
A poco più di un anno dalle elezioni comunali del 2027, Milano vive una campagna elettorale anomala, ancora priva di veri protagonisti e soprattutto di contenuti concreti. Nel centrosinistra si moltiplicano i nomi: da Mario Calabresi, oggi considerato il candidato più forte, fino a Pierfrancesco Majorino ed Anna Scavuzzo. Sullo sfondo emerge anche l’ipotesi di una candidatura più critica e radicale rappresentata dal giornalista Gianni Barbacetto, autore di un duro libro sull’urbanistica milanese e spesso polemico verso la gestione Sala. Uno scenario che potrebbe trasformarsi in un inedito confronto interno alla sinistra tra due figure provenienti dal mondo del giornalismo.
Nel centrodestra, invece, regna ancora l’incertezza. Tornano ciclicamente nomi già noti come Maurizio Lupi, insieme ad altre ipotesi provenienti dal mondo imprenditoriale, ma senza una vera direzione politica definita. L’impressione è quella di uno schieramento che non abbia ancora deciso se tentare davvero la conquista di Palazzo Marino. Mancano programmi, idee e visione della città, mentre anche il centrosinistra appare diviso tra continuità e cambiamento rispetto all’era Sala. Milano, però, resta il principale laboratorio politico nazionale e difficilmente questa lunga immobilità potrà durare ancora molto. Probabilmente sarà dopo l’estate che la corsa entrerà finalmente nel vivo
Roberto Caputo

Lascia un commento