In questi giorni attorno ad un bel caffè, da Revoire in Piazza della Signoria, ispirati dal più bel Palazzo del mondo quale è Palazzo Vecchio, fra un discorso serio e un cazzeggio ,come si fa fra pensionati che devono passare il tempo,con alcuni amici di diverse opinioni politiche, passavamo in rassegna i primi cittadini che abbiamo conosciuto, alcuni di striscio altri frequentati, altri ancora proprio non sono rimasti nella nostra memoria.
Mario Fabiani (dal 1946 al 1951) e Giorgio La Pira (1951 – 1957 e poi dal 1961 al 1965) due miti di cui non c’è da discutere, c’è solo da essere onorati di averli avuti come Sindaci. Uno il sindaco del dopo guerra che risollevò Firenze dalle macerie, l’altro che elevò Firenze a simbolo della pace nel mondo.
Gabbuggiani ,il sindaco che sussurrava che dopo anni di dominio democristiano sedette sullo scranno più alto del salone dei Duecento. Il primo sindaco comunista invitato dal Presidente degli Stati uniti per una serie di conferenze in America.
Bonsanti un intellettuale che non ebbe il tempo per far apprezzare ai fiorentini le sue indubbie qualità.
Lando Conti vigliaccamente ucciso dalle Brigate Rosse.
Giorgio Morales un sindaco che io misi sotto accusa ingiustamente e al quale chiesi scusa pubblicamente,un fatto che ancora mi duole, Giorgio una grande persona perbene dal quale ho preso una lezione di vita.
Massimo Bogiankino gran bella persona che non era portato per fare il Sindaco ma fu con il suo appoggio e quello di Morales che potei attuare a febbraio del 1988 la ZTL più estesa d’EUROPA.
Mario Primicerio che passò come una meteora lasciando in eredità ai sindaci successivi i progetti che solleveranno Firenze dai gap che ne impediscano lo sviluppo .
Leonardo Domenici forse il più politico di tutti quelli citati ma che non amava fare il Sindaco Bargellini fra i più amati dai fiorentini che ha lasciato il ricordo di lui con gli stivali per la disastrosa alluvione del 1966. . Poi una discussione sugli ultimi due, Renzi e Nardella, e qui sono stati portati molti esempi figurati, ne cito due ,c’è chi ha detto è come confrontare in termini di dimensione un cocomero con una ciliegia. Ma credo che l’esempio più appropriato l’abbia fatto il più anziano di noi che con calma serafica così si è espresso : per Nardella fare il Sindaco dopo Renzi è come fare il marito della ex moglie di Rocco Siffredi.

Senatore Cioni, sono semplicemente sconvolto dal suo bonario giudizio su alcuni dei nostri sindaci di cui qualcuno non meritava di neanche esserlo ed uno in particolare ha devastato la città.