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Sinistra PD – La carta Schlein per annientare i centristi interni, fagocitare il M5S e tornare “padroni” della Gauche Italien

C’è da giurare che a questo progetto si unirà presto il sempreverde outsider Gianni Cuperlo, sceso in campo per confondere le acque che invece, Dario Franceschini, con il suo appoggio a Elly Schlein ha reso limpidissime.

di Daniele Marchetti | 30 Dicembre 2022
Sinigagl, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Ormai è chiaro: dietro la candidatura di Elly Schlein non c’è solo la ricerca di un leader capace di riscaldare i cuori ormai gelidi del popolo Dem o il tentativo di rivitalizzare un partito esangue che nonostante la sua ancora grande base elettorale ha, da tempo, perso la sua identità e -con essa- la sua reale funzione politica. No, dietro l’appoggio alla vicepresidente dell’Emilia Romagna (per quanto se ne sa ancora non iscritta al PD, altra anomalia nell’anomalia) c’è molto di più; una precisa mira politica: riportare il PD, o ciò che resterà e come si chiamerà (tutto questo risulterà secondario), a capo della gauche italien.

L’armata della sinistra Dem; quella degli Andrea Orlando, dei Goffredo Bettini, dei Nicola Zingaretti, Enrico Letta ed oggi, dei Dario Franceschini non ha per niente digerito né, tantomeno, perdonato a Giuseppe Conte la rimonta elettorale di un M5S che, soprattutto al Nazareno, davano già per “morto”.

A quel Conte che oggi -dito negli occhi- rivendica, addirittura, la vera leadership della sinistra con il controcanto di Sinistra Italiana e dei Verdi che dopo aver abilmente adoperato la scialuppa DEM per tornare in Parlamento-beffa nella beffa-, guardano a Giuseppe Conte e al Movimento 5 Stelle come il naturale loro imminente approdo.

Non c’entra nulla l’età dei candidati come vorrebbe far credere l’ex ministro della cultura; non c’entra nulla la generazione (o le generazioni) che distinguono Stefano Bonaccini dalla sua vice. È solo fumo negli occhi per quel popolo avvezzo e sempre prono alla buona fede dei suoi dirigenti.

Il progetto -elaborato da tempo nel pensatoio del quartiere Prati- suona più o meno così: portare il PD a sinistra con l’elezione di Elly “la passionaria”, tentare di costruire un nuovo PdS (Partito della Sinistra) coinvolgendo i grillini e sposando a piene mani (“scippando”) le loro battaglie identitarie per poi, grazie alla forza del radicamento territoriale (che il M5S non ha), portare via la segreteria del nuovo partito a Giuseppe Conte. Il tutto, ovviamente, con il silenzioso/assenso di Beppe Grillo che ha da tempo messo nel mirino l’ex Premier.

Un progetto rispettabile, assolutamente lecito, e, per molti versi tanto credibile da indurre Giuseppe Conte a strappare e scegliere -è notizia delle ultime ore- per la corsa alle regionali del Lazio (strappo emblematico) un candidato autonomo e grillino DOC; la giornalista RAI Donatella Bianchi.

E poco importa se l’elezione di Schlein porterà alla scissione o alla morte dell’attuale PD, l’importante è l’affermazione della sinistra interna e la sua prospettiva egemonica su tutta l’ala mancia dello schieramento politico italiano. C’è da giurare che a questo progetto si unirà presto il sempreverde outsider Gianni Cuperlo, sceso in campo per confondere le acque che invece, Dario Franceschini, con il suo appoggio a Elly Schlein ha reso limpidissime.

Daniele Marchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, andrea orlando, beppe grillo, enrico letta, franceschini, leadership, movimento, notizia, parlamento, pd, rai, sinistra italiana

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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