamente sul Forex (il mercato delle
valute) o sulle “criptovalute”.
E’ un fenomeno che va avanti da anni
ormai.
La truffa consiste in questo: si convince,
spesso con telefonate fatte da call center esteri, semplici risparmiatori in
erba a fare trading on-line, promettendo di essere seguiti da presunti
esperti.
La realtà è che attraverso questi siti non si
fanno investimenti reali. Si ha l’illusione di fare trading, ma la realtà è che
si sono versati soldi veri per utilizzare piattaforme di trading
farlocche.
Lo scopo ultimo di queste finte operazioni è
quello di far versare sempre più soldi (veri!) nelle tasche di questi furfanti.
In genere, nella primissime fasi i malcapitati versano cifre irrisorie e
vengono simulate operazioni con grandi guadagni per allettare i clienti e
fargli versare cifre più consistenti. Poi vengono le prime perdite, sempre
simulate, per far versare altri soldi con la scusa di “recuperare”. Quando si
capisce che i malcapitati non hanno più intenzione di versare si simulano
perdite disastrose. In realtà i soldi non si sono mai mossi dai conti correnti
di questi furfanti.
Quando i clienti chiedono di disinvestire,
iniziano le varie scuse ed alla fine spariscono. Il problema è che queste
persone aprono società in paradisi fiscali e fare causa è estremamente costoso,
ma il problema più grosso è che anche in caso di vittoria i soldi vengono fatti
sparire per tempo, quindi anche una vittoria sarebbe quella di Pirro.
L’unica cosa da fare quindi è evitare di cadere
in queste truffe.
Per questo è indispensabile
un’azione preventiva delle autorità di controllo.
Per questo accogliamo con grande soddisfazione
il recente provvedimento della Consob di chiudere preventivamente una serie di
25 siti internet.
Precisamente:
• Globalix Ltd (www.globalix.com);
• Lion Finance Ltd (cfd2fx.com);
• Next Trade Ltd (www.olympusmarkets.com).
• WebNet Ltd e 4COM Network Srl (www.2dots.com);
• One Thousand One Ltd (www.dax1001.com);
• Herdos (https://herdos.com);
• Lancelot Equity Ltd (https://gocapitalfx.com e https://gocapital123.com);
• TQR Trade (https://it.tqrtrade.com);
• Sucaba Enterprise Ltd (www.ptbanc.com);
• CMP24 Ltd (www.cmp24.com);
• Capital Tech Limited (www.pbncapital.com);
• PayPeq Holdings OÜ (www.investus.fm);
• Madar Partners Ltd (www.axeinvest.com);
• Swissinv24 Ltd (https://swissinv24.com);
• Codexfx Ltd (www.codexfx.com);
• A Corp Ltd (www.londonfuturemarket.com);
• Apsilon Ltd (www.grandfxpro.com);
• Dubai FXM Ltd (www.dubaifxm.com e www.dubaifxm24.com);
• Light Media Ltd (https://it.wincapitalpro.com);
• Global Es Ltd e Sonartech OÜ (www.capitalfmi.com);
• Brokerz Ltd e All Media Eood (www.brokerz.com);
• London Capital Ltd (www.londoncapitaltrade.com);
• Pmt247 Ltd (www.pmt247.com).
I siti da chiudere sarebbero purtroppo centinaia.
Sicuramente la chiusura dei siti non risolve definitivamente il problema perché
questi furfanti aprono in continuazione nuovi siti man a mano che vengono
chiusi i vecchi. Confidiamo però che i possibili clienti e quelli che sono
caduti nella trappola da poco inizieranno a rendersi conto che qualcosa non va
e – quantomeno – non verseranno altri soldi.
L’unica strada, quindi, è l’informazione
tempestiva delle autorità di vigilanza e la chiusura di questi siti il prima
possibile.
La Consob, da un po’ di tempo a questa parte,
sembra che si sia resa conto della gravità del fenomeno e sta iniziando a fare
quanto è in suo potere per limitare i danni.
Anche le varie autorità di vigilanza in tutto il
mondo hanno intensificato l’attività di scambio d’informazioni così che si
stanno moltiplicando le informazioni sui siti ufficiali delle informazioni di
vigilanza con i nomi dei siti internet “sospetti”.
Ci auguriamo che i guadagni di questi furfanti
possa diminuire così sensibilmente da rendere non più conveniente questo genere
di truffe. Da parte nostra non possiamo far altro che continuare a sconsigliare
caldamente tutti gli investitori a fare trading in generale, anche quando non
ci sono di mezzo truffe poiché l’attività di trading, anche quando è regolare,
statisticamente genera perdita con molta più probabilità che guadagni. Vivere
di trading è una cosa riservata ad una ristrettissima minoranza di persone che
dedica tantissimo tempo al giorno e risorse economiche a questa attività.
Pensare di vivere di trading investendo poche
migliaia di euro è semplicemente illusorio. Anche quando non ci sono truffe di
mezzo. Se vi propongono di fare trading poi, statisticamente, le probabilità
che ci siano di mezzo vere e proprie truffe è molto elevata.
Le probabilità combinate tra le attività
truffaldine e le perdite di denaro che comunque implica, specialmente
all’inizio, l’attività di trading fanno sì che prendere la malaugurata
decisione di fare trading significa avere la quasi-certezza di perdere
soldi.
Un consiglio spassionato a chiunque desideri
avviarsi al trading on-line.
Dal momento che semplicemente sconsigliarlo per
alcuni non è efficace, se proprio volete fare trading, abbiate il coraggio di
fare questa cosa.
Prendete un foglio da 100 euro vero e
strappatelo in almeno 20 pezzettini con le vostre mani (no, non è
reato!).
Ricomponetelo e fateci un quadro da appendere
sopra il computer attraverso il quale dovreste operare. Sotto i pezzettini
della banconota scrivete a mano la data e questa dicitura: “sono consapevole
che il 95% dei trader perde soldi durante il primo anno”.
Attendente almeno 30 giorni prima di fare la
prima scelta operativa e fatela solo se vi siete accertati che l’intermediario
che avete scelto sia residente in un Paese UE o negli USA e sia regolarmente
autorizzato dalla rispettiva autorità di controllo.
Alessandro
Pedone, responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio

Non è possibile che i siti truffaldini la passino liscia. Chiuderli mette al riparo da altre truffe. Se poi riaprono con altre caratteristiche perdono i pollastri