La decisione del Gruppo dei Centouno di appoggiare la candidatura a sindaco di Firenze di Matteo Renzi non è passata inosservata. Ne hanno parlato i giornali nelle cronache locali e non sono mancate reazioni su Pensalibero e nei contatti diretti con amici, avversari e simpatizzanti in città.
Molto bene: bene per i consensi, bene per i dissensi. In politica ciò che uccide è l’indifferenza. Quando si discute, invece, significa che c’è la passione, e di questa, soprattutto noi laici non possiamo fare a meno.
E di motivi per seguire con passione le vicende fiorentine ce ne sono in abbondanza.
Cosa ne direste se si presentasse alla ribalta nazionale un uomo o una donna che manda a casa in quattro e quattr’otto Berlusconi, Franceschini, D’Alema, Bossi, Fini, insomma tutta la nomenclatura politica in auge da quindici e più anni, e, assieme ad essa anche la rete di collegamenti in campo finanziario ed economico?
A Firenze sta accadendo proprio questo. Matteo Renzi, giovane ma tuttaltro che inesperto, ha vinto le primarie, osteggiato dalla maggior parte della dirigenza elefantiaca del PD fiorentino e nonostante trappole e trappoloni preparate con la connivenza del PD nzionale.
Sta facendo balenare la fine di una lunga stagione consociativa nella quale al gioco delle parti si era sostituito un immobile e asfissiante groviglio di interessi: l’opposizione di centro destra connivente con la maggioranza di centro sinistra; le associazioni delle categorie economiche e gli Enti economici anch’esse al servizio degli interessi dei gruppi anziché delle categorie e della collettività. E sta parlando di cose concrete, per Firenze, che sono assai in sintonia con gli argomenti sollevati per anni da Pensalibero e dal Gruppo dei Centouno: il bisogno di realizzare le infrastrutture di cui la città è carente correggendo gli errori delle precedenti amministrazioni; evitare lo scempio previsto dal passaggio, sotto la città, dei binari dell’alta velocità; restituire al centro storico la vitale presenza dell’artigianato, della residenza abitativa dei musei e dei locali aperti la notte per scacciare la paura e l’insicurezza; affrontare con piglio la crisi del Maggio Musicale al limite della bancarotta e creare un forte polo teatrale con una grande programmazione che coinvolga La Pergola, il Niccolini ed altre strutture e magari dotando Firenze di una compagnia stabile.
Per noi è stato fondamentale che abbia rinunciato all’alleanza con Rifondazione, comunisti italiani ed altre formazioni sempre pronte a frapporre ostacoli; tipo i verdi che si oppongono al termovalorizzatore, assolutamente indispensabile. Ma è un boccone che non riusciamo e non riusciremo a mandare giù che non abbia rinunciato all’alleanza con l’Italia dei Valori di Di Pietro.
Sarà dura perRenzi ed anche per noi. Per il candidato sindaco perché la lotta all’interno del Pd è spietata: se prende campo lui, in molti vanno a casa. E viceversa. Sarà dura per noi laici e liberalsocialisti del Gruppo dei Centouno perché ci siamo messi in gioco e siamo entrati nella mischia rifiutando di adagiarci sulla comoda posizione dei profeti che tutto avevano previsto.
A chi, soprattutto fuori Firenze, mostra meraviglia, rispondiamo rivendicando le ragioni della politica. Che ci impongono di sposare sempre il cambiamento possibile.
Non è detto che riesca. Ma il nostro aiuto potrebbe essere determinante, perché interpretiamo i sentimenti di una parte della pubblica opinione fiorentina sempre in prima linea nelle scelte decisive.
Attenzione però: nessuno pensi che si tratti solo di una questione locale e circoscritta. Oggi, tanto sono immobili e vischiosi gli equilibri nazionali, quanto, invece, sono suscettibili di cambiare quelli a livello dei Comuni delle Provincie e delle Regioni.
Da Firenze e da molti altri centri che vivono vicende analoghe senza la luce dei riflettori potrebbe prendere l’avvio una nuova stagione.
Nicola Cariglia
P.S: A parte, invito a riflettere su due circostanze. La prima: secondo uno studio, più del 20% dei voti andati a Renzi in occasione delle primarie del centro-sinistra proviene da elettori di centro-destra. La seconda: i Centouno voteranno una propria candidata inserita nella Lista Renzi, non nel PD o altra lista di partito. Sta o no succedendo qualcosa a Firenze e probabilmente in tante altre città?

