“Con l’espressione sindrome di Stoccolma si intende un particolare stato di dipendenza psicologica che si manifesta in alcuni casi in vittime di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica.”
Da un po’ di tempo leggo post di alcuni bravi compagni/e, molto impegnati nella costruzione di una sinistra progressista, ma che di fronte al vuoto che gli si presenta davanti evidenziano la loro paura del nulla che una strategia errata ha prodotto, fino a scadere in uno stato molto simile alla Sindrome di Stoccolma.
Non sono stati sufficienti una trentina d’anni per comprendere che il killer del PSI, al di la dei giudici di mani pulite, ha una identità ed un nome, magari cambiato nel tempo, ma le cui radici sono profonde e traggono humus dal PCI berlingueriano e dalla sinistra DC di De Mita, dall’antisocialismo e dall’odio per Craxi.
Ancora oggi, di fronte ad un tentativo che sta producendo dei risultati apprezzabili e che ha avuto il suo “battesimo politico” a Livorno, i socialisti colpiti dalla Sindrome passano il loro tempo a spiegare che la strategia emersa il 24 marzo, <da Livorno alla Epinay dei Socialisti Italiani passando per la Conferenza Programmatica di Rimini>, non ha speranze di riuscita.
Spiegano, urbi et orbi, che l’unica possibile soluzione sta in una alleanza tra i reduci manipulitisti e le vittime del 1992, senza neppure rendersi conto del fallimento del progetto del PD (ed anche di LeU), un fallimento che ha trascinato nel baratro anche quel po’ che restava del PSI. La paura da parte di alcuni piddini di pronunciare il nome Socialista è evidente, ma i nostri procedono indefessamente a dichiarare la loro fede in un Progetto sbagliato.
Ognuno è libero di fare le proprie scelte, ma un minimo di correttezza e di onestà intellettuale è necessaria, nessuno può pretendere di ergersi a giudice di ultima istanza di altre scelte politiche, ognuno ha diritto di sperimentare il proprio progetto, che nel caso di noi “livornesi” si basa sull’IDENTITA’ e sull’AUTONOMIA del SOCIALISMO nel e per il XXI secolo.
Noi ci riconosciamo nella Grande Storia di un nobile Partito, e guardiamo AVANTI ! per scrivere un nuovo Progetto, utile e necessario per la rinascita del Socialismo in Italia. Non siamo dei reduci che vivono con la testa girata all’indietro, ma compagne e compagni che hanno avviato percorso lungo e difficile, in cui gli ostacoli saranno tanti, ma che non deflettono.
Sempre Avanti verso Rimini, ed anche oltre.
Dario Allamano
(comitato dei garanti di Socialismo XXI Secolo)

Lascia un commento