Vedo che il dibattito su Matteo Renzi si allarga e appassiona. Bene! Qaundo in politica si dibatte e si scambiano idee non può che fare bene alla democraza.
Personalmente sono favorevole a Matteo Renzi e al suo piglio deciso e in parte anticonformista nell’affraontare le primarie prima e la campagna elettrorale ora.
Naturalmente non ho le cetezze o l’ottimismo di molti di coloro che hanno scritto. Il dubbio ce l’ha anche Cariglia quando dice che Renzi può farcela ed è per questo che i Centouno appaggiano la sua lista.
Il mio dubbio nasce dalla capacità di Matteo di sottrarsi ai così detti poteri forti di cui avrà certamente bisogno. In momenti di crisi anche le migliori idee e progetti devono fare i conti con le dipsonibilità economiche e tante proposte, fra le prime il rilancio di Firenze , la sua cultura e i teatri, per non parlare di un’eventuale compagnia stabile, per essere attuate devono essere supportate dai privati che non dano niente per niente. Da qui i possibili condizionamenti e necessari compromessi. Speriamo che, se vince, i copromessi siano ridotti al minimo e che il Programma sia mantenuto.
In fondo anche Obama, “si parva licet componere magnis”, un po’ di compromessi li ha dovuti accettare e qualche imprevisto taglio alle sue ambizioni lo ha dovuto fare.
Ma non perdiamo l’ottimismo.
Marcello paris
Vedo anche Federico Baldini che aderisce a Renzi e continuo a non capire il motivo POLITICO.
Quanto alle primarie, caro Federico, ma anticipo già qualcosa a Nicola, il lato più grottesco della candidatura Renzi è che lo stesso vince le primarie con i voti del centro/destra.
Proprio perché Baldini invoca l’ironia, io che sono un inguaribile ironico, sottolineo che le primarie le abbiamo fatte all’italiana. E questo è un ulteriore guasto alla democrazia.
Visto che non mi convincete sul motivo politico di questo sostegno, continuando a sostenere che si deve votare il vetero-comunista e stalinista Valdo Spini, scriverò direttamente a Renzi per capire chi è.
Scusatemi ancora se mi inserisco in un blog di persone forbite e colte nell’esposizione, invece , vorrei dare una informazione socialista. “Poul Nyrup Rsmussen presidente del Partito Socialista europeo abbandonerà l’alleanza informale con i gruppi cristiano-democratici in favore del gruppo verde-rosso nella prosssima legislatura del parlamento europeo. S’impegnerà in un New Deal Verde contro barroso che con le sue politiche neoliberiste hanno portato l’Europa nella peggior crisi economica e finanziaria degli anni 30 ” http://www.monica frassoni.it (Di sinistra e libertà)
Alcuni di voi parlano ancora di tecnologie vecchie come il Termovalorizzatore e scommeto anche del nucleare.
e capisco la vostra scelta nell’approvare Renzi. Il quale nelle politiche innovative non si sposterà di un centimetro dai dettami dei padroni. Non lo ha fatto in provincia!!. Di innovativo è stato il suo network privato e la facilità di linguaggio. Al contrario Spini si è dimostrato di una gran lungimiranza e di una persona libera e laica. Chiedo ancora scusa, .
Premetto che Renzi per la sua storia di giovane democristiano di sinistra, categoria politica che reputo sia stata la più nociva all’Italia, non mi ha mai suscitato una grande simpatia. Due cose mi hanno fatto cambiare parzialmente opinione: la prima un articolo sul Foglio in risposta a Verdini che mi ha fatto scoprire il lato ironico di Renzi e la seconda il coraggio politico dimostrato dalla candidatura alle primarie in poi. Politicamente Renzi ha dimostrato quel coraggio tanto declamato da tanti protagonisti del PD e mai praticato, candidandosi contro i poteri forti postcomunisti e margheritini e decidendo di rompere con i partiti del non fare ovvero comunisti vari e verdi. Peccato non avere fatto lo stesso anche con l’IDV ma non si può chiedere troppo al pur sempre democristiano Renzi. Per questi motivi credo che gli amici dei 101 abbiano fatto bene a dare credito a Renzi e a scegliere la giusta formula della partecipazione alla lista civica in sostegno a Renzi. Perciò un grosso in bocca al lupo per un buon successo elettorale ai 101 ed anche al mio amico Scarlino che so candidato in una lista liberale a Prato.
Sto seguendo con interesse gli sviluppi della politica italiana, sia nell’ambito locale che in quello nazionale. Ho ascoltato diverse voci che hanno comunque come riferimenti quello che la gente vuole sentirsi dire e che in quest’istante è di moda.
Oggi la Politica è diventata fiction, non esiste più programmazione per il futuro, il dono mentale della lungimiranza oramai appartiene veramente a pochi. Per esserne dotati non bisogna nascere in paradiso, ma sicuramente è necessario avere la curiosità per il mondo della Cultura.
Questa è di matrice personale ed è per il momento l’unica libertà che noi come individui pensanti abbiamo.
Penso che Matteo Renzi abbia il coraggio dell’audacia, ma spero che si muova insieme al suo gruppo con decisione nell’attuazione del suo programma se risulterà vincente.
Infine volevo segnalarvi un altro personaggio dotato di altrettando coraggio, ha in più però l’esperienza del mondo del lavoro, essendo un manager che svolge la sua attività a Londra. Il suo nome è Jacopo Schettini Gherardini. Vi invito a visitare il suo sito per capire chi è.
Il sottoscritto fa farte attualmente del suo staff.
Grazie per lo spazio concesso.
Sono completamente d’accordo. Matteo Renzi è un personaggio che è dalla parte della gente e lo è sempre stato. E’ l’uomo giusto in un pd in cerca di una propria identità e credo che abbia le carte in regola ed abbastanza carisma per riunire attorno a sè un centrosinistra spogliato di inutili quanto dannose zavorre. E’ l’uomo che potrebbe ricongiungere – MA A SINISTRA DELLO SCHIERAMENTO POLITICO, SUA NATURALE COLLOCAZIONE – e chiamare a raccolta tutti i socialisti riformisti ovunque essi si trovino.
Caro Gino,
come si legge nel post scriptum di questo articolo, oltre il 20% dei voti raccolti da Renzi alle primarie proviene da elettori del centro-destra.
Allo zoo, alle Case del Fascio, del Popolo e oggi in TV basta essere giovani per essere nuovi. Tra gli uomini le cose sono molto più complicate. M.S.
Io sono andata a votare alle primarie per Renzi anche se vengo da un back-ground liberale repubblicano e non ho mai votato per il PC. Faccio parte dei Pensalibero e 101 e voterò Renzi per dare a un giovane con le sue proprie idee di rinnovamento e amore per la nostra città di andare avanti dimenticando le annuali diatribe e le annuali connessioni fra persone oramai troppo conlegate.
Nicola, io non attacco Renzi per essere “un cattolico (è vero) ed un ex democristiano”, ma un PD.
E’ il PD che sinceramente non mi ispira tanto, non la DC.
Sulla DC il mio pensiero è stato sempre limpido. Non l’ho mai votata, ma da socialista dico che le grandi conquiste dell’Italia sono venute da Cattolici (e DC) e Socialisti.
In Terra Toscana rendo omaggio alla memoria di Giorgio La Pira ed Amintore Fanfani.
Io Ti ho chiesto un’altra cosa:
è vero che elettori, simpatizzanti, militanti del PdL sono andati a votare le primarie del “centro/sinistra” per far vincere Renzi?
Poi entrerò nel merito del “caso” Firenze.
Carissimo Aulo Chiesa ( piacere di risentirti!), e cari Paolo, Gino e Marzio,
ho già detto nell’articolo della passione: la vostra, di altri e la mia. In ogni caso la apprezzo. Ma spesso porta a conclusioni predeterminate per affermare le quali si finisce con non porre attenzione alle argomentazioni altrui. Può darsi che accada a me (e me lo fare notare). Accade a voi e vi dico molto sinteticamente perchè.
Vi attaccate all’essere Renzi un cattolico (è vero) ed un ex democristiano ( ha 34 anni, la DC si è presentata l’ultima volta nel ’92, fate voi…).
I grandi esponenti laici della nostra storia del dopoguerra, da Nenni a Saragat, da Spadolini a La Malfa, da Craxi a Gaetanto Martino, hanno tutti, ma proprio tutti, governato assieme ai cattolici senza per questo tradire i valori laici. Dunque, per favore….
Secondo: se invece di Renzi si trattasse di Pinco Pallino sarebbe per me la stessa cosa.
A Firenze è in atto un sommovimento destinato a mandare a casa tutto un estabilishment che nel bene e nel male ha dominato per quindici anni. E su molteb delle cose da fare per la città siamo d’accordo.
Voi dite in pratica che da tutto questo bisogna prescindere. In ragione di che e di chi? Di chi abbiamo atteso per quindici anni che venisse a darci una mano a sostenere una presenza laico-socialista ma aveva altro da fare? Per sostenere in solitudine le stesse cose ma restando soli altrimenti perdiamo in purezza?
Infine: lo sapete che i veri avversari di Renzi sono all’interno del PD e della coalizione che ha sostenuto per 15 anni la maggioranza in Palazzo Vecchio?
Mi stupisce che Nicola e una parte dei centouno
appoggino Renzi, da anni combattiamo per una laicita` fondata sulla Costituzione attraverso simboli Socialisti, Repubblicani e Liberali.
Appoggiare Renzi significa andare contro la Costituzione e contro tutte quellepersone che credevano nella liberta` di pensiero.
Se l`intento di Renzi e` quello di rafforzare il centro con l`UDC faccia pure ma non dica che e` di sinistra, anche perche` l`ha sempre rinnegata piu` volte e disprezzata da commenti senza senso.
Il popolo ha bisogno di questa sinistra e di una opposizione seria, ha bisogno di storia e idee nuove.
Il popolo di sinistra non ha bisogno di Renzi.
Cosa penserebbe oggi Mazzini, Cattaneo, Lega?
Caro Nicola ti leggo molto volentieri, sin dai primi numeri di Penslibero e ricevo con grande piacere la newsletter. Condivido pienamente anche l’impostazione politica e culturale liberal-socialista del periodico e delle battaglie fin qua condotte, ma non posso che dirmi stupito dell’adesione, della scelta di appoggiare Renzi per l’impegnativa poltrona di sindaco di Firenze. Avrei preferito, in questa fase politica, evitare l’appiattimento su Renzi ( che novità rappresenta…se fa parte dell’establishment del PD?) a fronte di una libertà di scelta, magari analizzando i pro ed i contro delle varie candidature. Personalmente penso che il “vecchio” Valdo possa rappresentare un grande elemento di rottura e costituisca la vera novità per Firenze, recuperando la tradizione laica e repubblicana con Luciana Sbarbati, i valori civici che esprime il Comitato dei Cittadini, una sinistra militante ( diciamo un po’ ottusa nella sua ideologia ma ancorata al mondo del lavoro, in profonda crisi nell’area fiorentina) e, ovviamente, una cultura socialista e riformatrice. Potrai dirmi che è un’alleanza non omogenea, ma potrei risponderti che nasce da esigenze e da bisogni che sono sempre stati “repressi” dall’arroganza del potere di cui Renzi, volente o nolente, è rappresentante. Questa è la mia modesta opinione. Sempre fraternamente, Aulo
PS: Ti invierò per una (spero benevola..) recensione il volume “Andrea Caffi:scritti scelti di un socialista libertario”, che ho editato recentemente. Altri tempi…
Caro Nicola,
una domanda a Te che ne sai fin troppo di politica fiorentina:
è vero che la vittoria di Renzi alle primarie è stata favorita da una forte partecipazione di elettori del PdL?
Lo leggo in una risposta dell’ottima nostra Chiara Boriosi nella Sua nota di Facebook “Giro girotondo: le chiacchiere, le alleanze, il nuovo mondo”.
Acquisito questo ulteriore elemento, intendo dire la mia sul “caso” per me molto montato di Firenze ove l’associazione Sinistra – Socialisti per le Libertà
(di cui sono un co-fondatore) invita a votare la lista Spini per Firenze.
E colgo l’occasione per annunciarTi che sono candidato per il consiglio provinciale di Milano contro il PD ed i suoi alleati.
Langi da me l’insistenza su una polemica inutile, ma come non rendersi conto che quanto Renzi vorrebbe fare può attuarsi solo all’insegna del consociativismo? Tutta la sua campagna elettorale strizzando gli occhi a destra e a manca cos’altro prefigura? E come non intuire che la risposta facile e la parlantina non trasformano la genericità in concretezza? “Farò questo, farò quest’altro” dice il nostro, ma a Firenze si elegge il sindaco o il podestà? Quindi il consociativismo è d’obbligo. E come non vedere che nella migliore delle ipotesi alla prima occasione i 101 saranno scaricati perché non c’è più la DC a difendere i laici? M.S.